venerdì 19 agosto 2022

Notizie mancanti: un appello

Uno dei punti cardine di questo blog passa per la ricostruzione della sorte degli equipaggi delle navi di cui scrivo: nel caso di navi affondate, sapere dunque quanti uomini si trovassero a bordo tra equipaggio ed eventuali passeggeri civili o truppe di passaggio, quanti si salvarono, quante furono le vittime e, laddove possibile, rintracciare i nomi di queste ultime (impresa quest’ultima già notevolmente più difficile, quanto meno per il naviglio mercantile). Queste informazioni rivestono anzi aspetto così importante nel presente lavoro, che non procedo alla scrittura della pagina relativa ad una nave se non so, quanto meno, se e quanti uomini trovarono la morte nel suo affondamento: perché questa vuole essere non solo una storia delle navi, ma anche e soprattutto dei loro equipaggi. Nel corso degli anni, grazie a molteplici fonti bibliografiche ed al fondamentale aiuto di alcuni esperti ricercatori, sono riuscito a rintracciare tali informazioni per centinaia di navi mercantili e militari di ogni tipologia e dimensione; tuttavia, rimangono ancora molte decine di altre unità, in massima parte mercantili, per le quali non mi è stato finora possibile rintracciare alcuna notizia sulla sorte dell’equipaggio, od in qualche caso ho potuto ottenere soltanto informazioni parziali e lacunose (indicate in questa pagina laddove presenti). Chiunque fosse in possesso di notizie in merito farebbe cosa graditissima contattandomi a lorcol94@gmail.com. Di seguito la lista delle navi per le quali sto ancora cercando queste informazioni:

  1. Piroscafo Addis Abeba, affondato da mina in Alto Adriatico il 25 agosto 1944
  2. Piroscafo Adernò, affondato dal sommergibile HMS Torbay il 23 luglio 1943 (42 superstiti)
  3. Piroscafo Agata, affondato ad Olbia da bombardamento aereo il 14 maggio 1943
  4. Motoveliero Agata Madre (dragamine ausiliario R 144), affondato per collisione il 31 luglio 1942
  5. Motonave Agostino Bertani, danneggiata da attacco aereo il 20 maggio 1942
  6. Motoveliero Alas (vedetta foranea V 84), affondato da bombardamento aereo a Livorno il 28 maggio 1943
  7. Piroscafo Albisola, affondato a Cagliari da bombardamento aereo il 31 marzo 1943
  8. Motonave Alfieri, affondata da aerosiluranti il 30 luglio 1943
  9. Piroscafo Amicizia, affondato da aerei in Mar Baltico il 10 aprile 1945
  10. Piroscafo Anna Maria, affondato da bombardamento aereo il 28 dicembre 1942, già danneggiato il 23 dicembre
  11. Piroscafo Anna Maria Gualdi, affondato per esplosione accidentale a Palermo il 1° dicembre 1942
  12. Motonave Anna Martini, affondata da aerei il 2 marzo 1944
  13. Motonave Apuania, affondata per bombardamento aereo a Bengasi il 22 settembre 1942
  14. Incrociatore ausiliario Arborea, affondato da attacchi aerei nel Canale di Gherga tra il 12 ed il 17 gennaio 1944
  15. Piroscafo Argentea, affondato da bombardamento aereo a Genova il 12 maggio 1944
  16. Piroscafo Arlesiana, affondato da bombardamento aereo il 1° febbraio 1943 e precedentemente danneggiato da attacchi aerei il 5, 12, 14, 15 e 22 dicembre
  17. Piroscafo Armando, affondato per bombardamento aereo il 28 dicembre 1942
  18. Piroscafo Atlanta, affondato da navi britanniche al largo della Norvegia il 12 gennaio 1945
  19. Piroscafo Bari, affondato a Napoli per bombardamento aereo il 1° agosto 1943
  20. Motoveliero Bella Italia (vedetta foranea V 295), affondato dal sommergibile HMS Safari il 9 aprile 1943
  21. Motonave Belluno, danneggiata ed incagliata a Tunisi in seguito ad attacco aereo il 7 maggio 1943
  22. Piroscafo Benevento, silurato da motosiluranti britanniche il 1° aprile 1943 e portato all’incaglio
  23. Piroscafo Beppe, affondato dal sommergibile HMS Unbending il 19 ottobre 1942
  24. Nave cisterna Berbera, affondata da bombardamento aereo a Navarino il 28 novembre 1941
  25. Motoveliero Bice, affondato da bombardamento aereo ad Ancona il 28 febbraio 1944
  26. Motonave Birmania, esplosa a Tripoli il 3 maggio 1941
  27. Piroscafo Bucintoro, affondato da bombardamento aereo a Lero il 12 ottobre 1943
  28. Piroscafo Capo Mele, affondato a Cagliari da bombardamento aereo il 31 marzo 1943
  29. Incrociatore ausiliario Caralis, affondato a Livorno da bombardamento aereo il 28 maggio 1943
  30. Piroscafo Carlo Zeno, affondato a Vibo Valentia da bombardamento aereo il 15/16 agosto 1943
  31. Nave cisterna Carnaro, silurata e danneggiata dal sommergibile polacco Dzik il 24 maggio 1943 (almeno 99 superstiti)
  32. Piroscafo Caserta, affondato a Napoli da bombardamento aereo l’8 settembre 1943
  33. Nave cisterna Cassala, affondata a Bari da bombardamento aereo il 2 dicembre 1943
  34. Piroscafo Catania, affondato a Napoli in seguito a danni causati da bombardamento aereo il 4 agosto 1943
  35. Piroscafo Caterina Madre, affondato per mina al largo di Gallipoli il 13 settembre 1943
  36. Nave cisterna Caucaso, affondata da bombardamento aereo il 14 dicembre 1942
  37. Piroscafo Cerere, portato all’incaglio in seguito a bombardamento aereo il 3 dicembre 1942
  38. Nave cisterna Cesteriano, affondata a Tolone da bombardamento aereo il 30 agosto 1944
  39. Piroscafo Chieti, affondato da bombardamento aereo a Palermo il 17 aprile 1943
  40. Motonave Chisone, affondata a Tolone da bombardamento aereo il 29 aprile 1944
  41. Motonave Città di Agrigento, affondata da cacciatorpediniere britannici a Marsa Matruh il 20 luglio 1942
  42. Motonave Città di Bengasi, affondata a Civitavecchia da bombardamento aereo il 14 maggio 1943
  43. Piroscafo Città di Trieste, affondato a Civitavecchia da bombardamento aereo il 14 maggio 1943
  44. Motoveliero Concetta Falco (vedetta foranea V 244), danneggiato a cannonate dal sommergibile HMS Umbra l’11 gennaio 1943
  45. Piroscafo Conegliano, affondato ad Olbia per bombardamento aereo il 18 giugno 1943
  46. Piroscafo Cor Jesu, affondato a Golfo Aranci per bombardamento aereo il 24 giugno 1943
  47. Motoveliero Costante (vedetta foranea V 34), danneggiato da attacchi aerei a Cagliari il 26 e 28 febbraio 1943 ed a Genova l’8 agosto 1943, naufragato a Genova il 20 novembre 1944
  48. Cacciasommergibili AS 114 Cyprus, affondato da mina il 24 settembre 1942 (32 morti tra l’equipaggio militare, 105 superstiti)
  49. Piroscafo Davide Bianchi, affondato da aerei il 4 settembre 1942 (33 sopravvissuti)
  50. Piroscafo Dea Mazzella, affondato dal sommergibile polacco Sokol il 4 ottobre 1943
  51. Piroscafo Docilitas, affondato a Genova da bombardamento aereo il 12 maggio 1944
  52. Motoveliero Domenico (vedetta foranea V 316), affondato da mina il 25 ottobre 1943
  53. Piroscafo Dominante, affondato a Genova da bombardamento aereo il 25 dicembre 1944
  54. Nave cisterna Dora C., silurata e danneggiata dal sommergibile HMS Unshaken il 5 settembre 1943
  55. Piroscafo Egle, affondato dal sommergibile olandese Dolfijn il 29 marzo 1943 (almeno 6 vittime)
  56. Piroscafo Enna, affondato a Napoli da bombardamento aereo il 30 maggio 1943
  57. Motoveliero Equità (dragamine ausiliario DM 36), affondato da bombardamento aereo a Genova il 23 ottobre 1942
  58. Piroscafo Erice, affondato a Civitavecchia da bombardamento aereo il 14 maggio 1943
  59. Dragamine ausiliario DM 6 Eritrea, affondato dal sommergibile HMS Unbending il 9 febbraio 1943
  60. Piroscafo Esterina, affondato da aerei a Spalato il 6 novembre 1943
  61. Piroscafo Etiopia, affondato a Tobruk per bombardamento aereo il 6 novembre 1942
  62. Piroscafo Ezilda Croce, affondato a Genova per bombardamento navale il 9 febbraio 1941
  63. Piroscafo Fertilia, affondato dal sommergibile HMS Porpoise il 30 gennaio 1942
  64. Piroscafo Florida II, affondato a Savona da bombardamento aereo il 18 agosto 1944
  65. Piroscafo Foggia, affondato dal sommergibile HMS Unshaken l’8 aprile 1943 (almeno 10 sopravvissuti)
  66. Motoveliero Francesco A. (vedetta foranea V 141), affondato a Napoli l’11 settembre 1943
  67. Piroscafo Frosinone, catturato ed autoaffondato da truppe tedesche a Bari il 9 settembre 1943
  68. Piroscafo Garibaldi, affondato a Civitavecchia da bombardamento aereo il 14 maggio 1943
  69. Piroscafo Giacomo C., affondato a Palermo da bombardamento aereo il 16 aprile 1943
  70. Piroscafo Gilda, affondato da bombardamento aereo a Vada il 18 gennaio 1944
  71. Piroscafo Gimma, affondato a Reggio Calabria da bombardamento aereo il 24 maggio 1943
  72. Piroscafo Ginetto, affondato da bombardamento aereo il 22 agosto 1943
  73. Nave cisterna Giorgio, danneggiata da aerosiluranti il 1° dicembre 1942, affondata dal sommergibile HMS Splendid il 21 marzo 1943
  74. Piroscafo Giuseppe Leva, affondato da bombardamento aereo il 28 dicembre 1942, precedentemente danneggiato il 19 dicembre 1942
  75. Piroscafo Giuseppe Magliulo, affondato per mina il 6 settembre 1943
  76. Piroscafo Giuseppe Mazzini, affondato da bombardamento aereo alle Isole Dahlak (Eritrea) il 2 aprile 1941
  77. Motoveliero Giuseppe Surdo (vedetta foranea V 54), affondato da bombardamento aereo a Trapani il 6 aprile 1943
  78. Motoveliero Giuseppina D. (vedetta foranea V 13), affondato da navi di superficie britanniche a Porto Bardia il 17 dicembre 1940
  79. Motoveliero Giuseppina V. (dragamine ausiliario DM 27), affondato da bombardamento aereo a Tripoli il 30 agosto 1941
  80. Piroscafo Gloriastella, affondato da bombardamento aereo a Bengasi il 17 settembre 1940
  81. Piroscafo Guido Brunner, affondato da aerei il 14 febbraio 1944
  82. Motonave Humanitas, affondata dal sommergibile olandese Dolfijn l’11 settembre 1943
  83. Dragamine ausiliario DM 16 Ichnusa, danneggiato da mina il 30 marzo 1943
  84. Piroscafo Ida, affondato per collisione in Mar Baltico il 23 ottobre 1944 come tedesco Aalen
  85. Motonave Ines Corrado, affondata da aerei il 7 marzo 1943 (circa 200 sopravvissuti)
  86. Piroscafo Iris, affondato a Messina da bombardamento aereo il 25 giugno 1943
  87. Piropeschereccio Lanciotto Padre, affondato per mina il 16 settembre 1943
  88. Piroscafo Lanusei, affondato a Palermo da bombardamento aereo il 28 febbraio o 22 marzo 1943
  89. Piroscafo Lecce, affondato a Napoli da bombardamento aereo il 15 febbraio 1943
  90. Piroscafo Lentini, affondato a Palermo da bombardamento aereo il 17 aprile 1943
  91. Piroscafo Lercara, affondato a Livorno da bombardamento aereo il 28 maggio 1943
  92. Piroscafo Liguria, incagliato a Tobruk in seguito ad aerosiluramento il 5 luglio 1940
  93. Piroscafo Liv, affondato a Porto Torres dal sommergibile HMS Safari l’8 maggio 1943
  94. Piroscafo Livenza, affondato da aerei in Egeo il 23 febbraio 1944 come tedesco Lisa
  95. Piroscafo Lodoletta, affondato da aerei il 3 agosto 1940
  96. Piroscafo Lombardia, affondato a Napoli da bombardamento aereo il 4 aprile 1943
  97. Piroscafo Luigi Razza, affondato a Porto Torres da bombardamento aereo il 18 aprile 1943
  98. Piroscafo Maddalena G., silurato dal sommergibile HMS Torbay il 5 marzo 1942 ed incagliato
  99. Piroscafo Manzoni, affondato da aerosiluranti a Tobruk il 5 luglio 1940
  100. Piroscafo Mar Bianco, affondato da bombardamento aereo a Zara il 7 dicembre 1943
  101. Piroscafo Marco, affondato da aerei a Gravosa il 31 ottobre 1943
  102. Piroscafo Maria Eugenia, affondato a Bengasi da bombardamento aereo il 17 settembre 1940
  103. Piroscafo Maria Pompei, affondato da mina il 23 ottobre 1941
  104. Piroscafo Mariannina, affondato da bombardamento aereo ad Ancona il 12 aprile 1944
  105. Piroscafo Mediceo, affondato per mina al largo della foce del Tagliamento il 31 gennaio 1945
  106. Piroscafo Mercurio, affondato a Parenzo da attacco aereo il 20 settembre 1944
  107. Piroscafo Milano, affondato da bombardamento aereo a Sebenico tra il 12 ed il 17 gennaio 1944
  108. Piroscafo Mira, affondato a Civitavecchia da bombardamento aereo il 14 maggio 1943
  109. Piroscafo Modena, affondato a Palermo da bombardamento aereo il 22 marzo 1943
  110. Piroscafo Modica, affondato a Napoli da bombardamento aereo il 15 febbraio 1943
  111. Piroscafo Monbaldo, affondato da bombardamento aereo a Stettino il 24 marzo 1945
  112. Piroscafo Moncalieri, danneggiato da bombardamento aereo a Massaua il 13 febbraio 1941
  113. Piroscafo Nennella, affondato ad Ancona da bombardamento aereo il 25 maggio 1944
  114. Motonave Nicolò Tommaseo, affondata a Catania da bombardamento aereo il 26 luglio 1943
  115. Piroscafo Nina, affondato da mina il 20 febbraio 1944
  116. Piroscafo Nino Padre, affondato a Genova da bombardamento aereo nell’aprile-maggio 1944
  117. Piroscafo Nirvo, affondato a Olbia da bombardamento aereo il 24 maggio 1943
  118. Piroscafo Noto, affondato da bombardamento aereo il 30 gennaio 1943
  119. Incrociatore ausiliario Olbia, affondato dal sommergibile HMS United il 20 giugno 1943 (93 superstiti)
  120. Motonave Ombrina, danneggiata da mine il 22 marzo 1943 ed affondata da aerei due giorni dopo
  121. Piroscafo Orione, affondato a Civitavecchia da bombardamento aereo il 14 maggio 1943
  122. Motoveliero Padre Merica, affondato a Torre del Greco il 20 settembre 1943
  123. Piroscafo Palermo, affondato da mina il 27 maggio 1944
  124. Piroscafo Palma, affondato dal sommergibile HMS Pandora il 9 gennaio 1941
  125. Piroscafo Paolo, affondato a Cagliari da bombardamento aereo il 28 febbraio 1943
  126. Motoveliero Paris Merica (dragamine ausiliario DM 34), affondato a Tobruk da bombardamento aereo il 28 luglio 1942
  127. Piroscafo Partinico, affondato a Catania da bombardamento aereo l’11 maggio 1943
  128. Piroscafo Penelope, affondato dal sommergibile HMS Thrasher il 19 maggio 1942
  129. Nave cisterna Pensilvania, incagliata sulla costa somala a seguito di attacco aeronavale il 13 febbraio 1941
  130. Cacciasommergibili ausiliario AS 113 Pertinace, affondato da aerei tedeschi il 9 settembre 1943
  131. Motoveliero Pietrino (dragamine ausiliario DM 21), danneggiato a Zuara da bombardamento aereo il 24 dicembre 1941 ed affondato il 2 gennaio 1942, recuperato, affondato da bombardamento aereo a Genova il 23 ottobre 1942
  132. Piroscafo Polluce, affondato a Messina da bombardamento aereo il 25 maggio 1943
  133. Piroscafo Pomo, affondato dal sommergibile HMS Unshaken il 23 giugno 1943 (9 sopravvissuti)
  134. Piroscafo Pomona, affondato da aerei al largo di Pola il 12 febbraio 1944
  135. Nave cisterna Portofino, affondato a Tobruk da bombardamento aereo il 6 novembre 1942
  136. Piroscafo Pugliola, affondato da mina al largo di Gallipoli il 12 settembre 1943
  137. Piroscafo Priaruggia, affondato a Tripoli da bombardamento aereo il 28 novembre 1941
  138. Piroscafo Prode, affondato a Lero da bombardamento aereo il 5 ottobre 1943
  139. Piroscafo Quadrifoglio, affondato per esplosione della caldaia il 3 febbraio 1944
  140. Piroscafo Quirinale, danneggiato da aerei il 27 giugno 1943 e poi il 1° luglio 1943, incagliato
  141. Motonave Riv, affondata a Tripoli da bombardamento aereo il 30 agosto 1941
  142. Piroscafo Rovigo, danneggiato da mina ed incagliato il 25 febbraio 1943
  143. Piroscafo Sabbia, affondato a Civitavecchia dal sommergibile olandese Dolfijn il 5 luglio 1943
  144. Piroscafo Salvatore, affondato da aerei in Egeo il 1° giugno 1944 come tedesco Sabine
  145. Piroscafo Sangigi, affondato da aerei il 10 marzo 1944
  146. Piroscafo Sant’Agata, affondato a Napoli da bombardamento aereo il 4 agosto 1943
  147. Piroscafo Santa Rita, affondato a Cagliari da bombardamento aereo il 13 maggio 1943, già danneggiato il 28 febbraio
  148. Piroscafo San Vincenzo, affondato dal sommergibile HMS Turbulent il 1° marzo 1943
  149. Motonave traghetto Scilla, affondata a Messina da bombardamento aereo il 18 giugno 1943, già danneggiata il 9 e 25 maggio 1943
  150. Piroscafo Serenitas, incagliato a Tobruk il 5 luglio 1940 in seguito ad aerosiluramento
  151. Piroscafo Sereno, affondato da aerosiluranti a Tobruk il 20 luglio 1940
  152. Piroscafo Sfinge, affondato a Sant’Antioco da bombardamento aereo il 31 maggio 1943
  153. Nave ospedale Sicilia, affondata a Napoli da bombardamento aereo il 4 aprile 1943
  154. Piroscafo Sidamo, affondato dal sommergibile HMS Sahib il 27 marzo 1943
  155. Piroscafo Sirio, affondato da bombardamento aereo il 29 novembre 1942
  156. Piroscafo Spoleto, affondato da bombardamento aereo il 31 gennaio 1943
  157. Nave cisterna Sterope, gravemente danneggiata da attacco aereo il 12 marzo 1943
  158. Piroscafo Tana, affondato ad Olbia da bombardamento aereo il 24 maggio 1942
  159. Nave cisterna Tarn, affondata da bombardamento aereo il 30 gennaio 1943
  160. Piroscafo Terni, affondato dal sommergibile HMS Unison il 16 giugno 1943 (39 morti e 4 superstiti tra l’equipaggio; 9 sopravvissuti complessivi)
  161. Piroscafo Titania, affondato dal sommergibile HMS Safari il 20 ottobre 1942 (78 superstiti)
  162. Piroscafo Tiziano, affondato a Porto Torres da bombardamento aereo il 18 aprile 1943, recuperato e nuovamente affondato a Livorno da bombardamento aereo il 28 maggio 1943
  163. Piroscafo Todi, affondato a Palermo da bombardamento aereo il 5 aprile 1943
  164. Piroscafo Traù, affondato per mina il 31 gennaio 1945
  165. Motoveliero Tre Sorelle (vedetta foranea V 134), affondato dal sommergibile HMS Universal il 6 settembre 1943
  166. Motoveliero Tugnin F. (vedetta foranea V 136), affondato dal sommergibile HMS Triumph il 3 maggio 1941
  167. Piroscafo Valdivagna, affondato dal sommergibile HMS Pandora il 9 gennaio 1941
  168. Piroscafo Venezia, affondato a Messina da bombardamento aereo il 14 luglio 1943
  169. Piroscafo Vincenzina, affondato a La Spezia da bombardamento aereo il 2 maggio 1944
  170. Piroscafo Volta, affondato a Palermo da bombardamento aereo il 22 marzo 1943
  171. Piroscafo Vragnizza, danneggiato da aerei il 2 giugno 1943

