All'atto dell'armistizio, l'8 settembre 1943, decine di navi da guerra di ogni tipo e dimensione si trovavano in costruzione nei cantieri di tutta Italia: alcune appena impostate, altre quasi ultimate; tutte, tranne le poche in costruzione a Taranto, caddero in mano tedesca. Una parte di queste non venne mai ultimata e finì demolita sullo scalo, molte altre vennero completate per la Kriegsmarine, andando successivamente perdute sotto quella bandiera.
Numerose unità, soprattutto corvette classe Gabbiano e torpediniere classe Ariete, erano già state varate ed erano in fase di allestimento; alcune di esse, ormai prossime all'entrata in servizio con già l'equipaggio a bordo, tentarono senza successo di partire per il sud o vennero coinvolte nei combattimenti scoppiati tra italiani e tedeschi, con morti, feriti e prigionieri tra gli equipaggi. Di seguito sono elencate, in ordine alfabetico, le navi che all'8 settembre erano in allestimento e che andarono perdute prima di poter entrare in servizio, escludendo quelle che, pur già varate, erano poco più che scafi ancor molto lontani dal completamento (la corazzata Impero, gli incrociatori antiaerei Etna e Vesuvio, parte degli incrociatori leggeri classe Capitani Romani):
Alce
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata nei cantieri Odero Terni Orlando di Livorno il 27 maggio 1942, varata il 5 dicembre 1942. All'armistizio era in allestimento a Livorno (i lavori, nel cantiere ad operatività ridotta dal bombardamento del 28 maggio 1943, erano stati temporaneamente sospesi per dare la precedenza alle riparazioni della gemella Camoscio) e qui il 9 settembre 1943 fu catturata dai tedeschi, che la ribattezzarono UJ 6084, assegnandola alla 6. Sicherungsflottille. L'8 gennaio 1944 lasciò Livorno a rimorchio del rimorchiatore Vesuvio, giungendo il 12 gennaio a Genova per esservi completata. Effettuò le prove in mare nel giugno 1944 ed entrò in servizio nella Kriegsmarine in luglio. Il 15 agosto 1944 urtò una mina al largo di Tolone e venne portata ad arenare su bassifondali nel porto commerciale. Qui fu trovata affondata alla fine della guerra, spezzata in due (probabilmente per bombardamento aereo); recuperata e demolita nel 1946. Per altra fonte non sarebbe mai stata completata, venendo autoaffondata a Genova il 24 aprile 1945.
Arturo
Torpediniera classe Ariete (dislocamento 1127 tonnellate). Impostata nei cantieri Ansaldo di Genova il 15 luglio 1942, varata il 27 marzo 1943. Il 20 agosto eseguì le prove in mare a tutta forza, raggiungendo 29,5 nodi. All'armistizio era in allestimento inoltrato, praticamente pronta alla consegna, ed il 9 settembre 1943 venne catturata in cantiere dai tedeschi, che la completarono col nome di TA 24, ponendola in servizio il 4 ottobre 1943; assegnata alla 11. Sicherungs-Division. Fu affondata il 18 marzo 1945 dai cacciatorpediniere britannici Meteor e Lookout, durante una missione di posa di mine nel Golfo di Genova insieme alla TA 29 ex Eridano (battaglia del Mar Ligure), con la morte di 30 uomini dell'equipaggio.
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| L'Arturo in una foto scattata il 23 agosto 1943 (g.c. Giorgio Parodi, via www.naviearmatori.net) |
Auriga
Torpediniera classe Ariete (dislocamento 1127 tonnellate). Impostata nei cantieri Ansaldo di Genova il 15 luglio 1942, varata il 1º aprile 1943. All'armistizio era in allestimento inoltrato ed il 9 settembre 1943 venne catturata in cantiere dai tedeschi, che la completarono col nome di TA 27, ponendola in servizio il 28 dicembre 1943. Affondata a Portoferraio da bombardamento aereo il 9 giugno 1944.
