sabato 20 febbraio 2016

Curtatone

La Curtatone (da “La difesa del traffico con l’Albania, la Grecia e l’Egeo”, USMM, Roma 1964)

Torpediniera, già cacciatorpediniere, capoclasse della classe Curtatone (dislocamento standard di 953 tonnellate, in carico normale 1170, a pieno carico 1214).
In origine le quattro unità di questa classe, ordinate nel 1915 (o 1917), sarebbero dovute essere un ampliamento della classe Palestro, per portarla da quattro ad otto unità; la costruzione dei quattro Curtatone fu però rimandata sino a dopo la conclusione della guerra a causa della scarsità di acciaio per la costruzione, e nel frattempo il progetto venne migliorato in base all’esperienza bellica, rendendola così una classe a sé.
La classe Curtatone costituì un’evoluzione della classe Palestro, con scafo allungato di 4,5 metri (e quindi incremento del dislocamento) per aumentare la velocità (quella raggiunta alle prove fu di 33,6 nodi, quella effettiva di 32), il che tuttavia comportò una minore manovrabilità.
Rispetto ai Palestro, venne potenziato l’armamento silurante, con 6 siluri da 450 mm in complessi trinati (anziché 4 in due impianti binati); i quattro cannoni da 102/45 mm del calibro principale furono disposti in due impianti binati, per la prima volta su un cacciatorpediniere (sino a quel momento erano sempre stati disposti in impianti singoli), disposti lungo l’asse di simmetria.
Successivi lavori portarono all’imbarco di attrezzature per il dragaggio e la posa di mine.

In guerra la Curtatone operò prima nel Basso Adriatico e poi in Grecia, svolgendo prevalentemente compiti di scorta. Effettuò in tutto 106 missioni di guerra, percorrendo 14.794 miglia.

Breve e parziale cronologia.

3 gennaio 1920
Impostazione nei cantieri Fratelli Orlando di Livorno.
17 marzo 1922
Varo nei cantieri Fratelli Orlando di Livorno.

La Curtatone nel 1923.

21 giugno 1923
Entrata in servizio. La sua costruzione è costata 8.100.000 lire.
Assegnato alla III Squadriglia Cacciatorpediniere (Dipartimento Militare Marittimo di La Spezia), attraversa un primo periodo di addestramento; suo primo comandante è il capitano di fregata Federico Tommaso Paolini, Medaglia d’Oro al Valor Militare.
1926
Subisce una grave avaria alle turbine, durante la navigazione, il che obbliga la nave a ben due anni di lavori.

La Curtatone nel 1926 (g.c. www.agenziabozzo.it

1928
Dislocato a Tripoli, viene adibito a compiti di vigilanza.
1929
Il Curtatone, insieme ai tre gemelli (Monzambano, Castelfidardo e Calatafimi), forma la VIII Squadriglia Cacciatorpediniere, a sua volta facente parte (con l’VII Squadriglia Cacciatorpediniere – Palestro, Confienza, San Martino e Solferino – e con l’esploratore Augusto Riboty) la 4a Flottiglia Cacciatorpediniere, inquadrata nella II Divisione Siluranti (2a Squadra Navale, con base a Taranto).
Giugno 1929
Curtatone, Castelfidardo, Calatafimi e Monzambano, insieme all’esploratore Augusto Riboty, partecipano con funzioni di supporto alla «Crociera aerea del Mediterraneo orientale» di Italo Balbo, nella quale 35 idrovolanti, decollati il 5 giugno dal Mar Piccolo a Taranto, compiono un anello da Orbetello ad Orbetello via Taranto, Atene, Istanbul, Varna, Odessa, Costanza e ancora Istanbul, Atene e Taranto, percorrendo in tutto 5300 km. Su uni dei cacciatorpediniere è imbarcato un intero ufficio meteorologico, diretto dal professor Eredia, che realizza previsioni sulla rotta in base ai dati forniti dalle stazioni di Taranto ed Atene.
1930
Subisce lavori di modifica: il fumaiolo prodiero viene allungato.
1928-1936
È dislocato nel Dodecaneso, poi viene inviato a Costanza ed in seguito trasferito in Eritrea, in compiti di vigilanza in Mar Rosso; infine viene nuovamente trasferito in Nordafrica ed impiegato nel pattugliamento delle coste.
1937
Dislocato a La Spezia. Negli anni successivi viene impiegato per addestramento dall’Accademia Navale di Livorno.
1° ottobre 1938
Declassato a torpediniera.
1939-1940
Riceve nuovi lavori di modifica: i due cannoncini Armstrong 1914 da 76/30 mm vengono sbarcati, e sostituiti con un più moderno armamento contraereo costituito da due mitragliere singole Scotti-Isotta Fraschini 1939 da 20/70 mm e due mitragliatrici singole da 8/80 mm.