martedì 19 luglio 2022

Marangona

La Marangona (da “Navi mercantili perdute” di Rolando Notarangelo e Gian Paolo Pagano)

Piroscafo cisterna di 5227,10 tsl e 3068,16 tsn, lungo 118-122,55 metri, largo 15,76 e pescante 8,73-9,22, con velocità di 10,5-11 nodi. Di proprietà della Compagnia Italiana Marittima di Venezia ed iscritto con matricola 237 al Compartimento Marittimo di Venezia; nominativo di chiamata radio IBGU. Aveva sedici cisterne principali, della capienza complessiva di 8450 metri cubi, ed otto minori, della capienza totale di 1051 metri cubi.
 
Breve e parziale cronologia.
 
Giugno 1914
Completato come Steaua Romana (per altra fonte, probabilmente erronea, Steana Romana) nei cantieri J. Frerichs & Co. A.G. di Einswarden (numero di cantiere 269) per la società romena Steaua Romana di Costanza. In gestione alla Deutsche Petroleum Gesellschaft. Stazza lorda 5088 o 5275 tsl e 2889 tsn, velocità 11 nodi.
Agosto 1914
Requisita dalla Marina imperiale tedesca in seguito allo scoppio della prima guerra mondiale.
Settembre 1914
Derequisita e venduta alla Union Petroleum Steamship Company di Philadelphia; ribattezzata Westwego (altra fonte posticipa il cambio di nome al 1921).
5 aprile 1915
Durante una furiosa bufera che provoca la perdita in mare di oltre cento vite nelle acque al largo della costa atlantica statunitense, la Westwego trae in salvo l’equipaggio della goletta Rob Roy, ridotta ad un relitto galleggiante dal maltempo al largo di Capo Henry (foci del Delaware).
1917
In seguito all’ingresso degli Stati Uniti nella prima guerra mondiale, la Westwego viene armata con due cannoni da 76/50 mm.
19 agosto 1917
La Westwego salpa da Hampton Roads con il convoglio HH. 18, diretto in Europa. Formano il convoglio 27 navi mercantili: oltre alla Westwego, la Quito, la Santille, la Lord Sefton, la Bay Douglas, la Bay Verdun, la San Dunstano, l’Etolia, l’Echunga, l’Ashtabula, la Madrona, la Raphael, la Ninian, la Port Lytleton (nave di bandiera del capoconvoglio), la City of Manilla, la East Wales, la Marocco, la Baron Polwarth, la Draghild, la Dakotan, la Trevanion, l’El Occidente, l’El Luckenbach, la Montanan, la Peniche, l’Ardgarry e la San Zeferino. La scorta è costituita dall’incrociatore corazzato britannico Roxburgh.
28 agosto 1917
Alle due di notte la Westwego lascia momentaneamente la formazione per riparare un’avaria.
4 settembre 1917
In mattinata si uniscono alla scorta i cacciatorpediniere britannici Achates, Contest, Defender, Leonidas, Liberty, Lance, Laverock e Spitfire.
5 settembre 1917
Al largo della costa francese, una quarantina di miglia a nordest di Ouessant, il convoglio viene attaccato da sommergibili tedeschi (l’equipaggio della Westwego parlerà ai giornali, esagerando non di poco, di ben sei sommergibili). Alle 17.48, senza preavviso – il convoglio sta procedendo ordinatamente in condizioni di bel tempo e mare calmo – un siluro colpisce la nave cisterna britannica San Dunstano a poppa dritta, asportando elica e timone (verrà poi rimorchiata in porto); quasi contemporaneamente un altro colpisce a centro nave la petroliera Echunga, che segue la Westwego a neanche settanta metri di distanza, spezzandola in due e facendola affondare in soli otto minuti, con la morte di nove uomini.
Subito tutti i mercantili del convoglio accelerano la massima velocità e si sparpagliano, cercando di allontanarsi dal punto in cui è avvenuto l’attacco; l’Achates si porta sul probabile punto di provenienza dei siluri e vi lancia delle bombe di profondità, vedendo poi affiorare in superficie rottami e nafta. In realtà il sommergibile attaccante, l’U 52 del capitano di corvetta Hans Walther, è sfuggito senza subire danni.
Alle 18.06 la vedetta della Westwego avvista un periscopio, così vicino (ad appena una ventina di metri dalla murata) che non è possibile dirigervi contro il tiro dei cannoni di bordo finché la distanza non è aumentata ed il sommergibile è andato scadendo verso poppavia; anche a questo punto, però, i cannonieri non aprono il fuoco, temendo di colpire la nave che li segue. Il periscopio scompare nella scia della Westwego, per poi ricomparire brevemente quando la distanza è cresciuta a circa mezzo miglio; sparisce di nuovo prima che la petroliera possa aprire il fuoco, pertanto la Westwego si limita ad informarne i cacciatorpediniere, che danno la caccia all’U-Boot. L’avvistamento verrà poi giudicato un falso allarme. Il convoglio raggiungerà Portsmouth l’indomani.
1924
Venduta alla Irish American Oil Company Ltd. di Dublino.
1925
Ribattezzata Queen Tailte.
1930
Acquistata dalla Società Anonima Imprese Navali e Affini (I.N.E.A.) di Venezia (per altra fonte, all’armatore Giuseppe Calzavara) e ribattezzata Marangona. Nominativo di chiamata NXFG.
1934
Il nominativo di chiamata viene cambiato in IBGU.
1935
Venduta alla Compagnia Industrie Marittime Affini Roma (C.I.M.A.R.) di Venezia.
1939
Trasferita alla Compagnia Italiana Marittima, con sede a Venezia.
29 agosto 1940
La Marangona ed il piroscafo San Giovanni Battista, scortati dalla torpediniera Sirio, salpano da Palermo alle 7 per raggiungere Tripoli.
31 agosto 1940
Il convoglietto giunge a Tripoli alle 23.30.
6 settembre 1940
MarangonaSan Giovanni Battista e la piccola motonave Amba Alagi lasciano Tripoli per Bengasi alle 17, scortati dalla torpediniera Rosolino Pilo.
8 settembre 1940
Il convoglio raggiunge Bengasi alle 20.
21 settembre 1940
La Marangona, la motonave Città di Livorno ed il piroscafo Argentea salpano da Bengasi per Tripoli alle 15, scortate dalla torpediniera Fratelli Cairoli.
23 settembre 1940
Il convoglio giunge a Tripoli alle 16.
27 settembre 1940
Marangona, Città di Livorno ed il piroscafo Ogaden lasciano Tripoli per Palermo alle 13, scortate dalla moderna torpediniera Orsa.
29 settembre 1940
Il convoglio giunge a Palermo alle 12.30.
13 novembre 1940
La Marangona e la piccola motonave Giovanni Maria salpano da Palermo per Tripoli alle 13.50, scortate dalla torpediniera Generale Antonio Chinotto.
16 novembre 1940
Il piccolo convoglio arriva a Tripoli alle 14.15.
25 novembre 1940
La Marangona ed il piroscafo Sturla lasciano Tripoli alle 18 alla volta di Bengasi, con la scorta della torpediniera Giuseppe Sirtori.
28 novembre 1940
Arrivano a Bengasi alle dieci.
29 novembre 1940
La Marangona lascia Bengasi per Tripoli alle 17, scortata dalla torpediniera Climene.
30 novembre 1940
Arriva a Tripoli alle 17.
 