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| L'Auriga nella tarda estate del 1943 (g.c. Carlo Di Nitto, via La Voce del Marinaio) |
Calabrone
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata il 1º ottobre 1942 nei cantieri Navalmeccanica di Castellammare di Stabia, varata il 27 giugno 1943. All'armistizio era in allestimento nei cantieri di Castellammare e qui fu catturata dai tedeschi il 13 settembre 1943 al termine dei combattimenti. Non potendola rimorchiare altrove, i tedeschi la autoaffondarono il 17 settembre 1943; recuperata e demolita nel 1947.
Capriolo
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata nei cantieri Odero Terni Orlando di Livorno il 3 giugno 1942, varata il 5 dicembre 1942. All'armistizio era in bacino a Livorno nella fase finale dell'allestimento, al comando del tenente di vascello Giulio Contesso; non essendo la nave in grado di prendere il mare, questi ricevette l'ordine di smontare le pompe di iniezione dei motori di propulsione, per renderla inservibile. Il 9 settembre 1943 la Capriolo fu catturata in cantiere dai tedeschi, che la ribattezzarono UJ 6081, assegnandola alla 6. Sicherungsflottille. L'8 gennaio 1944 lasciò Livorno a rimorchio del rimorchiatore Tebessa, giungendo il 12 gennaio a Genova per esservi completata; entrò in servizio nella Kriegsmarine nel luglio 1944. Il 17 agosto 1944 venne affondata in combattimento dal cacciatorpediniere statunitense Endicott nel golfo di La Ciotat (battaglia di La Ciotat); 99 sopravvissuti. Per altra fonte non sarebbe mai stata completata, venendo autoaffondata a Genova il 24 aprile 1945.
Caduti:
Guglielmo Marussi, marinaio, deceduto in territorio metropolitano il 17.11.1943
Francesco Andrusiani, marinaio elettricista, deceduto in prigionia in Germania il 13.9.1944
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La Capriolo in allestimento in una foto di Aldo Fraccaroli datata 5 maggio 1943 (g.c. Marcello Risolo, via www.naviearmatori.net) |
Carabina
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata il 28 settembre 1942 nei cantieri Breda di Porto Marghera, varata il 31 agosto 1943. Catturata in cantiere dai tedeschi l'11 settembre 1943, mentre era in allestimento, e ribattezzata UJ 207, venne rimorchiata a Venezia per esservi completata ma fu qui affondata ancora incompleta da un bombardamento aereo nel febbraio 1944 (oppure il 30 marzo dello stesso anno). Recuperata il 13 dicembre 1950 e demolita; i motori vennero recuperati e riutilizzati.
Cicala
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata il 30 settembre 1942 nei cantieri Navalmeccanica di Castellammare di Stabia, varata il 27 giugno 1943. Danneggiata durante l’allestimento dal bombardamento navale britannico di Castellammare di Stabia, il 10 agosto 1943. All'armistizio era in allestimento nei cantieri di Castellammare e qui fu catturata dai tedeschi il 13 settembre 1943 al termine dei combattimenti. Non potendola rimorchiare altrove, i tedeschi la autoaffondarono il 17 settembre 1943; recuperata il 23 novembre 1951 e venduta per demolizione il 23 novembre 1953.
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La Cicala in allestimento (g.c. Marcello Risolo, via www.naviearmatori.net) |
Colubrina
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata il 14 marzo 1942 nei cantieri Breda di Porto Marghera, varata il 7 dicembre 1942. All'armistizio era a Venezia al termine dell'allestimento, ma non ancora in grado di prendere il mare; tentò di salpare ugualmente per il sud ma non riuscendovi, venne abbandonata e sabotata. Catturata dai tedeschi l'11 settembre 1943 nel porto di Venezia, venne ribattezzata UJ 205, entrando in servizio nella Kriegsmarine il 14 gennaio 1944. Affondata da attacco aereo a Sebenico il 28 marzo 1944.