La nave nel 1940 (da www.grafasdiving.gr

6 maggio 1940
La Curtatone e la gemella Calatafimi scortano da La Spezia a Genova la corazzata Vittorio Veneto, da poco completata (le tre navi partono in mattinata e giungono a Genova alle 13.
10 giugno 1940
All’entrata in guerra dell’Italia, la Curtatone fa parte della XVI Squadriglia Torpediniere (di base a La Spezia), insieme a Monzambano, Castelfidardo e Calatafimi ed alle più vecchie Giacinto Carini e Giuseppe La Masa.
9-15 giugno 1940
Curtatone, Carini e la più moderna torpediniera Sirio scortano i posamine Crotone e Fasana ed i posamine ausiliari Giuseppe Orlando ed Elbano Gasperi, impegnati nella posa di sbarramenti di mina al largo dell’isola d’Elba.
Estate 1940
Assegnata al VI Gruppo Torpediniere, assegnate a compiti di scorta sulle rotte tra Italia ed Albania.
21 ottobre 1940
Dislocata a Brindisi, posta alle dipendenze del Comando Superiore Traffico Albania (Maritrafalba), insieme ai vecchi cacciatorpediniere Carlo Mirabello ed Augusto Riboty, alle torpediniere Generale Antonio Cantore, Generale Marcello Prestinari, Confienza, Castelfidardo, Calatafimi, Monzambano, Solferino, Nicola Fabrizi e Giacomo Medici, agli incrociatori ausiliari RAMB III, Capitano A. Cecchi, Lago Tana e Lago Zuai ed alla XIII Squadriglia MAS con i MAS 534, 535, 538 e 539, ed adibita alla scorta ai convogli tra Italia ed Albania ed a ricerca e caccia antisommergibile.
31 ottobre 1940
La Curtatone salpa da Durazzo alle 23.30 insieme all’incrociatore ausiliario Capitano A. Cecchi, scortando i piroscafi scarichi Perla e Sabaudia.
1° novembre 1940
La Curtatone arriva a Bari alle 16.30 con il resto del convoglio, così concludendo la sua prima missione per Maritrafalba.
6 novembre 1940
La Curtatone parte da Valona alle tre di notte insieme alla torpediniera Giacomo Medici, di scorta ai trasporti truppe (vuoti) Donizetti, Piemonte, Italia e Quirinale; il convoglio arriva a Bari alle 19.30.
8 novembre 1940
Curtatone, Medici, Capitano Cecchi e la torpediniera Generale Antonio Cantore salpano da Bari scortando i piroscafi Argentina, Italia e Firenze e la motonave Città di Marsala, che trasportano 3219 militari e 287 tonnellate di materiali.
9 novembre 1940
Il convoglio giunge a Durazzo alle 16.
11 novembre 1940
La Curtatone ed il minuscolo incrociatore ausiliario Lago Zuai prendono il mare da Brindisi alle 7.15, scortando i piroscafi Titania e Tagliamento, in mare insieme ad un convoglio (i due convogli, in tutto, trasportano 1178 militari, 6 automezzi, 1145 quadrupedi e 229 tonnellate di materiali). Il convoglio arriva a Valona alle 16.15.
11-12 novembre 1940
La Curtatone e la torpediniera Solferino, uscite da Valona, recuperano 140 naufraghi dei piroscafi Antonio Locatelli, Premuda e Capo Vado e della motonave Catalani, tutti facenti parte di un convoglio annientato da una divisione di incrociatori britannici nel Canale d’Otranto.
17 novembre 1940
Curtatone e Medici partono da Valona alle 7, di scorta alla motonave Maria ed ai piroscafi Sardegna e Tagliamento, tutti scarichi. Il convoglio giunge a Bari alle 18.30.
18 novembre 1940
Salpa da Brindisi alle 17, scortando il piroscafo Oreste (avente a bordo 377 uomini, 334 quadrupedi e 32,5 tonnellate di rifornimenti). Le due navi arrivano a Valona alle 21.50.
20 novembre 1940
Lascia Valona alle 13, scortando la motonave scarica Viminale. Le due navi arrivano a Brindisi alle 20.
21 novembre 1940
Salpa da Durazzo alle 6.20, di scorta alla Viminale ed alla motonave da carico Birmania (ambedue scariche). Dopo aver raggiunto Brindisi, Curtatone e Birmania proseguono per Bari, dove arrivano alle 17.
24 novembre 1940
La Curtatone, la torpediniera Generale Marcello Prestinari ed il piccolo incrociatore ausiliario Lago Tana partono da Brindisi alle 6, scortando le motonavi Viminale, Città di Agrigento e Città di Savona ed il piroscafo Monrosa, che trasportano il primo scaglione della Divisione Alpini «Pusteria» (in tutto 2524 uomini, 917 quadrupedi, dodici veicoli, 274 tonnellate di carrette ed altri materiali, tra cui del foraggio). Il convoglio raggiunge Valona alle 16.30.
25 novembre 1940
Riparte da Valona alle 18 scortando i piroscafi Diana e Sant’Agata, scarichi, a Bari, dove giungono alle 23.10.
28 novembre 1940
Parte da Bari alle 18, scortando i piroscafi Carnia, Arpione e Sant’Agata, il cui carico complessivo ammonta a 81 uomini, 132 veicoli e 747 quadrupedi.
29 novembre 1940
Il convoglio giunge a Durazzo alle 10.30.
2 dicembre 1940
Lascia Durazzo alle 17.30, scortando i piroscafi Polcevera e Sant’Agata e la motonave passeggeri Calitea (tutti impiegati in traffico civile).
3 dicembre 1940
Il convoglio arriva a Bari alle 9.
La Curtatone riparte alle 23 insieme alla torpediniera Francesco Stocco, di scorta ai piroscafi Italia e Quirinale ed alla motonave Donizetti, aventi a bordo 2902 militari, 86 quadrupedi e 427 tonnellate di rifornimenti.
4 dicembre 1940
Il convoglio giunge a Durazzo alle 9.30.
5 dicembre 1940
Parte da Brindisi alle 23, scortando il piroscafo da carico Oreste ed il piroscafo cisterna Conte di Misurata, ai quali poi si unisce anche il piroscafo Scarpanto (in tutto il carico delle tre navi assomma a due veicoli e 165,5 tonnellate di artiglieria, munizioni ed altri materiali).
6 dicembre 1940
Il convoglio giunge a Valona alle 9.