La nave a Capetown nel 1929, quando si chiamava Queen Tailte (John H. Marsh Maritime Research Center – Capetown, via Mauro Millefiorini e www.naviearmatori.net)

L’affondamento
 
Alle 17.30 dell’8 dicembre 1940 la Marangona lasciò scarica Tripoli per fare ritorno a Palermo, viaggiando in convoglio con il piroscafo Tembien e la motonave Mauly; i tre bastimenti erano scortati dalla moderna torpediniera Orione.
La navigazione procedette tranquilla per tutta la giornata e la notte dell’8 e del 9 dicembre e per la mattina del 10, ma alle 13.30 di quel giorno (secondo "La difesa del traffico con l’Africa Settentrionale dal 10 giugno 1940 al 30 settembre 1941", dell’USMM; "Navi mercantili perdute", anch’esso dell’USMM, parla invece di mezzogiorno), 27 miglia a sud di Pantelleria (secondo i citati libri dell’USMM: il diario storico del Comando Supremo parla però di 40 miglia a sud di tale isola), la Marangona urtò in successione due mine. Inutile l’assistenza prestata dal Tembien: dopo tre ore di agonia, la vecchia pirocisterna s’inabissò alle 16.30 del 10 dicembre (secondo "La difesa del traffico"; le 15 secondo "Navi mercantili perdute") nel punto 36°13’ N e 11°59’ E, così diventando una delle prime navi mercantili ad andare perdute sulla rotta per la Libia.
 
Due uomini risultarono dispersi; il resto dell’equipaggio fu tratto in salvo dal Tembien, che raggiunse Palermo alle 19.30 del giorno seguente insieme al resto del convoglio.
 
L’inchiesta condotta sull’affondamento giunse alla conclusione che la mina che aveva affondato la Marangona era con ogni probabilità appartenente ad uno sbarramento italiano, strappata dagli ormeggi dal mare mosso.
 
 
La Westwego su Auke Visser
La Marangona su Wrecksite
Libro registro del RINA, 1932
Internet Archive

sabato 18 giugno 2022

Filippo Corridoni

Il Filippo Corridoni (g.c. Marcello Risolo, via www.naviearmatori.net)

Sommergibile posamine della classe Bragadin (dislocamento di 965 tonnellate in superficie e 1068 in immersione).
Durante il periodo interbellico svolse normale attività addestrativa e brevi crociere in acque italiane. Unità di mediocri caratteristiche, non svolse una singola missione di posa di mine in tutto il conflitto, venendo invece adibito – grazie agli ampi spazi di cui disponeva per il trasporto delle mine, che potevano essere utilizzati anche come “stive” per sistemarvi rifornimenti – a compiti di trasporto, effettuando quindici missioni di questo tipo durante la guerra 1940-1943, portando benzina, munizioni ed altri materiali in Nordafrica ed in seguito anche a Lampedusa. Nello stesso periodo svolse anche 23 missioni offensive/esplorative e sette di trasferimento, percorrendo complessivamente 20.960 miglia in superficie e 2172 in immersione. Dopo l’armistizio fu impiegato ancora in una missione di rifornimento, verso Lero, per poi essere sottoposto a lavori di grande manutenzione a Taranto e poi inviato ad Aden, dove venne impiegato nell’addestramento antisommergibili delle unità aeronavali britanniche, svolgendo 56 missioni di questo tipo fino alla fine della guerra. Complessivamente compì 180 missioni di tutti i tipi durante il conflitto 1940-1945, percorrendo in tutto 38.219,52 miglia nautiche.
Il suo motto era “Col popolo per la patria”.
 
Breve e parziale cronologia.
 
4 luglio 1927
Impostazione nei cantieri Franco Tosi di Taranto.
30 marzo 1930
Varo nei cantieri Franco Tosi di Taranto, con la benedizione del vescovo di Taranto.
Presenzia al varo, tra gli altri, Oreste Bovini, podestà di Pausula, città natale del patriota eponimo del sommergibile (che pochi mesi dopo sarà ribattezzata Corridonia proprio in suo onore).
Successivamente una delegazione dell’equipaggio del sommergibile, compreso il suo comandante, capitano di corvetta Ignazio Castogiovanni, si recherà in visita a Corridonia.


La benedizione prima de varo (www.geophonie.it e Istituto Luce)



Il Corridoni pronto al varo (Istituto Luce)


Il varo (Pasquale Bondanese via www.issuu.com)

Appena varato (Istituto Luce)

Il Corridoni durante l’allestimento (da “I sommergibili italiani tra le due guerre” di Alessandro Turrini, UDAP 1990, via www.betasom.it)

17 novembre 1931
Entrata in servizio. Assegnato alla IV Squadriglia Sommergibili, di base a Taranto, che forma insieme a Fratelli Bandiera, Luciano Manara, Ciro Menotti e Santorre Santarosa.

Il Corridoni a Taranto nel 1930-1931, durante l’allestimento e prima della modifica della prua (da www.marina.difesa.it, via Marcello Risolo e www.betasom.it)

13 giugno 1932
Riceve ad Ancona la bandiera di combattimento, la cui madrina è la signora Maria Luchetti. La bandiera è benedetta dal vescovo di Ancona, e riposta in un cofano portabandiera disegnato dallo scultore anconetano Filandro Castellani.

La cerimonia di consegna della bandiera di combattimento al Corridoni (Istituto Luce)

1933
Posto alle dipendenze della Scuola Comando.
1934
Assegnato alla VIII Squadriglia Sommergibili di Taranto, insieme al gemello Marcantonio Bragadin ed ai sommergibili Settembrini, Settimo, Salpa e Serpente.
1935
A causa delle mediocri qualità marine (poca stabilità e forte beccheggio con mare mosso), poco dopo il completamento il Corridoni subisce lavori di modifica che vedono il rialzo dell’estrema prua (dando così un “nasone”, poi eliminato nel 1943) e l’applicazione di controcarene laterali (bottazzi); anche l’estrema poppa viene accorciata e modificata, per via della mediocrità delle attrezzature per la posa di mine. Dopo le modifiche, la lunghezza cala da 71,5 a 68 metri, la larghezza aumenta da 6,15 a 7,10 metri ed il pescaggio decresce da 4,98 a 4,30 metri.

Il Corridoni a metà anni Trenta (Coll. Aldo Fraccaroli, da “Mussolini’s Navy” di Maurizio Brescia)

1935-1940
Presta servizio sul Corridoni, durante la guerra civile spagnola, il sottotenente del Genio Navale Danilo Stiepovich, futura Medaglia d’Oro al Valor Militare.
1936
Inviato a Tripoli per un breve periodo.
1938
Corridoni e Bragadin formano la XLV Squadriglia Sommergibili (inquadrata nel IV Grupsom di Taranto), che comprende tutti i battelli posamine della Regia Marina: i ben più vecchi X 2 e X 3 ed i più moderni Pietro Micca, Foca, Atropo e Zoea.

Il Corridoni nel “Jane’s Fighting Ships” del 1940 (da www.olga-tonina.narod.ru)

4 giugno 1940
Assume il comando del Corridoni il capitano di corvetta Manlio Minucci, di 36 anni, da Radda in Chianti.
10 giugno 1940
All’entrata in guerra dell’Italia, il Corridoni (capitano di corvetta Manlio Minucci) è in lavori a Taranto. Fa parte della XLIX Squadriglia Sommergibili del IV Grupsom, con base a Taranto, insieme ai più moderni sommergibili posamine Atropo e Zoea.
16 giugno 1940
Salpa da Taranto alle 7.16, al comando del capitano di corvetta Minucci, per prove di fine lavori, rientrando in porto alle 14.25 dopo aver percorso 29,5 miglia.
17 giugno 1940
Altra uscita in mare per prove di fine lavori, al comando del capitano di corvetta Minucci, dalle 5.41 alle 14.18. Scortato dal dragamine RD 13, percorre 36 miglia.

Il Corridoni (quarta unità della fila, riconoscibile dalla sigla “CR” sulla torretta) all’ormeggio insieme a Micca, Bragadin ed altri sommergibili (Coll. Guido Alfano, via Giorgio Parodi e www.naviearmatori.net)

19 giugno 1940
Altra uscita in mare da Taranto per prove di fine lavori, dalle 13.20 alle 18.05 (percorse sei miglia), sempre al comando del capitano di corvetta Minucci.
23 giugno 1940
Ulteriore uscita in mare da Taranto per prove di fine lavori, dalle 8.20 alle 11.35, al comando del capitano di corvetta Minucci, nel corso della quale vengono percorse 8,5 miglia.
26 giugno 1940
All’1.40 il Corridoni (capitano di corvetta Manlio Minucci) salpa da Taranto diretto a Napoli, dove dovrà imbarcare del materiale da portare urgentemente in Libia in una missione di trasporto.
28 giugno 1940
Arriva a Napoli alle 18, dopo aver percorso 480 miglia.
30 giugno 1940
Riparte da Napoli alle 17.20, diretto a Tobruk con a bordo quindici tonnellate di munizioni e materiali della Regia Aeronautica destinati alla base aerea di Tobruk, nonché casse con pubblicazioni, documenti e materiale idrografico per quella base navale (altra fonte parla di 27 tonnellate complessive di carico, materiali per la Marina e per l’Aeronautica).
3 luglio 1940
Dopo essere passato per il punto convenzionale C (32°13'40'N, 23°51'E) ed aver percorso 772 (o 852) miglia, arriva a Tobruk alle 21, in ritardo di quattro ore sulla tabella di marcia, dopo una traversata tranquilla.
Ritardo provvidenziale: i servizi segreti britannici sono infatti riusciti a sapere del previsto arrivo del Corridoni a Tobruk alle 17 del 3 luglio, ed hanno inviato sul posto un idrovolante antisommergibili Short Sunderland (l’aereo "R" del 228th Squadron della Royal Air Force) con l’espresso incarico di affondarlo: quando però il Sunderland giunge a Tobruk, non trova il Corridoni, non essendo ancora arrivato.
Durante la sosta del Corridoni a Tobruk il porto libico è oggetto di tre attacchi aerei, il 5, il 13 ed il 15 luglio.
16 luglio 1940
Lascia Tobruk alle 6.45 diretto a Lero, trasportando materiali tra cui altre casse di documenti, pubblicazioni e materiale idrografico per tale base.
19 luglio 1940
Arriva a Lero alle 15.30, dopo aver percorso 426 miglia.

Il Corridoni all’inizio della guerra (g.c. STORIA militare)

24 luglio 1940
Riparte da Lero alle 16.20, con l’ordine di pattugliare tra Creta e la Sapienza per poi rientrare a Taranto.
8 agosto 1940
Arriva a Taranto alle 15.15, dopo una missione priva di eventi di rilievo. Ha percorso 1235 miglia.
9 agosto-24 settembre 1940
Ai lavori a Taranto.
25 settembre 1940
Alle 8.25 il Corridoni (capitano di corvetta Manlio Minucci) salpa da Taranto per prove di fine lavori, facendovi ritorno alle 17.20 dopo aver percorso 33,5 miglia.
29 settembre 1940
Altra uscita da Taranto per prove idrofoniche, dalle 9.07 alle 12.40. Percorse 5,2 migla.
3 ottobre 1940
Ulteriore uscita da Taranto per prove di fine lavori, dalle 7.40 alle 13.46; percorse 40 miglia.
9-10 ottobre 1940
Si trova a Taranto durante due attacchi aerei britannici, partecipando alla reazione contraerea con le proprie mitragliere.