Caduti:
Walter Dal Parte, marinaio, disperso il 9.9.1943
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La Colubrina sotto bandiera tedesca, come UJ 205 (g.c. Marco Ghiglino) |
Corsaro (II), ex Squadrista
Cacciatorpediniere classe Soldati, seconda serie (dislocamento 2460 tonnellate). Impostato nei cantieri Odero Terni Orlando di Livorno il 4 settembre 1941, varato come Squadrista il 12 settembre 1942. Ribattezzato Corsaro (II) il 30 luglio 1943, in seguito alla caduta del regime fascista, assumendo il nome di un'unità gemella andata perduta qualche mese prima. All'armistizio si trovava ormeggiato alla banchina allestimento dei cantieri di Livorno, al comando del capitano di fregata Giovanni Onnis e in allestimento quasi ultimato (lavori completati al 96 %); mancava però di munizioni ed essendo in corso di rimontaggio di parti meccaniche, era pronto a muovere soltanto in due giorni. All'1.30 del 9 settembre 1943 il Corsaro rinforzò il servizio armato allo scalandrone in previsione di possibili colpi di mano tedeschi; questo timore si concretizzò un'ora e mezzo più tardi, quando un reparto motorizzato tedesco irruppe nel cantieri sopraffacendo le sentinelle ed aprendo il fuoco con mitragliatrici sulle banchine e sulle navi ormeggiate, uccidendo un operaio, ferendo alcuni marinai e catturando in breve tempo tutte le navi. Il tenente di vascello Giorgio Zanardi tentò di opporre resistenza all'abbordaggio del Corsaro, ma venne sopraffatto e catturato insieme al resto dell'equipaggio. Il personale italiano venne disarmato e poi rilasciato in serata (il TV Zanardi raggiunse Roma e divenne agente del SIS, attraversando più volte le linee e ricevendo una MAVM). Nel novembre 1943 il Corsaro (II) venne rimorchiato a Genova, dove i lavori per completare l'allestimento, sospesi in previsione di un progetto mai attuato di conversione in nave guida-caccia, ripresero nel giugno 1944; ribattezzato TA 33 dalla Kriegsmarine, il cacciatorpediniere iniziò le prove in mare, ma prima di entrare in servizio fu affondato a Genova da un bombardamento aereo il 4 settembre 1944, con 14 morti tra l'equipaggio. Il relitto fu recuperato nel giugno 1946 e demolito.
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Lo Squadrista (Coll. Aldo Fraccaroli, via Coll. Luigi Accorsi e www.associazione-venus.it) |
Daga
Torpediniera classe Ariete (dislocamento 1127 tonnellate). Impostata nei Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Trieste il 9 gennaio 1943, varata il 15 luglio 1943. Catturata in allestimento dai tedeschi il 10 settembre 1943 e completata per la Kriegsmarine come TA 39, entrando in servizio il 27 marzo 1944. Autoaffondata nel Golfo di Salonicco il 16 ottobre 1944, in seguito ai danni riportati nell'urto contro una mina.
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La Daga sotto bandiera tedesca, come TA 39 (g.c. STORIA militare) |
Dragone
Torpediniera classe Ariete (dislocamento 1127 tonnellate). Impostata nei cantieri Ansaldo di Genova il 15 luglio 1942, varata il 14 agosto 1943. Catturata in allestimento in cantiere dai tedeschi il 9 settembre 1943 e completata per la Kriegsmarine come TA 30, entrando in servizio il 15 aprile 1944. Affondata al largo di La Spezia il 15 giugno 1944 dalle motosiluranti statunitensi PT 552, PT 558 e PT 559.