La Curtatone nel 1940 (da www.tauromodel.it

20 dicembre 1940
Parte da Brindisi come unica nave di scorta ad un convoglio composto dai piroscafi Titania, Tagliamento, Polcevera e Silvano, aventi a bordo 364 uomini, tre veicoli, 1685 quadrupedi e 2507 tonnellate di munizioni, foraggio, materiale per la Regia Aeronautica ed altri rifornimenti. Il convoglio arriva a Valona alle 16.
22 dicembre 1940
Lascia Valona alle 19, scortando i piroscafi Hermada e Sant’Agata, coi quali giunge a Brindisi alle 20.20.
16 gennaio 1941
Parte da Durazzo a mezzogiorno, scortando i piroscafi vuoti Aventino, Sant’Agata e Laura.
17 gennaio 1941
Il convoglio giunge a Bari alle 8.30.
A mezzanotte la Curtatone riparte da Bari insieme all’incrociatore ausiliario Brioni, di scorta al piroscafo Quirinale ed alle motonavi Città di Savona e Puccini (aventi a bordo 2788 militari e 452 tonnellate di materiali).
18 gennaio 1941
Il convoglio arriva a Durazzo alle 14.30.
20 gennaio 1941
Scorta da Durazzo a Bari Città di Savona, Quirinale e Puccini che rientrano scarichi.
24 febbraio 1941
La Curtatone ed il Capitano Cecchi scortano da Bari a Durazzo i piroscafi Città di Tripoli ed Italia e la motonave Puccini, che trasportano 2450 soldati e 371 tonnellate di materiali.
All’1.30 dello stesso giorno, la Curtatone lascia Durazzo di scorta ai mercantili scarichi Laura, Giacomo C. e Riv, coi quali arriva a Bari alle 18.40.
1° marzo 1941
Curtatone e Capitano Cecchi scortano da Bari a Durazzo la motonave Verdi ed i piroscafi Aventino, Rosandra e Milano, con a bordo 2848 militari, 131 quadrupedi e 417 tonnellate di rifornimenti.
2 marzo 1941
Lascia Durazzo alle 18.30, scortando i piroscafi scarichi Tripolino, Scarpanto ed Anna Capano.
3 marzo 1941
Il convoglio arriva a Bari alle 10.15.
4 marzo 1941
Curtatone e Capitano Cecchi partono da Bari alle 00.45, scortando le motonavi Città di Bastia, Donizetti e Maria ed il piroscafo Casaregis, aventi a bordo 1462 militari, 286 automezzi e 546 tonnellate di materiali. Il convoglio arriva a Durazzo alle 15.15.
5 marzo 1941
Lascia Durazzo alle 22 scortando la Donizetti, che rientra in Italia con 140 feriti, ed il Casaregis, scarico.
6 marzo 1941
Il convoglio arriva a Bari a mezzogiorno.
8 marzo 1941
Curtatone e Capitano Cecchi salpano da Bari alle 4, scortando Donizetti e Città di Bastia che trasportano 1590 militari e 282 tonnellate di materiali. Il convoglio giunge a Durazzo alle 17.40.
10 marzo 1941
Salpa da Durazzo alle 2.20 scortando i piroscafi Carmela, Enrico, Nuraghe e Bucintoro, adibiti a traffico civile, coi quali arriva a Bari alle 21.15.
12 marzo 1941
Parte da Bari alle 8 di scorta al piroscafo Miseno (con 400 tonnellate di rifornimenti), arrivando a Brindisi alle 15.
13 marzo 1941