Il Corridoni in uscita dalle ostruzioni esterne di Taranto nell’ottobre 1940, in partenza per una missione di trasporto verso il Dodecaneso (g.c. STORIA militare)

13 ottobre 1940
Alle 16.20 il Corridoni (capitano di corvetta Manlio Minucci) parte da Taranto per una missione di trasporto a Rodi e Lero, con a bordo viveri e materiali dell’Esercito e dell’Aeronautica.
Il servizio segreto della Royal Navy è al corrente della missione, grazie all’intercettazione e decifrazione di messaggi italiani da parte dell’organizzazione “ULTRA”. In data 15 ottobre il comando della Mediterranean Fleet viene dapprima informato che un sommergibile carico di rifornimenti dovrà raggiungere Rodi, attraccando nelle zone convenzionali "Antonio" e "Luigi", e poi che il sommergibile in questione è il Corridoni, che entrerà in Egeo nel pomeriggio del 16 ottobre raggiungendo Rodi il mattino del 18.
15 ottobre 1940
Dalle 9.30 alle 14.02 il Corridoni è sottoposto a caccia, in posizione 37° 50'N e 19° 50'E, da parte di un cacciatorpediniere che tenta di localizzarlo con il sonar, lanciando bombe di profondità alle 9.48 ed alle 10.35. Non subisce alcun danno.
19 ottobre 1940
Arriva a Rodi alle 9.25, dopo aver percorso 820,5 miglia (per altra fonte 706).
20 ottobre 1940
Lascia Rodi alle 23.25, diretto a Lero.
21 ottobre 1940
Arriva a Lero alle 11.45, dopo aver percorso 820,5 miglia.
27 ottobre 1940
Lascia Lero alle 17.55 per un pattugliamento in Egeo, sempre al comando del capitano di corvetta Minucci.
6 novembre 1940
Rientra a Lero alle 7.50 dopo aver percorso 1072 miglia, senza aver rilevato niente da segnalare.
13 novembre 1940
Lascia Lero alle 16.35 per rientrare in Italia. Anche di questo viaggio i britannici sono al corrente per mezzo di “ULTRA”, che il 12 novembre ha appreso da messaggi intercettati che "la data di partenza del Corridoni da Rodi è stata rinviata e sarà comunicata a Roma", e due giorni dopo che al Corridoni è stata assegnata la rotta denominata convenzionalmente “Ebro” e che il sommergibile dovrà partire la sera del 13, a meno di non ricevere successivamente ordini diversi.
18 novembre 1940
Arriva a Taranto alle 15.45, dopo aver percorso 681,5 miglia. Segue un periodo di lavori in bacino.
28 dicembre 1940
Salpa da Taranto alle 8.10 per esercitazioni, al comando del capitano di corvetta Manlio Minucci. Rientra alla base alle 16.15, dopo aver percorso 33 miglia.
31 dicembre 1940
Altra uscita per esercitazione da Taranto, dalle 7.20 alle 16.15. Percorse 43,5 miglia.
6 gennaio 1941
Al comando del capitano di corvetta Manlio Minucci, salpa da Taranto alle 7.30 per un pattugliamento a sud del Canale d’Otranto, nel punto 38°40' N e 20°00' E, a protezione del traffico con l’Albania. Durante la missione non avvista unità nemiche né rileva niente di strano, eccetto delle esplosioni in lontananza.
17 gennaio 1941
Rientra a Taranto alle 17.30, dopo aver percorso 1251 miglia.
4 febbraio 1941
Il capitano di corvetta Minucci cede il comando del Corridoni al tenente di vascello Lodovico Grion, di 31 anni, da Trieste.
6 febbraio 1941
Al comando del tenente di vascello Lodovico Grion, il Corridoni salpa da Taranto alle 10.25 per esercitazione, rientrando alla base alle 14.45 dopo aver percorso due miglia e mezzo.
7 febbraio 1941
Altra uscita per esercitazione da Taranto, dalle 8.05 alle 13.10, al comando del tenente di vascello Lodovico Grion, con la scorta del dragamine RD 13. Percorse 25 miglia.
Alle 20.15 prende nuovamente il mare, stavolta al comando del capitano di corvetta Manlio Minucci, per un pattugliamento idrofonico nel Golfo di Taranto.
8 febbraio 1941
Rientra a Taranto alle 10.40, dopo aver percorso 99 miglia senza avvenimenti di rilievo.
12 febbraio 1941
Uscita in mare per esercitazione, al comando del tenente di vascello Lodovico Grion, dalle 8.15 alle 15.45. Percorse 59 miglia. Alle 21.14 salpa nuovamente da Taranto per un pattugliamento idrofonico, sempre al comando di Grion.
13 febbraio 1941
Ritorna a Taranto alle 10.15, dopo aver percorso 88,5 miglia.
21 febbraio 1941
Salpa da Taranto alle 8.35 al comando del tenente di vascello Grion, per un’esercitazione per cinematografia. Rientra alla base alle 14.40, dopo aver percorso diciotto miglia.
22 febbraio 1941
Esce nuovamente da Taranto dalle 9.20 alle 16.25, al comando del T.V. Grion, per un’esercitazione per cinematografia, percorrendo 9,5 miglia.
24 febbraio 1941
Altra uscita per esercitazione per cinematografia, dalle 13.15 alle 16.25, al comando del T.V. Grion e con la scorta del dragamine RD 30. Percorre 21,3 miglia.
26 febbraio 1941
Nuova uscita per esercitazione per cinematografia, dalle 21.35 alle 23.55, al comando del tenente di vascello Grion; percorre quattro miglia.













Una serie di immagini del 
Corridoni scattate nell’inverno del 1941 (Archivio Centrale dello Stato)












7 marzo 1941
Salpa da Taranto alle 20.15 per un pattugliamento idrofonico, al comando del tenente di vascello Grion.
8 marzo 1941
Rientra a Taranto alle 10.40, dopo aver percorso 99 miglia.
18 marzo 1941
Uscita da Taranto per esercitazione dalle 6.35 alle 16.59, al comando del tenente di vascello Grion e con la scorta del rimorchiatore Palmaria. Percorse 63,5 miglia.
19 marzo 1941
Altra uscita in mare per esercitazione, dalle 6.48 alle 16.46, al comando del tenente di vascello Grion e con la scorta della torpediniera San Martino.
23 aprile 1941
Il tenente di vascello Grion è avvicendato al comando del Corridoni dal parigrado Ugo Gentili, di 39 anni, da L’Aquila.
15 giugno 1941
Al comando del tenente di vascello Ugo Gentili, il Corridoni salpa da Taranto alle dieci per un’esercitazione, rientrando alle 11.50 dopo aver percorso tre miglia.
16 giugno 1941
Altra uscita per esercitazione, al comando del tenente di vascello Ugo Gentili, dalle 8.18 alle 16.35, insieme al vecchio sommergibile H 2 e con la scorta della nave scorta ausiliaria F 46 Limbara. Percorse 41 miglia.
17 giugno 1941
Altra uscita per esercitazione da Taranto, da mezzogiorno alle 17.12, al comando del tenente di vascello Ugo Gentili. Partecipano all’esercitazione anche i sommergibili H 2 e H 8 e la torpediniera Aretusa; percorse 35,5 miglia.
21 giugno 1941
Uscita da Taranto per esercitazione dalle 7.50 alle 17.25, al comando del tenente di vascello Ugo Gentili. Percorse 53,5 miglia.
22 giugno 1941
Altra da Taranto per esercitazione, dalle otto alle 17.15, al comando del tenente di vascello Gentili. Percorse 41 miglia.
25 giugno 1941
Uscita da Taranto per esercitazione, dalle undici alle 17.40, sempre al comando del T.V. Gentili ed insieme alla torpediniera Cassiopea. Percorse 34 miglia.
29 giugno 1941
Salpa da Taranto alle 9.35, al comando del tenente di vascello Ugo Gentili, per una missione di trasporto a Derna.
1° luglio 1941
Richiamato prima di raggiungere la destinazione, alle tre di notte incontra il sommergibile Atropo al largo di Capo Santa Maria di Leuca, scambiando i segnali di riconoscimento; giunge a Taranto alle 13.10, dopo aver percorso 390 miglia.
2 luglio 1941
Salpa nuovamente da Taranto alle 14.45, al comando del tenente di vascello Ugo Gentili, per trasportare a Derna 53 tonnellate di munizioni.
6 luglio 1941
Arriva a Derna alle 20.20 (o 20.50), dopo una traversata tranquilla.
7 luglio 1941
Lascia Derna alle due di notte.
10 luglio 1941
Giunge a Taranto alle 12.20, dopo aver percorso 1166,5 miglia di cui 1077 in superficie e 89,5 in immersione.
19 luglio 1941
Salpa da Taranto alle 8.35 al comando del tenente di vascello Ugo Gentili, per trasportare a Derna 58 tonnellate di munizioni.
22 luglio 1941
Arriva a Derna alle 21.13.
23 luglio 1941
Lascia Derna alle tre di notte per rientrare a Taranto.
26 luglio 1941
Giunge a Taranto alle 12.55, dopo aver percorso 1181 miglia (1110 in superficie e 62 in immersione).
8 agosto 1941
Salpa da Taranto alle 11.10, al comando del tenente di vascello Ugo Gentili, per trasportare 13,735 tonnellate di gasolio (in 859 lattine) e 48 tonnellate di munizioni a Bardia.
L’impiego del Corridoni nel trasporto di rifornimenti verso questo porticciolo è stato deciso da Supermarina in seguito alle pressioni del Comando dell’Afrika Korps (il generale Rommel attribuisce grande importanza ai rifornimenti trasportati dai sommergibili nei porticcioli vicini alla linea del fronte, pur essendo tali quantitativi irrisori rispetto a quanto giunge con i convogli di ben più grandi navi mercantili nei ben più lontani porti di Tripoli e Bengasi) e dell’ammiraglio Eberhard Weichold, ufficiale di collegamento della Kriegsmarine in Italia. Il 6 luglio l’ammiraglio Weichold ha scritto ai colleghi italiani una lettera (“Vengono sottoposte allo Stato Maggiore della R. Marina italiana le seguenti considerazioni della Seekriegsleitung, con preghiera di esame e di risposta. La situazione generale dei trasporti marittimi, specialmente nella zona del Mediterraneo centrale, inclusa la capacità di scarico dei porti di Tripoli e di Bengasi, non è soddisfacente, tenuto conto delle necessità di rifornimento per la guerra nell’Africa Settentrionale. (…) il trasporto di munizioni ed, in parte, anche di materiali di ricambio per armi ed automezzi con i sommergibili ATROPO e ZOEA è stato salutato con molta soddisfazione dall’Afrika Korps e dal Quartiermastro Generale dell’esercito tedesco. Nonostante i quantitativi relativamente piccoli finora trasportati dai sommergibili nel porto di Derna, questi quantitativi rappresentarono già un grandissimo alleggerimento dei rifornimenti per il fronte, dato che la strada per il fronte è molto più corta di quella per esempio dai porti di Bengasi e Tripoli. Tenendo conto di ciò, lo Stato Maggiore della R. Marina ha disposto già l’impiego di altri due sommergibili (CORRIDONI e MICCA) per il rifornimento diretto per Derna. Questa misura viene salutata con particolari sentimenti di gratitudine della Seekriegsleitung e, di ciò è convinto lo Stato Maggiore di collegamento, specialmente dall’Afrika Korps. La Seekriegsleitung è convinta che anche lo Stato Maggiore della R. Marina sia del parere che la possibilità del rifornimento con sommergibili in un porto vicino al fronte, possibilità iniziata con tanto successo, potrà essere ampliata. L’assoluta necessità del rafforzamento proprio di questo rifornimento diretto per il fronte risulta dalle sunnominate necessità di trasporto, nonché dalla situazione del fronte e dal suo ulteriore sviluppo…”) con cui proponeva, tra l’altro, l’intensificazione del traffico di sommergibili da trasporto con l’impiego di ulteriori unità in questo compito, ed inoltre caldeggia anche l’impiego di Porto Bardia per lo sbarco dei rifornimenti, essendo tale sorgitore ancora più vicino di Derna alla prima linea.
Porto Bardia è un porticciolo male attrezzato e peggio difeso, ed il suo utilizzo è ricco di problemi ed incognite; nondimeno, Supermarina acconsente ad utilizzarlo come approdo per alcune missioni di trasporto effettuate con sommergibili.
12 agosto 1941
Alle tre di notte il Corridoni avvista in posizione 32°00' N e 25°40' E un sommergibile che a bordo viene identificato come lo Zoea. Per questo motivo, e perché Maricosom ha diramato l’ordine di non attaccare sommergibili avvistati a levante del meridiano 22° Est, non viene eseguita alcuna manovra d’attacco. Si scoprirà in seguito che il sommergibile non era in realtà lo Zoea, bensì con ogni probabilità un’unità nemica.
Alle 19.38 il Corridoni arriva a Bardia, dove riceve la visita a bordo del generale Erwin Rommel.
Alle 22.15, mentre si trova alla fonda a Bardia intento a scaricare rifornimenti, il Corridoni viene attaccato da un aereo durante un’incursione da parte di tre Fairey Albacore dell’826th Squadron della Fleet Air Arm (uno dei quali è armato di siluro, mentre gli altri due portano due bombe da 227 kg). L’aereo, colto di sorpresa l’equipaggio del sommergibile, sgancia quattro bombe (evidentemente si trattava di entrambi gli Albacore armati con bombe e non di uno solo come creduto a bordo), che cadono in mare una ventina di metri sulla dritta del Corridoni, che viene scosso violentemente dalle esplosioni, pur senza subire danni, ad eccezione dell’inutilizzazione della girobussola. Gli Albacore avvistano una chiazza di nafta e ritengono erroneamente di aver danneggiato il sommergibile.
Quattro ore più tardi arriva una seconda “ondata” costituita da due Albacore armati di siluri, che non provocano danni.
Alle 23.40 il sommergibile lascia Bardia per rientrare in Italia. (Quattro giorni più tardi, aerosiluranti Fairey Swordfish dell’826th Squadron condurranno una nuova incursione su Bardia nel tentativo di colpire il Corridoni, non sapendo che nel frattempo se n’è andato. Secondo una fonte, alle 22.15 il Corridoni, mentre finiva di sbarcare il carico a Bardia, sarebbe stato bersagliato da sei cannonate sparate dalla direzione del mare aperto, probabilmente da un sommergibile, senza subire danni).
15 agosto 1941
Alle 14.33 viene avvistato un sommergibile nemico a cinquemila metri di distanza, in posizione 35°00' N e 21°10' E: si tratta del britannico Torbay (capitano di corvetta Anthony Cecil Capel Miers), che ha a sua volta avvistato il Corridoni a proravia, da cinque miglia di distanza. Entrambi i sommergibili s’immergono per attaccare, ma così facendo perdono il contatto.
17 agosto 1941
Arriva a Taranto alle 12.48, dopo aver percorso 1516 miglia (1431 in superficie e 85 in immersione).
Lo svolgimento di questa missione (e di quelle quasi contemporanee dell’Atropo e dello Zoea) è così descritto da Supermarina nel promemoria n. 141 del 27 agosto: «Le unità hanno assolto il loro compito con notevole perizia riuscendo a superare brillantemente le difficoltà ed i rischi inerenti all’operazione. La navigazione condotta in superficie fino ad un giorno prima dell’arrivo è proseguita in immersione durante le ore diurne del giorno dell’arrivo allo scopo di evitare l’avvistamenteo da parte del nemico. L’entrata a Bardia è stata effettuata in genere dopo il tramonto, a causa del pericolo presentato da attacchi aerei alla località, attacchi sempre frequenti e in forze. L’entrata in porto in tali condizioni presenta qualche difficoltà nautica per la mancanza di segnalazioni luminose e per la configurazione della costa che non offre caratteristiche speciali per il riconoscimento. In porto le operazioni di sbarco, effettuate durante le ore notturne a mezzo di zattere e galleggianti di gomma, fornite dall’esercito germanico, sono durate in media 4 ore ed effettuate dal personale di bordo con la cooperazione di soldati tedeschi. È da notare che durante le operazioni di scarico in caso di bombardamento aereo l’unità non può prendere immersione avendo i portelloni aperti per lo sbarco del materiale ed è contornata dalle numerose bettoline (fino a 6 alla volta) cariche di materiale eccezionalmente infiammabile e senza alcun mezzo anticendio efficace. Inoltre una eventuale manovra di uscita dal porto è lunga e laboriosa data la ristrettezza dello specchio d’acqua. Tutte le difficoltà sono state superate brillantemente dai comandanti e dagli equipaggi dei sommergibli i quali hanno rilevato con intimo orgoglio la soddisfazione esternata loro dal Comando tedesco di Bardia per il trasporto di materiale essenziale al corpo di spedizione per la condotta delle operazioni belliche».
28 agosto 1941
Assume il comando del Corridoni il capitano di corvetta Giovanni Cunsolo, di 30 anni, da Palermo, in sostituzione del tenente di vascello Gentili.
4 settembre 1941
Al comando del capitano di corvetta Giovanni Cunsolo, il Corridoni esce da Taranto alle 6.15 per esercitazione, facendovi ritorno alle 12.58, dopo aver percorso 32 miglia.
10 settembre 1941
Altra uscita da Taranto per esercitazione, dalle 11.02 alle 18, al comando del capitano di corvetta Giovanni Cunsolo. Percorse 39 miglia.
12 settembre 1941
Al comando del capitano di corvetta Giovanni Cunsolo, il Corridoni salpa da Taranto alle 10.25 per trasportare a Bardia 55,344 tonnellate di rifornimenti. Già dal 9 settembre, per effetto delle decrittazioni di “ULTRA”, i britannici sono al corrente del suo viaggio.
13 settembre 1941
Alle 21.50 viene avvistato un cacciatorpediniere ad ottocento metri di distanza, con rotta 340° e velocità 22 nodi, che attacca il Corridoni: il sommergibile s’immerge a 70 metri di profondità ed avverte uno scossone “metallico”, per poi scendere a 130 metri. Riemerge alle 22.12, trovando che il cacciatorpediniere si è dileguato; siccome il sommergibile non risponde bene ai comandi, il comandante Cunsolo decide di interrompere la missione e tornare indietro, reputando le avarie troppo gravi per proseguire.
14 settembre 1941
Alle 17 viene avvistata una mina alla deriva, del tipo P 200 di fabbricazione italiana, in posizione 38°18' N e 18°20' E. L’ordigno viene affondato a colpi di mitragliera.
15 settembre 1941
Arriva a Taranto alle 14.50, dopo aver percorso 667 miglia. Segue un lungo periodo di lavori.
22 ottobre 1941
Durante i lavori, il comandante Cunsolo passa le consegne al tenente di vascello Alberto Longhi, 28 anni, da Napoli.
2 dicembre 1941
Il tenente di vascello Longhi lascia il comando del Corridoni, sempre ai lavori, per restituirlo al comandante Cunsolo.
21 gennaio 1942
Terminati i lavori, il Corridoni salpa da Taranto alle 9.25 per prove in mare, al comando del capitano di corvetta Cunsolo. Rientra in porto alle 18.06, dopo aver percorso 31 miglia.
24 gennaio 1942
Altra uscita da Taranto per collaudi, dalle 9.10 alle 17.09, al comando del C.C. Cunsolo. Percorse 63 miglia.
25 gennaio 1942
Ulteriore uscita da Taranto per collaudi, dalle 9.06 alle 11.42, al comando del C.C. Cunsolo. Percorse 4,5 miglia.