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La Dragone il 23 agosto 1943 (g.c. Giorgio Parodi, via www.naviearmatori.net) |
Egeria
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata il 15 febbraio 1943 nei Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Monfalcone e varata il 3 luglio 1943. All'armistizio era in allestimento nei CRDA di Monfalcone e fu sabotata dall'equipaggio, per poi essere catturata il 10 settembre 1943 dai tedeschi, che la ribattezzarono UJ 201, ponendola in servizio nella Kriegsmarine il 28 gennaio 1944. Affondata al largo di Premuda il 29 febbraio 1944 dai cacciatorpediniere francesi Le Terrible e Le Malin, senza sopravvissuti.
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L'Egeria in allestimento nel luglio 1943 (foto tratta dal volume USMM “Corvette e pattugliatori italiani” di Franco Bargoni e Franco Gay) |
Eridano
Torpediniera classe Ariete (dislocamento 1127 tonnellate). Impostata nei cantieri Ansaldo di Genova il 15 luglio 1942, varata il 12 luglio 1943. Catturata in allestimento in cantiere dai tedeschi il 9 settembre 1943 (era all'85 % dell'approntamento) e ribattezzata TA 29, completata e posta in servizio nella Kriegsmarine il 6 marzo 1944. Affondata il 18 marzo 1945 dai cacciatorpediniere britannici Meteor e Lookout, durante una missione di posa di mine nel Golfo di Genova insieme alla TA 24 ex Arturo (battaglia del Mar Ligure), con la morte di 20 uomini dell'equipaggio.
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L'Eridano in allestimento il 23 agosto 1943 (g.c. Giorgio Parodi, via www.naviearmatori.net) |
Giulio Germanico
Incrociatore leggero classe Capitani Romani (dislocamento 5420 tonnellate). Impostato nei cantieri Navalmeccanica di Castellammare di Stabia il 3 aprile 1939, varato il 26 luglio 1941. Danneggiato durante l'allestimento da un colpo da 152 mm sparato durante il bombardamento navale britannico di Castellammare di Stabia (10 agosto 1943), che aprì nello scafo una falla che richiese un periodo di lavori in bacino, ultimati appena prima dell'8 settembre. All'armistizio era in allestimento avanzato (completato all'88 % od al 94 %, a seconda delle fonti) nei cantieri di Castellammare, con parte dell'equipaggio a bordo sotto il comando provvisorio del capitano di corvetta Domenico Baffigo, designato suo comandante in seconda, che dall'aprile 1942 ne curava l'allestimento; partecipò con il proprio armamento alla difesa del cantiere, che resisté per tre giorni agli attacchi tedeschi sotto il comando del capitano di corvetta Baffigo, ufficiale più alto in grado presente sul posto. L'11 settembre Baffigo, attirato dai tedeschi con la scusa di una trattativa, venne catturato e fucilato a tradimento; poco dopo il Giulio Germanico, esaurite le munizioni, venne catturato nel pomeriggio dell'11 insieme alle altre unità presenti nel cantiere. Vennero fucilati anche i tenenti del Genio Navale Ugo Molino e Francesco Bottino, anch'essi destinati sul Giulio Germanico, alcuni marinai ed altri ufficiali di altre unità navali e dell'Esercito. Il Giulio Germanico, al pari delle altre unità, venne autoaffondato dai tedeschi il 28 settembre 1943, prima della loro ritirata dalla zona, non potendo essere trasferito altrove. Fu recuperato l'8 settembre 1945 e radiato dai quadri del naviglio militare il 27 febbraio 1947, ma essendo risultato lo scafo in buone condizioni vi venne nuovamente iscritto il 1º marzo 1951 e fu completamente ricostruito (sempre a Castellammare) come supercaccia conduttore tra il gennaio ed il dicembre 1955, entrando in servizio nella Marina Militare il 19 gennaio 1956 con il nuovo nome di San Marco. Radiato il 1º febbraio 1972 e successivamente demolito.