Curtatone e Miseno, insieme ai piroscafi Scarpanto ed Hermada ed alla piccola cisterna Abruzzi, ripartono da Brindisi alle 6, arrivando a Durazzo alle 18.
15 marzo 1941
La Curtatone parte da Durazzo alle 5.40, scortando la motonave Puccini ed i piroscafi Sant’Agata e Sagitta, tutti scarichi. Il convoglio giunge a Bari alle 22.
18 marzo 1941
Curtatone e Capitano Cecchi partono da Bari alle 23, di scorta alle motonavi Città di Alessandria e Città di Savona ed ai piroscafi Milano e Tagliamento, che trasportano in tutto 2615 uomini, 624 quadrupedi e 387 tonnellate di rifornimenti.
19 marzo 1941
Il convoglio arriva a Durazzo alle 16.15.
20 marzo 1941
Lascia Durazzo alle 13, di scorta a Milano, Città di Alessandria e Città di Savona, che ritornano scariche.
21 marzo 1941
Le navi arrivano a Bari alle 5.
La Curtatone ne riparte alle 23, insieme all’incrociatore ausiliario Brioni, di scorta ai piroscafi Italia, Rosandra e Quirinale ed alla motonave Maria, aventi a bordo in tutto 2263 soldati, 172 automezzi e 1749 tonnellate di rifornimenti.
22 marzo 1941
Il convoglio arriva a Durazzo alle 14.30.
23 marzo 1941
Riparte da Durazzo alle 17.20 scortando a Bari Italia (con 144 feriti lievi), Aventino (scarico) e Quirinale (scarico). Il convoglio arriva a Bari alle 20.
24 marzo 1941
Lascia Bari alle 19 scortando il piroscafo Triton Maris e la piccola cisterna Abruzzi, carichi l’uno di 600 tonnellate di foraggio e l’altra di 700 tonnellate di carburante.
25 marzo 1941
Il convoglio arriva a Durazzo alle 14.30.
26 marzo 1941
Riparte da Durazzo alle 6, di scorta ai piroscafi scarichi Luciano, Rinucci, Hermada, Giglio e Miseno.
27 marzo 1941
Dopo una sosta a Brindisi, dove rimane il Luciano, il convoglio giunge a Bari alle 4.
La Curtatone riparte da Bari alle 19 scortando il piroscafo Sant’Agata e le motonavi Tergestea e Narenta, aventi a bordo in tutto 299 uomini, 609 quadrupedi, 150 veicoli e 710 tonnellate di materiali.
28 marzo 1941
Il convoglio arriva a Durazzo alle 11.
29 marzo 1941
Parte da Durazzo alle 7.15, di scorta al Sant’Agata ed alle motonavi Donizetti, Città di Trapani e Città di Savona, tutte scariche. Il convoglio arriva a Bari alle 20.30.
1° aprile 1941
Parte da Bari alle 00.05 scortando Italia, Città di Trapani e Città di Marsala, aventi a bordo il primo scaglione della Divisione Fanteria «Messina», inviata in Montenegro (2448 uomini e 231 tonnellate di rifornimenti). Il convoglio giunge a Durazzo alle 14.45.
La Curtatone riparte alle 23, scortando i piroscafi vuoti Albachiara, Casaregis e Monstella e la motonave Caldea.
2 aprile 1941
Il convoglio arriva a Bari alle 12.30.
4 aprile 1941
Curtatone e Capitano Cecchi lasciano Bari a mezzanotte per scortare Aventino, Milano e Quirinale, aventi a bordo 3439 soldati, 39 quadrupedi e 274 tonnellate di materiali. Il convoglio raggiunge Durazzo a mezzogiorno.