Due immagini dell’equipaggio del Corridoni (Coll. Augusto Bartoli, via www.grupsom.com)


29 gennaio 1942
Lascia Taranto alle 15.16 per trasferirsi a Brindisi, sempre al comando del capitano di corvetta Cunsolo.
Alle 17.30, a 4,2 miglia per 264° da Torre Ovo (vicino a Santa Maria di Leuca), il Corridoni lanciaa accidentalmente un siluro a seguito di un errore durante un’esercitazione. Più tardi viene avvistato un siluro, di cui viene data notizia per radio, ritenendo che a lanciarlo sia stata un’unità nemica; successivamente si giunge però alla conclusione che si tratti proprio del siluro lanciato dal Corridoni.
30 gennaio 1942
Arriva a Brindisi alle 9.25, dopo aver percorso 156,2 miglia.
1° febbraio 1942
Il comandante Cunsolo cede il comando al tenente di vascello Alberto Longhi.
3 febbraio 1942
Dopo soli due giorni, il tenente di vascello Longhi cede a sua volta il comando al capitano di corvetta Loris Albanese, 34 anni, da Giuncarico.
3 marzo 1942
Al comando del capitano di corvetta Loris Albanese, il Corridoni salpa da Brindisi alle 8.15 per esercitazione, facendo ritorno alle 16.17, dopo aver percorso 46 miglia.
8 aprile 1942
Il capitano di corvetta Albanese lascia il comando del Corridoni, che viene nuovamente assunto dal parigrado Cunsolo.
10 aprile 1942
Nuovamente al comando del capitano di corvetta Cunsolo, il Corridoni compie un’uscita da Brindisi dalle 8.43 alle 9.50, per condurre una prova volta a verificare l’esistenza di perdite.
11 aprile 1942
Ancora al comando del C.C. Cunsolo, il Corridoni compie un’uscita in mare da Brindisi per prove dalle 13.30 alle 17, insieme al gemello Bragadino e con la scorta della torpediniera Orsa e del dragamine RD 32. Percorse 18,5 miglia.
20 aprile 1942
Uscita da Brindisi per prove della girobussola, dalle otto alle 11.50, al comando del C.C. Cunsolo. Percorse quattro miglia.
24 aprile 1942
Uscita da Brindisi per collaudi, dalle 7.55 alle 11.57, al comando del C.C. Cunsolo. Percorse 18 miglia.
28 aprile 1942
Uscita da Brindisi per collaudi, dalle otto alle 9.15, al comando del C.C. Cunsolo. Percorse sette miglia.
14 maggio 1942
Uscita da Brindisi per esercitazione, dalle otto alle 11.14, al comando del C.C. Cunsolo. Percorse 9,5 miglia.
26 maggio 1942
Uscita da Brindisi per esercitazione, dalle 13.45 alle 17.07, al comando del tenente di vascello Armando Rosso (32 anni, da Savona), che in questa data ne assume il comando al posto del capitano di corvetta Cunsolo. Percorse 18,5 miglia.
30 maggio 1942
Uscita da Brindisi per esercitazione, dalle 7.51 alle 11.47, al comando del tenente di vascello Armando Rosso. Percorse 18,5 miglia.
4 giugno 1942
Uscita da Brindisi per esercitazione, dalle 13.15 alle 17.50, al comando del tenente di vascello Armando Rosso. Percorse 28 miglia.
12 giugno 1942
Uscita da Brindisi per esercitazione, dalle 8.03 alle 11.43, al comando del tenente di vascello Armando Rosso. Percorse 26,5 miglia.
17 giugno 1942
Uscita da Brindisi per esercitazione, dalle 8.08 alle 12.02, al comando del tenente di vascello Armando Rosso. Percorse 18 miglia.
21 giugno 1942
Salpa da Brindisi alle 20.20, al comando del tenente di vascello Armando Rosso, per trasferirsi a Taranto.
22 giugno 1942
Arriva a Taranto alle 15.5, dopo aver percorso 158 miglia.
25 giugno 1942
Uscita da Brindisi per esercitazione, dalle 15.10 alle 17.10, al comando del tenente di vascello Armando Rosso. Percorse 9,5 miglia.
Giugno 1942
A seguito di insistenti richieste da parte dei Comandi tedeschi, il Grupsom Taranto riceve il 21 giugno ordine di adibire alcune delle proprie unità al trasporto di benzina avio per la Luftwaffe. Le autorità tedesche premono per l’impiego dei sommergibili in missioni di trasporto per far giungere rifornimenti in prossimità delle prime linee, durante l’avanzata delle forze di Rommel che ha appena riconquistato Tobruk ed avanza verso il confine egiziano, benché il normale traffico di navi mercantili si stia svolgendo senza problemi, con perdite limitatissime, e nonostante un sommergibile non possa trasportare nemmeno un decimo di ciò che può caricare una piccola nave mercantile. Altri enti e comandi tedeschi fanno analoga richiesta, ma l’ordine rimane tassativamente limitato alla sola benzina per aerei.
Il Corridoni è tra i sommergibili scelti per questo servizio, insieme al gemello Bragadin, ai battelli posamine MiccaAtropo e Zoea ed ai grossi ed anziani Enrico TotiAntonio SciesaNarvalo e Santorre Santarosa.
26 giugno 1942
Salpa da Taranto alle 11.20 (12.30 per altra fonte), al comando del tenente di vascello Armando Rosso, per trasportare a Derna una tonnellata e mezza di viveri e 54 tonnellate di benzina in latte (per altra fonte, 56 tonnellate di munizioni). I britannici, tramite le intercettazioni di “ULTRA”, sanno che il Corridoni, insieme ad Atropo, Bragadino e Zoea, è impiegato per trasportare rifornimenti a Derna, e deve passare per il punto 33°20’ N e 22°40’ E.
28 giugno 1942
Alle 11.30 viene avvistata una mina alla deriva in posizione 35°45' N e 20°11' E.
29 giugno 1942
Tra le 10.45 e le 11.05, una novantina di miglia a nordest di Derna, ventiquattro bombe esplodono a distanza di almeno mille metri dal Corridoni. A bordo non è stato rilevato alcun rumore di motori di navi, ragion per cui si ritiene che le bombe siano state lanciate da aerei.
Anche lo Zoea, in navigazione una cinquantina di miglia più ad ovest, avverte delle esplosioni in lontananza.
30 giugno 1942
Arriva a Derna alle 20.55 (20.30 per altra fonte).
3 luglio 1942
Sbarcato il carico, lascia Derna alle 20.10 diretto a Messina.
5 luglio 1942
Alle 5.30 viene ricevuto a bordo l’ordine di rimanere a levante del meridiano 22° Est fino a mezzogiorno, ma in quel momento il Corridoni si trova in posizione 03°26' N e 20°34' E, a 73 miglia di distanza, e dunque nell’impossibilità di giungere in tempo nella zona indicata.
7 luglio 1942
Arriva a Messina alle 13.10 dopo aver percorso 569,5 miglia.
Alle 15.35 riparte alla volta di Trapani, scortato dalla torpediniera Giuseppe Dezza fino a tre miglia a sud di Stromboli.
8 luglio 1942
Alle 12.35 vengono avvistati due piroscafi italiani, aventi rotta nord, scortati da un idrovolante CANT Z. 501; sembrano essere sotto attacco aereo, ed è visibile un’alta colonna di fumo.
Il Corridoni arriva a Trapani alle 17.13, dopo aver percorso 217,7 miglia.
13 luglio 1942
Uscita da Trapani per esercitazione, dalle 15.35 alle 17.12, al comando del tenente di vascello Armando Rosso. Percorse 13,22 miglia.
14 luglio 1942
Salpa da Trapani alle 13.15 (16.40 per altra fonte), al comando del tenente di vascello Armando Rosso, per trasportare a Tripoli 50 tonnellate di benzina avio in latte per la Regia Aeronautica. Lo scorta il dragamine RD 16, poi sostituito dalla torpediniera Centauro fino alle 21.10, dato il peggioramento delle condizioni meteomarine.
16 luglio 1942
Dopo essere passato per il punto convenzionale "V" (33°12' N e 12°56' E), alle 5.30 il Corridoni incontra un peschereccio requisito, mandatogli incontro da Tripoli, che lo pilota attraverso i campi minati. Arriva così a Tripoli alle 10.52 (10.30 per altra fonte), dopo aver percorso 449,7 miglia.
17 luglio 1942
Sbarcato il carburante, lascia Tripoli alle otto di sera (20.30 per altra fonte) per tornare a Trapani.
18 luglio 1942
Alle 15.36 viene avvistata una mina alla deriva, di fabbricazione italiana, a dodici miglia per 166° da Linosa.
19 luglio 1942
Arriva a Trapani a mezzogiorno (10.30 per altra fonte), dopo aver percorso 844,2 miglia.
24 luglio 1942
Esce da Trapani per esercitazione alle 15, al comando del tenente di vascello Rosso.
25 luglio 1942
Rientra a Trapani all’1.45, dopo aver percorso 27 miglia, e ne riparte alle 14.45 per trasferirsi a Messina.
27 luglio 1942
Arriva a Messina alle 6.09, dopo aver percorso 223,6 miglia.
5 agosto 1942
Salpa da Messina alle 18.20 (18.45 per altra fonte), al comando del tenente di vascello Armando Rosso, per trasportare a Derna 52 tonnellate di benzina in latte per il Regio Esercito e 70 tonnellate di munizioni.