Caduti:
Domenico Baffigo, capitano di corvetta (comandante in seconda), fucilato l'11.9.1943
Francesco Bottino, tenente del Genio Navale, fucilato l'11.9.1943
Ugo Molino, tenente del Genio Navale, fucilato l'11.9.1943
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Il Giulio Germanico fotografato a fine maggio 1943 (g.c. Carlo Di Nitto, via www.naviearmatori.net) |
Gladio
Torpediniera classe Ariete (dislocamento 1127 tonnellate). Impostata nei CRDA di Trieste il 9 gennaio 1943, varata il 15 giugno 1943. Catturata in allestimento in cantiere dai tedeschi il 10 settembre 1943, dopo essere stata sabotata dall'equipaggio italiano; ribattezzata TA 37, completata e posta in servizio nella Kriegsmarine l'8 gennaio 1944. Affondata il 7 ottobre 1944 dai cacciatorpediniere britannici Termagant e Tuscan, nel Golfo di Salonicco.
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Il varo della Gladio, il 15 giugno 1943 (g.c. Giorgio Parodi, via www.naviearmatori.net) |
Grillo
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata il 22 giugno 1942 nei cantieri Navalmeccanica di Castellammare di Stabia, varata il 21 marzo 1943. Danneggiata durante l'allestimento dal bombardamento navale britannico di Castellammare, il 10 agosto 1943. All'armistizio era in allestimento nei cantieri di Castellammare e qui fu catturata dai tedeschi il 13 settembre 1943 al termine dei combattimenti. Non potendola rimorchiare altrove, i tedeschi la autoaffondarono il 17 settembre 1943; recuperata e demolita nel 1947.
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La Grillo pronta al varo, il 19 maggio 1943 (g.c. Giorgio Parodi, via www.naviearmatori.net) |
Grongo
Sommergibile di media crociera classe Tritone (dislocamento 866 tonnellate in superficie e 1058 in immersione). Impostato nei cantieri Odero Terni Orlando di La Spezia il 1º aprile 1942, varato il 6 maggio 1943, allestimento seguito dal capitano di corvetta Renato Ferrini, designato al suo comando. Autoaffondato dall'equipaggio (diretto dal direttore di macchina, tenente GN Luigi Somaschini) presso la diga foranea di La Spezia il 9 settembre 1943, ormai prossimo all'entrata in servizio; recuperato dai tedeschi (per altra fonte, non autoaffondato ma solo sabotato, e catturato dai tedeschi), da questi ribattezzato UIT 20 e rimorchiato a Geova per il completamento, mai avvenuto. Qui affondato da un bombardamento aereo il 4 settembre 1944; recuperato e demolito nell'aprile 1947.
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Il varo del Grongo (da “Sommergibili italiani tra le due guerre mondiali” di Alessandro Turrini, via www.betasom.it) |
Intrepido
Torpediniera di scorta classe Ciclone (dislocamento 1652 tonnellate). Impostata il 31 gennaio 1942 nei Cantieri del Tirreno di Riva Trigoso, varata l'8 settembre 1943. Comandante il capitano di corvetta Corrado Fucci. Catturata in allestimento dai tedeschi il 9 settembre 1943 e da essi completata, entrando in servizio nella Kriegsmarine come TA 26 il 18 dicembre 1943. Affondata il 15 giugno 1944 dalle motosiluranti statunitensi PT 552, PT 558 e PT 559 al largo di La Spezia.