Un’altra immagine dell’unità.

5 aprile 1941
Parte da Durazzo alle 5.20 scortando i piroscafi scarichi Minerva, Giacomo C., Acilia ed Anna Capano.
6 aprile 1941
Il convoglio arriva a Bari alle 3.30.
Alle 21.30 la Curtatone riparte da Bari di scorta ai piroscafi Rimini e Gala ed alla motonave Carlotta, aventi a bordo 1228 tonnellate di carburante, 780 di benzina e 220 di viveri.
7 aprile 1941
Il convoglio arriva a Durazzo.
8 aprile 1941
Il convoglio lascia Durazzo alle 9, di scorta alle motonavi Maria (scarica) e Donizetti (avente a bordo 100 detenuti) ed al piroscafo Città di Tripoli (avente a bordo 150 militari rimpatrianti). Il convoglio arriva a Bari alle 22.30.
10 aprile 1941
Curtatone e Brioni partono da Brindisi alle 3.10, scortando i piroscafi Argentina e Galilea, aventi a bordo 1954 soldati e 69 tonnellate di materiali. Il convoglio arriva a Valona alle 10.15.
21 aprile 1941
Salpa da Bari alle 20, di scorta ai piroscafi Albaro, Costante C. e Fanny Brunner, che trasportano in tutto 1015 tonnellate di munizioni e 519 tonnellate di altri materiali.
22 aprile 1941
Il convoglio giunge a Durazzo alle 14.30.
27 aprile 1941
Lascia Durazzo alle 16 di scorta ai piroscafi vuoti Pontinia, Anna Capano e Miseno ed alla motonave Carlotta.
28 aprile 1941
Il convoglio arriva a Bari alle 10.
5 maggio 1941
La Curtatone, insieme al resto della XVI Squadriglia Torpediniere (Monzambano, Castelfidardo e Calatafimi), viene posta alle dipendenze del neonato Comando Gruppo Navale dell'Egeo Settentrionale (Marisudest), con sede ad Atene ed area operativa nel Mar Egeo (in cooperazione con la Kriegsmarine).
15 maggio 1941
Curtatone e Monzambano scortano da Augusta a Patrasso i piroscafi tedeschi Castellon, Maritza, Santa Fè, Alicante e Procida, con personale e materiale delle forze armate tedesche.
17 maggio 1941
Il convoglio scortato dalla Curtatone, insieme ad essa, prosegue, attraversa il Canale di Corinto (sono tra le prime navi dell’Asse a farlo, dopo l’occupazione della Grecia), e raggiunge il Pireo.
 