Ennio Bartoli ed altri marinai a bordo del Corridoni (Coll. Augusto Bartoli, via www.gruspom.com)

6 agosto 1942
Alle 10.53 viene ordinata l’immersione in seguito all’avvistamento di un idrovolante britannico Short Sunderland.
Tornato in superficie, alle 16.10 il Corridoni avvista due aerei tedeschi a sei chilometri di distanza, coi quali scambia i segnali di riconoscimento.
8 agosto 1942
Arriva a Derna alle 20.50.
11 agosto 1942
Sbarcati i rifornimenti, lascia Derna alle 19.30 per tornare in Italia. Durante la navigazione di rientro dovrà svolgere un pattugliamento offensivo al largo di Malta.
14 agosto 1942
A mezzanotte deve lasciare la zona d’agguato avendo un solo motore diesel funzionante.
Avvista il Bragadin alle 15.57, a cinquemila metri di distanza, in posizione 37°18' N e 16°35' E.
15 agosto 1942
Arriva ad Augusta alle 7.45, dopo aver percorso 1291 miglia.
22 agosto 1942
Al comando del tenente di vascello Armando Rosso, il Corridoni salpa da Augusta alle 21.05 (21.40 per altra fonte), con a bordo 47,5 tonnellate di benzina in latte da trasportare a Tripoli.
25 agosto 1942
Alle 8.32, in posizione 33°30' N e 16°32' E, viene avvistato un periscopio a quattromila metri di distanza; per poco diviene visibile anche una torretta. Non risulta però che vi fossero altri sommergibili in zona.
26 agosto 1942
Allle 6.45 ed alle 7.35, a nord di Tripoli, vengono avvistati due aerei, il primo tedesco ed il secondo italiano; con entrambi vengono scambiati i segnali di riconoscimento.
Dopo una navigazione caratterizzata da malfunzionamenti sia della girobussola che della bussola magnetica, il Corridoni giunge a Tripoli alle 9.27 (8.40 per altra fonte).
30 agosto 1942
Lascia Tripoli alle 14.29, diretto a Taranto.
Alle 16.10, a nord di Tripoli, vengono avvistate la torpediniera Generale Antonino Cascino ed un piroscafo che questa sta scortando.
31 agosto 1942
A nord di Tripoli, il Corridoni avvista a più riprese delle mine vaganti: alle 8.13, alle 8.46, alle 8.54, alle 12.42 ed alle 14.45.
2 settembre 1942
Arriva a Taranto alle 16.40 (15.30 per altra fonte), dopo aver percorso 1260 miglia.
20 novembre 1942
Alle 15.15 (15.23 per altra fonte) il Corridoni, al comando del tenente di vascello Armando Rosso, salpa da Taranto per trasportare a Tripoli 55 tonnellate di provviste e benzina in latte.
21 novembre 1942
Alle 20.50 viene avvistata una mina alla deriva, in posizione 36°06' N e 18°30' E.
24 novembre 1942
Alle 2.15, in posizione 33°02' N e 14°16' E, viene avvistato a soli 600-700 metri un sommergibile classe Santarosa; vengono scambiati i segnali di riconoscimento, dai quali si apprende che si tratta del Ciro Menotti.
Alle 12.55 (9.20 per altra fonte) il Corridoni raggiunge Tripoli.
25 novembre 1942
Lascia Tripoli alle 14.30 (13 per altra fonte) per rientrare in Italia.
26 novembre 1942
Alle 11.09 un aereo si avvicina al sommergibile in posizione 33°02' N e 14°16' E; non essendo possibile identificarlo, alle 11.18 viene deciso precauzionalmente di immergersi. Alle 11.22 vengono sentite delle esplosioni poco lontane.
29 novembre 1942
Alle 15 (16.35 per altra fonte) il Corridoni arriva a Tranto, dopo aver percorso 567,3 miglia.
18 dicembre 1942
Salpa da Taranto alle 13.15 (14.40 per altra fonte), al comando del tenente di vascello Armando Rosso, per trasportare a Buerat el Hsum 22 tonnellate di munizioni (altra fonte parla di 46 tonnellate di benzina in latte, tre tonnellate di olio lubrificante e due tonnellate di viveri).
Successivamente la destinazione viene cambiata con Tripoli.
19 dicembre 1942
Il Corridoni riceve ordine di cercare i superstiti di un aereo tedesco abbattuto in posizione 36°00' N e 16°20' E. Giunto sul posto alle 20.37, non trova nessuno a causa della scarsa visibilità.
22 dicembre 1942
Arriva a Tripoli alle 13.05 (12.45 per altra fonte).
23 dicembre 1942
Lascia Tripoli alle 14 (13 per altra fonte) diretto a Taranto.
27 dicembre 1942
Arriva a Taranto alle 17.15 (16.30 per altra fonte), dopo aver percorso 1304,4 miglia senza eventi di rilievo.
17 gennaio 1943
Salpa da Taranto alle undici al comando del tenente di vascello Armando Rosso, per trasportare a Tripoli 18 tonnellate di munizioni e 41 di altri rifornimenti. Si tratta di una delle ultimissime missioni di rifornimento verso la capitale libica, che cadrà in mano britannica di lì a pochi giorni.
20 gennaio 1943
Alle 5.45, quando si trova in posizione 33°48' N e 16°04' E, il Corridoni riceve ordine di dirigersi verso il punto convenzionale n. 4.
21 gennaio 1943
Alle 12.30, essendo l’VIII Armata britannica ormai alle porte di Tripoli, il Corridoni riceve ordine di dirigere invece per Zuara.
Alle 20.22 nuovo cambio di programma: giunge a bordo l’ordine di rientrare alla base.
23 gennaio 1943
Proprio nel giorno in cui Tripoli viene occupata dall’armata di Montgomery, il Corridoni arriva ad Augusta alle 4.50, dopo aver percorso 990,7 miglia, con ancora a bordo i rifornimenti che non ha potuto consegnare.
8 marzo 1943
Al comando del tenente di vascello Rosso, il Corridoni lascia Augusta alle 17.30, diretto a Trapani.
9 marzo 1943
Alle 2.04, al largo di Cava d’Aliga sulla costa siciliana, il Corridoni passa inconsapevolmente a soli 450 metri a proravia del sommergibile britannico United (tenente di vascello John Charles Young Roxburgh), che tuttavia non lo attacca perché è incaricato di recuperare un gommone con due ufficiali britannici inviati il giorno precedente ad effettuare una ricognizione di una delle spiagge scelte per gli sbarchi dell’Operazione Husky, l’invasione angloamericana della Sicilia che avrà luogo di lì a quattro mesi: Roxburgh ha infatti ricevuto espresso ordine di astenersi da qualsiasi azione offensiva durante il recupero del drappello inviato in ricognizione.
10 marzo 1943
Arriva a Trapani alle 9.31 ed imbarca rifornimenti per il presidio di Lampedusa.
12 marzo 1943
Salpa da Trapani alle 17 diretto a Lampedusa.
14 marzo 1943
All’1.02, in posizione 35°31' N e 12°45' E, una piccola unità, forse un MAS, viene avvistata in condizioni di scarsa visibilità. Nell’impossibilità di identificarla con certezza, il Corridoni si allontana.
Alle 18.50 il sommergibile raggiunge Lampedusa e vi sbarca i rifornimenti, senza essere molestato da vari aerei che vengono frattanto avvistati.
16 marzo 1943
Lascia Lampedusa alle 3.10, diretto ad Augusta.
17 marzo 1943
Alle 12.55 una salva di bombe cade in mare nel punto 36°45' N e 16°00' E, a circa duecento metri dal Corridoni; non è stato avvistato nessun aereo, ma gli idrofoni captano rumore di macchine di navi. Altre bombe cadono alle 13.38, ma più lontane, tra i mille ed i duemila metri di distanza.
18 marzo 1943
Arriva ad Augusta alle 2.46, dopo aver percorso 780 miglia.
29 marzo 1943
Salpa da Augusta alle 18.16, al comando del tenente di vascello Rosso, per un’altra missione di trasporto con destinazione Lampedusa; a bordo ha 55 tonnellate di rifornimenti urgenti.
Alle 23.25, in posizione 37°08' N e 15°52' E, viene avvistato un sommergibile nemico, avente rotta 110° e velocità dieci nodi; quando la distanza è calata a soli cinquecento metri, essendo l’angolazione del Corridoni troppo acuta per lanciare i siluri con una ragionevole probabilità di successo, il comandante Rosso decide di allontanarsi ed immergersi per sicurezza a 40 metri di profondità.
Il sommergibile avversario era quasi certamente il britannico Unison (tenente di vascello Anthony Robert Daniell), in navigazione di rientro a Malta al termine di un pattugliamento.
1° aprile 1943
Arriva a Lampedusa alle 21.13.