Caduti:
Beniamino Balboni, marinaio, deceduto in prigionia in Germania il 9.5.1944
Ettore Michelotti, sottocapo meccanico, caduto come partigiano il 29.9.1944
Attilio Toneatto, marinaio fuochista, deceduto in territorio metropolitano il 25.3.1945
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L'Intrepido sotto bandiera tedesca, come TA 26 (g.c. Giorgio Parodi, via www.naviearmatori.net) |
Lucciola
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata il 22 giugno 1942 nei cantieri Navalmeccanica di Castellammare di Stabia, varata il 21 marzo 1943. All'armistizio era in allestimento quasi ultimato nei cantieri di Castellammare, con l'equipaggio già a bordo ed in condizione di navigare; la sera dell'8 settembre ricevette ordine da Marina Napoli di partire per andare a Miseno (dove caricare munizioni) e poi a Portoferraio insieme alla gemella Vespa (anch'essa a fine allestimento a Castellammare ma già entrata in servizio), ma l'indomani mattina l'ordine venne annullato, probabilmente perché la nave mancava ancora delle armi e di alcune componenti elettriche e non sarebbe stato prudente farle prendere il mare in quelle condizioni. Al comando del capitano di corvetta Michelangelo Flaman (MAVM per la sua condotta in questo frangente), che oltre ad armare le mitragliere fece armare tutto l'equipaggio con armi leggere, partecipò col suo armamenti ai combattimenti a difesa del cantiere e fu catturata dai tedeschi al loro termine, il 13 settembre 1943, dopo essere stata sabotata dall'equipaggio. Non potendola rimorchiare altrove, i tedeschi la autoaffondarono il 17 settembre 1943; recuperata il 23 novembre 1951 e demolita.
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La Lucciola in allestimento (g.c. Marcello Risolo, via www.naviearmatori.net) |
Marangone
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata il 15 marzo 1943 nei cantieri Ansaldo di Sestri Ponente, la data del suo varo è oggetto di controversia. La maggior parte delle fonti disponibili, tra cui il volume USMM "Corvette e pattugliatori italiani" del 2004, indica la data del varo come il 16 settembre 1943: dopo l'armistizio, già sotto controllo tedesco; ma molteplici indizi sembrano puntare ad un varo avvenuto prima di tale fatidica data. In primo luogo, esistono diverse foto del varo, come quella visibile qui sotto, nelle quali compare ben visibile a poppa la bandiera della Regia Marina, che ben difficilmente sarebbe stata issata se la nave fosse stata varata dai tedeschi; in secondo luogo, risulta che la Marangone ebbe una madrina, la signora Letizia Biglia, il che appare poco plausibile per una nave catturata e varata sotto controllo tedesco; in terzo luogo, il volume USMM "Navi militari perdute" afferma che la Marangone venne catturata "essendo in allestimento", termine solitamente impiegato per navi già varate, come la Tuffetto, mentre delle gemelle Ardea e Strolaga, in costruzione nello stesso cantiere, viene detto che furono catturate "sullo scalo", non essendo ancora state varate; infine, la data stessa del 16 settembre 1943 appare poco verosimile, in quanto in quel momento, a soli otto giorni dall'armistizio, l'Italia era ancora nel caos, i tedeschi intenti a consolidare il loro controllo, e le attività dei cantieri ferme, con la quasi totalità del personale che non si presentava al lavoro, tanto che molte unità pronte al varo od alla consegna all'armistizio vennero poi varate o consegnate (alla Kriegsmarine) con mesi di ritardo. I volumi USMM "Esploratori, fregate, corvette ed avvisi italiani" del 1970 e "Tutte le navi militari d'Italia 1861-2011" del 2012 indicano la data del varo della Marangone come il 16 agosto 1943, anziché il 16 settembre: per i motivi sopra elencati, questa data appare più verosimile, e probabilmente quella del 16 settembre fu frutto di un refuso nelle edizioni successive, poi ripreso dalle altre fonti. Per queste ragioni si è deciso di includere la Marangone in questa pagina. Catturata dai tedeschi in cantiere il 9 settembre 1943, dov'era in allestimento con consegna prevista per dicembre 1943, venne da essi completata, entrando in servizio nella Kriegsmarine il 18 marzo 1944 come UJ 2223. Silurata ed affondata al largo di Grosseto da motosiluranti statunitensi (PT 202, PT 213, PT 218) nella notte tra il 23 ed il 24 maggio 1944, con 41 morti tra l'equipaggio, in uno scontro in cui fu anche gravemente danneggiata l'UJ 2223 (ex Tuffetto).