La Curtatone nel 1923 (Archivio Storico Cantiere Azimut Benetti di Livorno, via www.associazione-venus.it
Mine nel Golfo di Atene

Alle 13 del 20 maggio 1941, mentre era in corso l’invasione tedesca di Creta, la Curtatone (al comando del capitano di corvetta Serafino Tassara) salpò dal Molo Trumpas del Pireo diretta a Laurio: suo incarico era rimpiazzare la torpediniera Sirio, che, assegnata alla scorta di un convoglio di caicchi diretti a Creta (precisamente, a Maleme) con truppe tedesche di rinforzo, era dovuta riparare a Lero a causa di un’avaria ad un’elica.
Alle 13.13 la nave superò le ostruzioni del Pireo, seguita a breve distanza da un’altra torpediniera, la Sagittario, salpata contemporaneamente ed avente un compito simile. Una volta uscite dal porto, le due navi assunsero la rotta per le rispettive destinazioni. Era una bella giornata soleggiata sull’Egeo, tanto da poter far dimenticare per un attimo i mille pericoli della guerra.
Ma la Curtatone non raggiunse mai i caicchi da scortare. Dopo soli cinquantasette minuti di tranquilla navigazione, alle 13.51, la torpediniera saltò improvvisamente in aria nei pressi dell’isola di Phleva. Era finita su un campo minato greco (posato tra Tourlos e Phleva nell’ottobre 1940), urtando una delle mine: l’incidente fu in seguito attribuito ad un errore di navigazione, a causa del quale la Curtatone non aveva seguito con esattezza la rotta di sicurezza.
La Sagittario, che si trovava a due miglia di distanza ed aveva assistito all’esplosione (al momento dell’esplosione la Curtatone era a due miglia al traverso a dritta della Sagittario), accorse subito sul posto, fermandosi prudenzialmente ad un miglio di distanza (il suo comandante aveva correttamente ritenuto che la Curtatone fosse finita su un campo minato), e mise a mare le proprie imbarcazioni per il recupero dei naufraghi. Anche gli artiglieri tedeschi delle batterie costiere di Phleva misero subito a mare alcune barche, con le quali accorsero immediatamente sul posto.
Scrisse Vero Roberti, giornalista allora imbarcato sulla Sagittario come corrispondente di guerra, nel suo libro “Con la pelle appesa a un chiodo” (nella cui prefazione Roberti rievocò proprio l’affondamento di questa nave): “Il sole caldo mi fa dimenticare la guerra. Ma è solo per un attimo. (…) guardo col binocolo l’isola di Phlevas sulla nostra dritta. Sul verde delle sue macchie si staglia la Curtatone. Ma, all’improvviso, scoppia crudelissima la guerra. La Curtatone salta in aria. In pochissimi secondi la “due pipe” è avvolta di fumo denso e grigio che sale e si allarga vorticosamente. L’isola verde scompare e così la Curtatone che cola a picco. Sono le 13.51. Ci giriamo sulle macchine e ci avviciniamo al punto del naufragio. Fermi ad un miglio dalla nuvola di fumo. I suoi vortici si sono placati. Si teme che la Curtatone sia saltata su una mina. Una mina alla deriva o un banco di mine? È colata a picco, sventrata. Affiorano i relitti sotto il fungo di fumo che si dirada. Le nostre imbarcazioni dirigono al salvataggio dei naufraghi”.

Le imbarcazioni della Sagittario e le barche degli artiglieri tedeschi recuperarono 22 superstiti, molti dei quali feriti, qualcuno moribondo. Il comandante in seconda della Curtatone, tenente di vascello Emanuele Atanasio, non volle essere salvato dalle lance della Sagittario finché queste non ebbero recuperato tutti i suoi uomini dal mare; alla fine fu tratto in salvo anche lui e portato sulla Sagittario, nudo e completamente coperto di nafta. Disse di non aver bisogno di nulla, si preoccupò solo per i suoi uomini; raccontò che la Curtatone aveva urtato la mina a centro nave ed era affondata in pochi secondi, spezzandosi in due. Lui si era salvato perché si trovava a poppa.
I feriti erano coperti di nafta e di sangue, ma mantenevano la calma; un marinaio, cui un pezzo di lamiera aveva amputato un piede, si stringeva il polpaccio e svenne, per il troppo sangue perso, a bordo della lancia che l’aveva recuperato. Roberti gridò di mettergli un laccio, ed un marinaio della Sagittario fermò l’emorragia con la sua cintura.
Alle 15.05 sopraggiunsero il posamine Rovigno ed un rimorchiatore, diretti alla ricerca di un motoveliero in avaria; il comandante della Sagittario, capitano di fregata Giuseppe Cigala Fulgosi, ordinò al rimorchiatore di proseguire nella sua missione, ed al Rovigno di prendere a bordo i naufraghi recuperati dalla sua nave e portarli al Pireo.
Alle 15.40 arrivarono anche alcuni MAS; Cigala Fulgosi ordinò loro di continuare le ricerche, per cercare eventuali altri superstiti fino a quando non fosse stato certo che non ve ne fossero altri.
Quando alle 16 la Sagittario riprese a bordo le proprie imbarcazioni, dovettero essere lavate con le manichette; il nostromo trovò il piede del marinaio che l’aveva perso. Quando il piede fu chiuso in un sacco zavorrato da un ferro e gettato in mare, i gabbiani gli si avventarono sopra come impazziti.
Mentre la Sagittario, dopo aver recuperato tutti i naufraghi che aveva trovato ed averli trasferiti sul Rovigno (alcuni, al momento di lasciare la Sagittario, dissero a Cigala Fulgosi: “Comandante, vendicateci!”), riprendeva la navigazione verso Milo, dal Pireo fu fatto uscire anche un rimorchiatore, che a sua volta prese parte al salvataggio.
 