Il Corridoni alla fonda a Lampedusa all’inizio dell’aprile 1943; è mimetizzato con vecchie reti da pesca per ostacolarne l’avvistamento da parte di eventuali aerei nemici (g.c. STORIA militare)


4 aprile 1943
Lascia Lampedusa alle 00.30 per fare ritorno ad Augusta.
7 aprile 1943
Arriva ad Augusta alle 2.38, dopo aver percorso 701 miglia.
8 aprile 1943
Lascia Augusta alle 19.46, sempre al comando del T.V. Rosso, per trasferirsi a Napoli.
10 aprile 1943
Arriva a Napoli alle 12.10, dopo aver percorso 295 miglia.
25 maggio-14 luglio 1943
In lavori a Napoli, sotto il comando – esclusivamente per questo periodo – del sottotenente di vascello Plinio Pagni, di 28 anni, da Livorno. Durante questi lavori vengono apportate alcune modifiche allo scafo, la più vistosa delle quali è l’eliminazione del “nasone” a prua.
Al termine dei lavori assume il comando il tenente di vascello Giandaniele Asquini, di 28 anni, da Udine: sarà l’ultimo comandante del Corridoni in tempo di guerra, nonché quello che ne terrà il comando più a lungo, fino al 14 settembre 1945.
14 luglio 1943
Al comando del tenente di vascello Giandaniele Asquini, il Corridoni esce da Napoli per esercitazione alle nove del mattino, facendovi ritorno quattro ore più tardi, dopo aver percorso 25,5 miglia.
16 luglio 1943
Altra uscita da Napoli per esercitazione, dalle 8.30 alle 16.15, al comando del tenente di vascello Giandaniele Asquini. Percorse 30,8 miglia.
17 luglio 1943
Lascia Napoli alle 18.45, al comando del tenente di vascello Giandaniele Asquini, per trasferirsi a Pozzuoli, dove giunge alle 20.30 dopo aver percorso dodici miglia.
22 luglio 1943
Uscita da Pozzuoli per esercitazione, dalle 9.15 alle 11.20, al comando del tenente di vascello Giandaniele Asquini. Percorse 13,2 miglia.
23 luglio 1943
Altra uscita da Pozzuoli per esercitazione, dalle 4.45 alle 14, sempre al comando del tenente di vascello Giandaniele Asquini. Percorse 20,3 miglia.
24 luglio 1943
Lascia Pozzuoli alle 3.45, al comando del tenente di vascello Giandaniele Asquini, per trasferirsi a La Maddalena.
25 luglio 1943
Arriva  La Maddalena alle 8.45, dopo aver percorso 223,8 miglia.
28 luglio 1943
Lascia La Maddalena alle 9.57, al comando del tenente di vascello Giandaniele Asquini, per trasferirsi a Cala Villamarina, dove giunge alle 10,55, dopo aver percorso 4,2 miglia.
31 luglio 1943
Lascia Cala Villamarina alle 9.57 diretto a Porto Palma, dove arriva alle 10.55, dopo aver percorso tre miglia.
1° agosto 1943
Uscita da Porto Palma per esercitazione, dalle otto alle 12.45, al comando del tenente di vascello Giandaniele Asquini. Percorse 25 miglia.
5 agosto 1943
Lascia Porto Palma alle 11.05 per trasferirsi a Mezzo Schifo, dove arriva alle 11.50, dopo aver percorso cinque miglia.
6 agosto 1943
Lascia Mezzo Schifo alle 18.20 per fare ritorno a Porto Palma, dove giunge alle 19.08.
7 agosto 1943
Riparte da Porto Palma alle 8.30 per tornare a Mezzo Schifo, dove arriva un’ora dopo, avendo percorso sei miglia.
8 agosto 1943
Di nuovo lascia Mezzo Schifo, alle 8.25, per tornare a Porto Palma, giungendovi alle 9.12.
13 agosto 1943
Uscita da Porto Palma per esercitazione, dalle 8.50 alle 11.35, al comando del tenente di vascello Asquini. Percorse 17 miglia.
20 agosto 1943
Uscita da Porto Palma per esercitazione, dalle 9 alle 11.35, al comando del tenente di vascello Asquini. Percorse 13 miglia.
29 agosto 1943
Salpa da Porto Palma alle 8.15 per trasferirsi a La Maddalena, dove arriva alle nove, dopo aver percorso quattro miglia.
7 settembre 1943
Lascia La Maddalena alle 8.15 per tornare a Porto Palma, dove arriva alle nove. Qui lo sorprenderà, la sera dell’8 settembre, la proclamazione dell’armistizio di Cassibile.
9 settembre 1943
In seguito all’annuncio dell’armistizio tra l’Italia e gli Alleati il Corridoni, sempre al comando del tenente di vascello Giandaniele Asquini, lascia Porto Palma alle 13.35, diretto verso sud (per altra fonte, verso La Spezia).
10 settembre 1943
All’1.05 il Corridoni viene avvistato in posizione 42°45' N e 09°54' E (venti miglia ad est di Bastia) dal sommergibile olandese Dolfijn (capitano di corvetta Henri Max Louis Frédéric Emile van Oostrom Soede). Il battello olandese avvista l’unità italiana verso proravia, con rotta nord, e nota che ha le luci di navigazione spente e non sembra adempiere alle disposizioni emanate via radio dal Comando in Capo del Mediterraneo in seguito all’armistizio. Avvicinandosi al Corridoni, gli uomini del Dolfijn rilevano comunque che non sembra intraprendere manovre ostili, e che la sagoma non è quella di un U-Boot tedesco; cercano senza successo di chiamarlo, finché van Oostrom Soede decide di speronarlo a poppa estrema, in modo da mettere fuori uso i timoni di profondità poppieri, impedendogli di immergersi e permettendo così di inviare a bordo un drappello d’ispezione. Così viene fatto, tenendo pronti al fuoco cannone e siluri, ed un gruppo di olandesi sale a bordo del Corridoni; il comandante Asquini viene invitato a bordo dell’unità olandese per  conferire con l’ex nemico. Qui spiega di non aver ricevuto la notizia dell’armistizio a causa del malfunzionamento della radio, e di essere fuggito da La Maddalena il mattino precedente perché i tedeschi stavano occupando quella base. Appreso che il sommergibile italiano è a corto di olio lubrificante (per altra fonte, di carburante) e non è pertanto in grado di raggiungere Bona, oltre ad essere impossibilitato ad immergersi perché la frettolosa partenza ha impedito di completare alcuni lavori di raddobbo in corso proprio a La Maddalena, l’olandese lo lascia proseguire per Portoferraio (per una fonte Asquini avrebbe suggerito di andare a Portoferrario e van Oostrom Soede lo avrebbe autorizzato a farlo dopo aver interpellato via radio il comando dell’8th Submarine Flottilla per chiedere ordini, giunti dopo alcune ore e passati quindi al Corridoni; per altra fonte sarebbe stato proprio il comandante del Dolfijn a dire ad Asquini di dirigere per Portoferraio per rifornirsi e poi per Bona), dove giunge alle 11.40, dopo aver percorso 204 miglia.
A Portoferraio convergono infatti tutte le siluranti ed i sommergibili provenienti dai porti dell’Alto Tirreno: oltre al Corridoni, le torpediniere Impavido ed Indomito (la prima delle quali ha a bordo gli ammiragli Aimone di Savoia-Aosta ed Amedeo Nomis di Pollone, rispettivamente ispettore generale dei MAS e comandante superiore delle siluranti) da Lerici, Ardente ed Animoso da Genova, Ariete, Antonio Mosto ed Ardimentoso da La Spezia, Fortunale, Calliope e Nicola Fabrizi da Pozzuoli, Aliseo, Ardito e Giacinto Carini da Bastia e le corvette Ape (già presente a Portoferraio all’annuncio dell’armistizio), Folaga (da La Spezia), Cormorano (da Bastia), Danaide e Minerva (da La Maddalena), nonché i sommergibili Axum (da Gaeta), H 1, H 2 e H 4 (tutti da Ajaccio), la motosilurante MS 55 (da Gaeta), i MAS 544 (da La Spezia) e 551 (da Lerici), due cannoniere (da La Spezia e da Genova), il rimorchiatore militare Porto Palo (da La Spezia), l’incrociatore ausiliario Filippo Grimani ed una decina di vedette antisommergibili provenienti da La Spezia. L’ammiraglio Nomis di Pollone, per ordine di Supermarina, assume il comando di questa eterogenea flottiglia, denominata Divisione siluranti.
Da Portoferraio la flottiglia proseguirà poi verso sud, con l’eccezione di Ardito (impossibilitata a proseguire per i danni subiti in un attacco tedesco a Bastia), Impavido (immobilizzata da un’avaria), Grimani, i due MAS (anch’essi immobilizzati da avarie), il Porto Palo ed alcune VAS.
11 settembre 1943
Alle 9.40 il Corridoni lascia Portoferraio per raggiungere Palermo, sotto controllo statunitense.

Il Corridoni (primo a sinistra) all’ormeggio a Sliema Creek a Malta a fine settembre 1943 (g.c. STORIA militare)

