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La MZ 702 in allestimento insieme ad altre unità della classe (Museo della Cantieristica di Monfalcone) |
Motozattera della prima serie della
classe MZ, tipo "MZ-A", unità derivate dalle
Marinefährprahme tedesche e costruite in vista del mai attuato
sbarco a Malta. Lunga 47 metri e larga 6,50, con un pescaggio di un
metro se scarica e 1,40 a pieno carico, dislocamento di 140
tonnellate a vuoto, 174 in carico normale e 239 a pieno carico
(poteva caricare 65 tonnellate di materiali, compreso un carro armato
da 13 tonnellate).
Propulsa da tre motori diesel delle Officine Meccaniche di Milano, della potenza complessiva di 450 CV; velocità massima undici nodi, autonomia di 1450 miglia a 8 nodi e 800 a 11 nodi. Armata con un cannone da 76/40 mm e due mitragliere da 20/70 mm.
Propulsa da tre motori diesel delle Officine Meccaniche di Milano, della potenza complessiva di 450 CV; velocità massima undici nodi, autonomia di 1450 miglia a 8 nodi e 800 a 11 nodi. Armata con un cannone da 76/40 mm e due mitragliere da 20/70 mm.
Breve e parziale cronologia.
Marzo 1942
Impostazione presso i Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Monfalcone (numero di costruzione 1354).
20 maggio 1942
Varo presso i Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Monfalcone.
3 giugno 1942
Entrata in servizio.
21 luglio 1942
Parte da Brindisi alle sei del mattino per trasferirsi in Africa, insieme alle gemelle MZ 701, MZ 704, MZ 708, MZ 714, MZ 720, MZ 752 e MZ 754. In tutto, le otto piccole unità trasportano 397 tonnellate di rifornimenti (54 tonnellate di materiali vari, 30,7 di munizioni, 4,3 di pezzi di ricambio per automezzi, venti carri armati ed un trattore); le scorta nella traversata la torpediniera Castore. Si tratta del terzo gruppo di motozattere a trasferirsi in Africa, dove saranno impiegate nel trasporto di rifornimenti lungo le rotte costiere dai porti dove giungono le navi di maggior tonnellaggio agli approdi situati in prossimità della linea del fronte, dove queste non possono scaricare per mancanza di adeguate attrezzature e fondali sufficientemente profondi.
30 luglio 1942
Dopo varie soste lungo il percorso, la Castore ed il convoglio delle motozattere giungono a Tobruk alle 14.
Epilogo in Libia
Alle 16.30 del 17 gennaio 1943 la MZ 702, al comando del sottotenente di vascello Aldo Maresca, partì da Palermo insieme alla gemella MZ 725 (aspirante guardiamarina Mario Cavaliere) per trasportare a Tripoli un carico di benzina. La capitale libica era in via di sgombero dinanzi all'avanzata dell'VIII Armata britannica di Montgomery, che l'avrebbe presa di lì a sei giorni; le navi di maggiore tonnellaggio avevano smesso di partire per la Tripolitania ormai da settimane. Probabilmente la benzina trasportata dalle due motozattere era destinata ad automezzi fermi a Tripoli e che dovevano proseguire la ritirata via terra verso la Tunisia, diversamente non appare comprensibile il loro invio in una città già data per persa e prossima alla caduta.
Ad ogni modo, le due piccole unità a Tripoli non ci sarebbero mai arrivate. Per tre giorni la navigazione procedette regolarmente, ma il 20 gennaio, quando erano già all'altezza di Tripoli, le due motozattere ricevettero invece ordine di invertire la rotta e dirigere su Sfax, in Tunisia. Qui si unirono ad un convoglio diretto a Susa (il 23 gennaio la MZ 702 risulterebbe aver tentato di prendere a rimorchio i mezzi da sbarco tedeschi L 211 e L 258, salvo rinunciare perché troppo pesanti), da dove poi fecero ritorno a Sfax. Dopo essersi rifornite in quel sorgitore, MZ 702 e MZ 725 salparono alla volta di Gabes, dove il 25 gennaio scaricarono la benzina che trasportavano, per poi ripartire il giorno seguente alla volta di Zuara, ultima città libica ancora in mano italiana dopo che Tripoli era caduta tre giorni prima (il volume "Navi militari perdute" dell'Ufficio Storico della Marina Militare scrive che le due motozattere furono mandate a Zuara "nel corso delle operazioni di abbandono della Tripolitania", il che induce a ritenere che dovessero imbarcare truppe o materiale da evacuare via mare).
Alle nove del mattino del 27 gennaio le due motozattere superarono Zarzis, sulla costa tunisina, ed alle 11.30, ad una trentina di chilometri da Zuara, vennero attaccate da una decina di caccia Curtiss P-40 australiani, che colpirono la MZ 702 con spezzoni e raffiche di mitragliera. La piccola unità reagì con tutte le armi di bordo; dopo circa un'ora di attacchi gli aerei se ne andarono, e la motozattera invertì la rotta dirigendo verso la costa, ma strada facendo venne nuovamente attaccata a più riprese e colpita ancora. Giunta a duecento metri dalla riva, la MZ 702 si arenò con vari locali allagati ed un incendio in sala macchine presso la spiaggia di Ras Meshref (altra fonte parla della località di Pisida, quindici miglia ad ovest di Zuara); era l'una circa del pomeriggio.
Terminato l'attacco, l'equipaggio mise a mare i battellini, coi quali raggiunse la terra.
La MZ 725 ebbe analoga sorte.
Dell'equipaggio della MZ 702 aveva perso la vita nell'attacco il marinaio cannoniere ordinario Erasmo Pagano, di 21 anni, da Capaci.
Il marinaio cannoniere ordinario Salvatore Aliberti, addetto all'otturatore del cannone da 76/40 mm della MZ 702, concludeva così la sua relazione sull'accaduto: «Il contegno del personale durante l'attacco e nell'opera di salvataggio è stato calmo. Non ho visto compiere atti di valore».
Dopo aver sabotato la motozattera per evitare che cadesse intatta in mano dei britannici che di lì a poco sarebbero arrivati, i naufraghi si incamminarono verso Ben Gardan, dove giunsero il mattino del 28 gennaio. Da qui raggiunsero Gabes e poi Sfax, da dove furono rimpatriati per via aerea atterrando all'aeroporto di Castelvetrano, salvo alcuni che, rimasti indietro durante la marcia tra Libia e Tunisia, erano stati catturati dai britannici.
A mezzogiorno del 29 gennaio 1943, durante la ritirata delle ultime truppe dell'Asse dalla Libia, il tenente di vascello Krüger, responsabile del Seetransportstelle Zuara, trovò i relitti della MZ 702 e della MZ 725 presso il chilometro 18 della strada costiera, a ridosso di una laguna vicino alla località di Bengadane. Le due motozattere erano incagliate ad un centinaio di metri dalla spiaggia; i loro locali macchine erano bruciati e stive e doppifondi erano allagati. Krüger decise di procedere alla loro distruzione per evitare un possibile recupero da parte britannica: genieri italiani e tedeschi piazzarono cariche di 50 kg di esplosivo nel deposito munizioni di ciascuna motozattera, che fecero poi brillare alle sei di quella sera, riducendo le due piccole unità a rottami inutilizzabili.
La MZ 702 sul sito della Marina Militare
La MZ 702 sull'Historisches Marinearchiv
La MZ 702 sul sito del Museo della Cantieristica di Monfalcone
Le motozattere su Navypedia
L'attacco aereo contro la MZ 702 sull'Historisches Marinearchiv
La distruzione della MZ 702 sull'Historisches Marinearchiv
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