L’esplosione della Curtatone.
Nonostante la celerità dei soccorsi, soltanto 34 membri dell’equipaggio della Curtatone (secondo i libri dell’USMM; i diari del comando tedesco dell’Egeo dell’epoca parlano però di soli 29 sopravvissuti) furono salvati: gli altri 94 (5 ufficiali, 16 sottufficiali e 73 tra sottocapi e marinai), tra cui il comandante Tassara, erano affondati con la nave. Altri due sarebbero in seguito deceduti per le ferite riportate.

I loro nomi:

Rocco Accogli, marinaio, disperso
Emanuele Aicardi, marinaio cannoniere, disperso
Angelo Andreula, marinaio fuochista, disperso
Silvio Apriliano, sottocapo fuochista, disperso
Cosimo Arilli, marinaio fuochista, disperso
Antonio Balbiani, marinaio fuochista, disperso
Vittorio Bargoni, secondo capo radiotelegrafista, disperso
Ezio Barulli, marinaio infermiere, disperso
Urbano Bellemo, marinaio, disperso
Antonio Berardi, marinaio fuochista, disperso
Romano Bertetti, sottocapo silurista, disperso
Pietro Bertoli, marinaio cannoniere, disperso
Vittorio Brancaccio, marinaio, disperso
Rinaldo Broccini, sottocapo meccanico, disperso
Salvatore Calabrò, marinaio, disperso
Salvatore Cammarreri, marinaio, disperso
Corrado Carabellese, marinaio, disperso
Alfio Carciotto, marinaio fuochista, disperso
Alvaro Cardini, marinaio fuochista, disperso
Carlo Carena, sergente cannoniere, disperso
Guglielmo Carrieri, marinaio fuochista, disperso
Francesco Cavalieri, marinaio elettricista, disperso
Cesare Cavenago, sottocapo segnalatore, disperso
Santo Chessa, guardiamarina, disperso
Marcello Cobalti, marinaio cannoniere, disperso
Narciso Codiglia, capo elettricista di seconda classe, deceduto
Fortunato Colasante, capitano CREM, disperso
Antonio Coluccia, secondo capo meccanico, disperso
Lorenzo Cori, marinaio cannoniere, disperso
Antonio G. Corsini, sottocapo cannoniere, disperso
Giuseppe Dettori, marinaio meccanico, disperso
Alfio Di Stefano, marinaio, disperso
Agostino Donnianni, marinaio cannoniere, disperso
Amelio Ducceschi, sergente radiotelegrafista, disperso
Alfonso Esposito, marinaio, disperso
Edgardo Falsino, marinaio, deceduto
Otello Ferrari, secondo capo meccanico, disperso
Pietro Figliola, marinaio cannoniere, disperso
Pasquale Finamore, marinaio torpediniere, disperso
Augusto Fornaciari, marinaio fuochista, disperso
Davide Frascella, marinaio fuochista, disperso
Nicola Frascone, marinaio fuochista, disperso
Pietro Frigato, secondo capo meccanico, disperso
Loris Gatti, sergente specialista in direzione del tiro, disperso
Paolo Grasso, marinaio cannoniere, disperso
Carlo Grossi, marinaio segnalatore, disperso
Giuseppe Grosso, marinaio, disperso
Raffaele Lezza, marinaio fuochista, disperso
Ambrogio Logorio, sottocapo meccanico, disperso
Lorenzo Lo Pinto, marinaio, deceduto in territorio metropolitano il 28.6.1943
Natale Luisi, marinaio, disperso
Giovanni Maggiari, marinaio, disperso
Armando Magni, marinaio furiere, disperso
Amedeo Manassero, sergente meccanico, disperso
Gioacchino Manuri, capo cannoniere di terza classe, disperso
Lorenzo Marra, marinaio fuochista, disperso
Antonio Martincich, marinaio silurista, disperso