13 settembre 1943
Arriva a Palermo alle 7.15, dopo aver percorso 251,5 miglia. Qui le navi italiane provenienti dall’Isola d’Elba sostano per alcuni giorni, risultando un incomodo non da poco per i locali comandi statunitensi; il comandante della locale base della US Navy, capitano di vascello Leonard Doughty, annuncerà ai suoi superiori l’arrivo della flottiglia di Nomis di Pollone parafrasando sarcasticamente il messaggio inviato in precedenza dall’ammiraglio Andrew Browne Cunningham (capo di Stato Maggiore della Royal Navy e comandante in capo della Mediterranean Fleet britannica) relativamente all’arrivo a Malta della flotta da battaglia italiana in seguito all’armistizio (“Mi compiaccio di informare le loro signorie che la flotta italiana è all’ancora sotto i cannoni della fortezza di Malta”): “Mi compiaccio di informare le loro signorie che Palermo è sotto i cannoni di una flotta italiana”.
L’ammiraglio Cunningham ha già deciso di utilizzare le siluranti italiane per la scorta ai convogli Alleati nel Mediterraneo, in modo da liberare un eguale numero di siluranti angloamericane per altri impieghi; non avendo però ancora concordato tale collaborazione con l’ammiraglio Raffaele De Courten (capo di Stato Maggiore della Marina italiana) e non essendo del tutto certo della realizzabilità di un accordo del genere con l’ex nemico, decide per il momento di trasferire le navi di Nomis di Pollone a Malta (dove già è confluito, in base alle disposizioni armistiziali, il grosso della flotta italiana), dove potrà, nel peggiore dei casi, impossessarsene con la forza qualora non risultasse possibile raggiungere un accordo per il loro utilizzo.
Incontrati i due ammiragli italiani a bordo dell’Aliseo, il capitano di vascello Doughty e due suoi sottoposti organizzano il rifornimento delle navi italiane con provviste e medicinali, in modo da consentirne la prosecuzione verso Malta.
19 settembre 1943
Lascia Palermo alle 9.47 per trasferirsi a Malta, insieme ai sommergibili Axum, Nichelio, H 1, H 2 e H 4, nonché alle torpediniere Antonio Mosto, Aliseo, Animoso, Ardimentoso, Ariete, Indomito, Fortunale e Calliope, alle corvette Minerva, Danaide, Gabbiano, Ape e Cormorano, al cacciasommergibili ausiliario AS 121 Regina Elena, alle motosiluranti MS 35, MS 55 e MS 64 ed alle vedette antisommergibili VAS 201, VAS 204, VAS 224, VAS 233, VAS 237, VAS 240, VAS 241, VAS 246 e VAS 248.
20 settembre 1943
Arriva a Malta alle 18.54, dopo aver percorso 280 miglia, ormeggiandosi nell’ancoraggio di Fort Maddalena.
22 settembre 1943
I sommergibili italiani a Malta, precedentemente sparpagliati nei vari ormeggi dell’isola, vengono raggruppati in due gruppi, concentrati l’uno a Marsa Scirocco e l’altro a St. Paul’s Bay.
Lasciata Fort Maddalena alle 14.32, il Corridoni si trasferisce a St. Paul’s Bay, ad otto miglia di distanza, dove giunge alle 15.54. (Per altra fonte il Corridoni sarebbe invece stato assegnato al gruppo di Marsa Scirocco, insieme ad Atropo, AxumBandieraBragadinGiadaMareaNichelioSettembriniVortice, alle “dipendenze” della corazzata Giulio Cesare).
3 ottobre 1943
Lascia anche St. Paul’s Bay, alle 12.30, e si sposta a Marsa Muscetto, dove giunge alle 15, dopo aver percorso tredici miglia.
16 ottobre 1943
In seguito alla dichiarazione di guerra dell’Italia alla Germania, il Corridoni (sempre al comando del tenente di vascello Asquini) lascia Malta alle 8.45 per trasferirsi ad Haifa, insieme ai sommergibili Atropo, Zoea e Ciro Menotti; le quattro unità dovranno essere impiegate dalla base palestinese nel rifornimento della guarnigione dell’isola di Lero, assediata e bombardata incessantemente dalle forze tedesche, nonché nell’evacuazione dei feriti. La loro capacità di carico stimata è di 70 tonnellate di munizioni o 40 tonnellate di viveri.
Il rifornimento di Lero avviene in condizioni particolarmente difficili: la supremazia aerea tedesca è tale che le unità che trasportano i rifornimenti possono muoversi soltanto di notte, e devono fare in modo di trovarsi al di fuori del raggio d’azione della Luftwaffe entro l’alba. Impossibile usare navi mercantili; tutto dev’essere trasportato da cacciatorpediniere, caicchi, imbarcazioni minori, che però possono trasportare solo quantità limitate di rifornimenti. Diverse unità cadono vittime degli attacchi aerei tedeschi. Neanche un ponte aereo è ipotizzabile, essendo disponibili pochi velivoli da trasporto. Considerata la situazione, i sommergibili sembrano dunque il mezzo più adeguato per trasportare rifornimenti a Lero in condizioni di ragionevole sicurezza; oltre ai battelli italiani, sono adibiti al rifornimento di Lero anche i sommergibili britannici Severn e Rorqual. L’impiego dei sei sommergibili per il rifornimenti di Lero è stato autorizzato durante una riunione dei comandanti in capo delle forze Alleate nel Medio Oriente, alla presenza del primo lord del mare e del segretario agli Affari Esteri del Regno Unito; la richiesta al Comando della Regia Marina di mettere a disposizione dei sommergibili per missioni di trasporto è stata avanzata dagli Alleati il 13 ottobre, giorno della dichiarazione di guerra italiana alla Germania.
A proposito dell’impiego dei sommergibili per il rifornimento di Lero, la storia ufficiale dell’USMM scrive: «Fu deciso allora dagli Alleati di ricorrere ai sommergibili utilizzando due smg. inglesi ed alcuni smg. italiani che avrebbero stabilito la loro base ad Haifa. (…) Un capitano di fregata inglese (E. H. B. Baker), che aveva le funzioni del grado superiore e che risiedeva a Lero nella posizione di S. N. O. (Senior Naval Officer), prendeva gli accordi e dava le disposizioni per l’attracco delle unità in località che venivano di volta in volta e spesso improvvisamente cambiate, secondo le precauzioni che venivano prese in base alle condizioni di luce, ed alla necessità di eludere i possibili informatori. Le operazioni di sbarco dovevano naturalmente essere svolte con la massima rapidità, in pochissimoe ore, ed era compito della nostra base navale far trovare pronta sul posto l’organizzazione necessaria. (…) L’apporto effettivo dei smg. ai rifornimenti non fu naturalmente di grande importanza, data la loro naturale scarsa capacità di trasporto. Portarono munizioni, benzina, materiali vari ed anche cannoni Bofors rizzati in coperta. Grande fu invece l’apporto morale che le visite notturne dei smg. italiani diedero ai difensori di Lero per la soddisfazione ed il prestigio che ad essi derivava da questa attività militare italiana. Essa infatti si svolgeva senza particolare controllo inglese (salvo un rappresentante degli Alleati per il servizio delle comunicazioni), pur essendo i smg. in pieno assetto di guerra e pronti a combattere durante la traversata, che veniva, in buona parte, eseguita con navigazione occulta». Le operazioni di scarico devono essere eseguite di notte, perché soltanto col buio la Luftwaffe sospende i suoi continui attacchi aerei.
21 ottobre 1943
Arriva ad Haifa alle 10.10, dopo aver percorso 1084 miglia.
Nella base palestinese è stato costituito il Comando Superiore Navale Italiano del Levante (Maricosulev Haifa), con un Gruppo Sommergibili del Levante (Grupsom Levante), al comando del capitano di fregata Carlo Liannazza; i sommergibili del Gruppo sono alle dipendenze della 1st Submarine Flotilla della Royal Navy. Le loro operazioni vengono coordinate con il Senior Submarine Officer Levant Area, Haifa, che ne emana gli ordini di operazione per le singole missioni.
A partire dal 26 ottobre, i quattro sommergibili italiani partiranno da Haifa ad intervalli regolari, trasportando 45 tonnellate di rifornimenti ad ogni viaggio. Tutti i viaggi si concluderanno felicemente.
26 ottobre 1943
Sempre al comando del tenente di vascello Asquini, il Corridoni salpa da Haifa alle 00.30 per trasportare rifornimenti a Lero.
28 ottobre 1943
Immersione rapida in seguito all’avvistamento, alle 23.25 (nel Canale di Caso), di una piccola nave scorta con rotta 140° e velocità dieci nodi.
30 ottobre 1943
Arriva a Portolago (Lero) all’una di notte e ne riparte alle 6.30, dopo aver sbarcato i materiali ed imbarcato cinque uomini della Royal Air Force diretti ad Haifa.
1° novembre 1943
Alle 7.18 vengono avvistati tre cacciatorpediniere britannici, coi quali vengono scambiati i segnali di riconoscimento.
2 novembre 1943
Arriva ad Haifa alle 22.20, dopo aver percorso 1229,5 miglia.
30 novembre 1943
Caduta Lero, alle 15.30 il Corridoni, sempre al comando del T.V. Giandaniele Asquini, lascia Haifa per iniziare il viaggio di ritorno in Italia, da effettuare in più tappe, insieme al Bragadin ed alla nave appoggio Lazzaro Mocenigo, con la scorta dei cacciatorpediniere Grecale e Nicoloso Da Recco (altra fonte parla del solo Grecale).
2 dicembre 1943
Arriva ad Alessandria d’Egitto, primo scalo intermedio, alle 15.30, dopo aver percorso 357 miglia. Le unità si mettono alla fonda.
6 dicembre 1943
Lascia Alessandria alle nove del mattino (per altra fonte, invece, alle 16.30), insieme al Bragadin, adesso a rimorchio della Mocenigo per via di gravi avarie (per altra fonte sarebbe stato a rimorchio fin dalla partenza da Haifa, per lo stesso motivo), e con la scorta di Grecale e Da Recco.
8 dicembre 1943
In seguito alla rottura del cavo di rimorchio e ad un’avaria al timone del Bragadin, avvenuta al largo di Tobruk, la formazione viene dirottata verso tale porto, dove arriva alle 11.40 (per altra fonte, alle 15.30).
9 dicembre 1943
Lascia Tobruk alle 11.02 per rientrare finalmente in Italia.
14 dicembre 1943
Arriva a Taranto alle 11.40, dopo aver percorso complessivamente 1161,5 miglia dalla partenza da Alessandria.
Segue un periodo di lavori a Taranto.
9 febbraio 1944
Completati i lavori, il Corridoni salpa da Taranto alle 8.06 per prove in mare, svolte ancora una volta sotto il comando del tenente di vascello Asquini. Rientra in porto alle 14.02, dopo aver percorso 27 miglia.
13 febbraio 1944
Il Corridoni rimane danneggiato mentre esce dal bacino, il che lo costringe ad entrarvi nuovamente per le necessarie riparazioni.
17 febbraio 1944
Uscita da Taranto per prove in mare, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.32 alle 12.40. Percorse 34 miglia.
19 marzo 1944
Altra uscita da Taranto per prove in mare, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.30 alle 15.15. Percorse 23 miglia.
29 marzo 1944
Lascia Taranto alle 14.45 per trasferirsi ad Augusta, al comando del T.V. Asquini, navigando insieme al sommergibile Giada (tenente di vascello Mario Barazzuoli).
31 marzo 1944
Arriva ad Augusta alle undici, dopo aver percorso 255 miglia.
1° aprile 1944
Lascia Augusta alle 5.46, diretto a Suez, al comando del T.V. Asquini. Naviga insieme al sommergibile Giada ed al convoglio britannico KMS 45; deve trasferirsi in Mar Rosso, dove sarà impiegato in esercitazioni antisommergibili con unità della Royal Navy, ricevendo dai britannici la matricola temporanea N 55.
6 aprile 1944
Arriva a Suez alle 18.45, dopo aver percorso 1137 miglia.
8 aprile 1944
Lascia Suez alle 16.20 diretto a Massaua.
13 aprile 1944
Arriva a Massaua alle 18.08, dopo aver percorso 984,5 miglia.
24 aprile 1944
Lascia Massaua alle 9.10 diretto ad Aden, dove arriva alle 14.10, dopo aver percorso 444,5 miglia.
7 maggio 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 12.23 alle 18.57. Percorse 35 miglia.
8-9 maggio 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle otto dell’8 alle 8.55 del 9. Percorse 151 miglia.
11 maggio 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.07 alle 17.52. Percorse 51 miglia.
13 maggio 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.08 alle 18.45. Percorse 51 miglia.
15 maggio 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.05 alle 18.06. Percorse 43,5 miglia.
19 maggio 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 9 alle 16.43. Percorse 219 miglia.

(Coll. Maurizio Brescia, via www.associazione-venus.it)

25 maggio 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.02 alle 18.31. Percorse 42 miglia.
14 giugno 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.58 alle 15.52. Percorse 48 miglia.
16 giugno 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.10 alle 18.30. Percorse 55 miglia.
18 giugno 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 9.28 alle 16.07. Percorse 46 miglia.
19 giugno 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.59 alle 18.38. Percorse 51 miglia.
21-22 giugno 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.12 del 21 alle 17.46 del 22. Percorse 229,5 miglia.
26 giugno 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.04 alle 15.50. Percorse 46 miglia.
1° luglio 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.56 alle 17.48. Percorse 48,5 miglia.
6 luglio 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.06 alle 18.15. Percorse 54,5 miglia.
21 luglio 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.02 alle 19.05. Percorse 44 miglia.
24 luglio 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.36 alle 18.35. Percorse 45 miglia.
26 luglio 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.52 alle 16.05. Percorse 43 miglia.
31 luglio 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.10 alle 17.40. Percorse 42,5 miglia.

(da “Preparazione e criteri d’impiego dei sommergibili italiani nella seconda guerra mondiale” di Riccardo Nassigh, su “Rivista Italiana di Difesa” n. 1 del gennaio 1984, via www.betasom.it)

25 settembre 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.08 alle 17.28. Percorse 37 miglia.
2 ottobre 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.33 alle 18.04. Percorse 30 miglia.
9 ottobre 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle otto alle 18.05. Percorse 36 miglia.
13 ottobre 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.08 alle 11.43. Percorse 21 miglia.
17 ottobre 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.30 alle 17.54. Percorse 37,5 miglia.
18 ottobre 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.55 alle 16.45. Percorse 37 miglia.
19 ottobre 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.50 alle 15.10. Percorse 35 miglia.
22 ottobre 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 9.08 alle 17.49. Percorse 34,5 miglia.
23 ottobre 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.01 alle 17.15. Percorse 36,5 miglia.
25 ottobre 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.57 alle 18.20. Percorse 35 miglia.
28 ottobre 1944
Uscita per esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.56 alle 22.45. Percorse 80 miglia.
15 novembre 1944
Sempre al comando del tenente di vascello Asquini, il Corridoni lascia Aden alle 9.24 per trasferirsi a Massaua. Fino alle 5.35 del 17 lo scorta la cannoniera HMS Biglieri, già italiana Giuseppe Biglieri autoaffondata a Massaua alla caduta di quel porto in mano britannica, tre anni e mezzo prima, e successivamente recuperata e rimessa in servizio dai britannici.
17 novembre 1944
Arriva a Massaua alle 17.20, dopo aver percorso 429,5 miglia.

(g.c. Marcello Risolo, via www.naviearmatori.net)

8 gennaio 1945
Uscita da Massaua per prove in mare, dalle 9 alle 12.55. Percorse 24 miglia.
14 gennaio 1945
Lascia Massaua alle 8.05, al comando del T.V. Asquini, per trasferirsi ad Aden.
16 gennaio 1945
Arriva ad Aden alle 17.46, dopo aver percorso 427 miglia.
25-26 gennaio 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 15.22 del 25 alle 11.42 del 26. Percorse 148 miglia.
27-28 gennaio 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 15.08 del 27 alle 9 del 28. Percorse 122 miglia.
30 gennaio 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.16 alle 18.13. Percorse 37 miglia.
1° febbraio 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.53 alle 19.20. Percorse 28 miglia.
5 febbraio 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.08 alle 17.04. Percorse 35 miglia.
7 febbraio 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.03 alle 17.08. Percorse 50,8 miglia.
9 febbraio 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.59 alle 16.05. Percorse 56,3 miglia.
10 febbraio 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.09 alle 17.15. Percorse 35,5 miglia.
15 febbraio 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.08 alle 17.40. Percorse 35 miglia.
16-17 febbraio 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 15.02 del 16 alle 17.01 del 17. Percorse 167 miglia.
20-21 febbraio 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.20 del 20 alle 00.02 del 21. Percorse 88,5 miglia.
22-23 febbraio 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 15 del 22 alle 8.18 del 23. Percorse 118 miglia.
2-3 marzo 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 15.23 del 2 alle 8.23 del 3. Percorse 131 miglia.

5-6 marzo 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 2.27 del 5 alle 7.39 del 6. Percorse 152,3 miglia.
19-20 marzo 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.15 del 19 alle 8.47 del 20. Percorse 125,1 miglia.
22 marzo 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 10.27 alle 18. Percorse 39,3 miglia.
9-10 aprile 1945
Uscita da Aden per esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 15.01 del 9 alle 8.18 del 10. Percorse 112,7 miglia.
7 maggio 1945
Con la guerra in Europa ormai agli sgoccioli, il Corridoni, sempre al comando del tenente di vascello Asquini, lascia Aden alle 17.45 per iniziare il viaggio di ritorno in Italia.
14 maggio 1945
Arriva a Suez alle 18.10, dopo aver percorso 1330,2 miglia.
15 maggio 1945
Lascia Suez alle 6.25 per Port Said, dove giunge alle 18.05 dopo aver percorso 86 miglia.
16 maggio 1945
Lascia Port Said alle 15.15 diretto a Taranto.
22 maggio 1945
Arriva a Taranto alle 9.15, dopo aver percorso 1002 miglia. La guerra del Corridoni è finita, e di fatto anche la sua vita operativa; rimarrà inattivo a Taranto fino alla radiazione.
1° febbraio 1948
Radiato dai quadri del naviglio militare, in base alle disposizioni del trattato di pace. Successivamente demolito.
 
Il Corridoni in disarmo a Taranto nell’agosto 1947 (g.c. STORIA militare)


Il Filippo Corridoni su Uboat.net
La classe Bragadin su Betasom
Regio Sommergibile Corridoni, su Grupsom
Filmato del varo del Corridoni
I sommergibili italiani dal settembre 1943 al dicembre 1945
Submarine supplies to North Africa, May to November 1941
Il sommergibile olandese Dolfijn
The History of the British U-class Submarine
Il Dolfijn su Uboat.net
Spoils of War: The Fate of Enemy Fleets after the Two World Wars