Cesare Martini, aspirante guardiamarina, disperso
Girolamo Marzano, marinaio elettricista, disperso
Giovanni Mazzitelli, marinaio motorista, disperso
Leonardo Meneghello, marinaio fuochista, disperso
Cataldo Minieri, marinaio cannoniere, disperso
Salvatore Musella, marinaio, disperso
Attilio Nespoli, capo silurista di terza classe, disperso
Felice Paltro, marinaio fuochista, disperso
Ladonea Salvatore Parancandolo, marinaio, deceduto in Grecia per le ferite il 31.5.1941
Salvatore Passamante, marinaio fuochista, disperso
Angelo Piccardo, marinaio, disperso
Domenico Pietragalla, secondo capo S. D. T., disperso
Giovanni Piga, sottocapo radiotelegrafista, disperso
Adalgiso Piombo, capo meccanico di terza classe, disperso
Francesco Pirelli, marinaio, disperso
Italo Portieri, sottocapo cannoniere, disperso
Attilio Ragni, marinaio cannoniere, disperso
Giovanni Raiconi, sottocapo furiere, disperso
Antonio Raimondi, marinaio cannoniere, disperso
Arnolfo Rapini, marinaio meccanico, disperso
Luigi Reale, marinaio cannoniere, disperso
Paolo Antonio Renna, marinaio, disperso
Odillo Rossati, marinaio fuochista, disperso
Antonio Ruzzi, marinaio cannoniere, disperso
Mauro Sabatiello, marinaio, disperso
Ettore Scarso, marinaio furiere, disperso
Osvaldo Schimscha, marinaio segnalatore, disperso
Virginio Scuncia, marinaio fuochista, disperso
Corrado Soriani, marinaio fuochista, disperso
Emanuele Spano, secondo capo segnalatore, deceduto
Giuseppe Sposari, marinaio segnalatore, disperso
Milos Tugomiro Srebrnic, marinaio radiotelegrafista, disperso
Serafino Tassara, capitano di corvetta (comandante), disperso
Silvio Tizi, sergente meccanico, disperso
Francesco Tomasini, marinaio cannoniere, disperso
Francesco Visincaro, sergente meccanico, disperso
Enrico Walmarin, guardiamarina, disperso
Antonio Watson, marinaio radiotelegrafista, disperso
Mario Zunico, marinaio cannoniere, disperso


Nell’agosto del 2007 alcuni subacquei greci (George Kamarinos, Panos Tsitimakis, Helen Tsopouropoulou, Nicholas Vasilatos) hanno trovato, due miglia ad ovest dell’isola di Phleva, i resti dilaniati di quella che sembra essere la parte poppiera di una piccola nave da guerra. Un’ulteriore esplorazione dei resti, nell’agosto 2011, ha portato ad identificarli, considerate le caratteristiche generali (sono riconoscibili  e la posizione, come il relitto della Curtatone. Nel 2012 un altro subacqueo, Antonios Grafas, ha realizzato un filmato del relitto.
Ciò che ne rimane, in pessime condizioni, giace alla profondità di 96-98 metri.
 

Un’altra immagine della Curtatone (da www.grafasdiving.gr


2 commenti:

  1. Gentile signor Colombo, il primo marito di mia madre Maria D'Amico, deceduta a 95 anni, il 18 agosto, era il secondo capo segnalatore Emanuele Spano deceduto sulla Curtatone. Potrebbe chiarirmi se " deceduto" significa che ha avuto una sepoltura ? Nel nostro cimitero di Augusta SR, una stele ricorda con nomi e cognomi i caduti del mare ma non ci sono sepolture. Se ci fosse una tomba, da qualche parte, mi piacerebbe visitarla. Con stima Giuseppina Bordonaro Pisani giusbor@gmail.com

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