Caduti:
Paride Cardenti, secondo capo nocchiere, deceduto in prigionia in Germania il 12.4.1945
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Il varo della Marangone (g.c. Aldo Cavallini, via www.naviearmatori.net) |
Melpomene
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata il 25 marzo 1943 nei cantieri CRDA di Monfalcone e varata il 29 agosto 1943. All'armistizio era in allestimento, con consegna prevista per il dicembre 1943; catturata dai tedeschi l'11 settembre 1943 e completata da essi, entrando in servizio nella Kriegsmarine il 24 aprile 1944 come UJ 202. Affondata il 1º novembre 1944 al largo di Pago dai cacciatorpediniere britannici Avon Vale e Wheatland, insieme alla gemella UJ 208 (ex Spingarda) ed alla torpediniera TA 20 (ex Audace).
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La Melpomene sotto bandiera tedesca, come UJ 202 (g.c. Marco Ghiglino) |
Ottaviano Augusto
Incrociatore leggero classe Capitani Romani (dislocamento 5420 tonnellate). Impostato nei Cantieri Navali Riuniti di Ancona il 23 settembre 1939, varato il 31 maggio 1942. Un rapporto del febbraio 1942 attestava che la costruzione era in ritardo di 15 mesi rispetto ai tempi previsti, il maggior ritardo tra le unità della classe la cui costruzione non venne cancellata; nel luglio 1943 l'entrata in servizio era prevista tra dicembre 1943 e febbraio 1944. All'armistizio era in allestimento (completato all'85% dello scafo ed al 99,8 % dell'armamento) e non approntabile in meno di tre mesi; catturato dai tedeschi il 14 settembre 1943 con l'occupazione di Ancona. I tedeschi ne rimossero parte dell'armamento contraereo per impiegarlo a terra. Affondato ad Ancona da bombardamento aereo il 1º novembre 1943, recuperato e demolito nel 1947.
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L'Ottaviano Augusto pronto al varo, il 31 maggio 1942 (da www.naviearmatori.net) |
Renna
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata nei cantieri Odero Terni Orlando di Livorno il 31 maggio 1942, varata il 5 dicembre 1942. All'armistizio era in allestimento a Livorno, decentrata nel porto industriale, e qui il 9 settembre 1943 fu catturata dai tedeschi, che la ribattezzarono UJ 6083, assegnandola alla 6. Sicherungsflottille, e successivamente (16 agosto 1944) UJ 2230, per la 22. Sicherungsflottille. Rimorchiata a Genova per esservi completata, era prossima all'entrata in servizio nella Kriegsmarine, o già entrata in servizio da qualche giorno, quando vi venne affondata da un bombardamento aereo il 4 settembre 1944. Recuperata e demolita nel novembre 1947.
Rigel
Torpediniera classe Ariete (dislocamento 1127 tonnellate). Impostata nei cantieri Ansaldo di Genova il 15 luglio 1942, varata il 22 maggio 1943. Catturata in allestimento in cantiere dai tedeschi il 9 settembre 1943 e da essi completata, entrando in servizio nella Kriegsmarine come TA 28 il 23 gennaio 1944. Affondata in bacino a Genova da bombardamento aereo il 4 settembre 1944, demolita nel 1947.
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La Rigel fotografata il 23 agosto 1943 (g.c. Giorgio Parodi, via www.naviearmatori.net) |
Spada
Torpediniera classe Ariete (dislocamento 1127 tonnellate). Impostata nei CRDA di Trieste il 9 gennaio 1943, varata il 1º luglio 1943. Catturata in allestimento in cantiere dai tedeschi il 10 settembre 1943 e da essi completata, entrando in servizio nella Kriegsmarine come TA 38 il 12 febbraio 1944; dislocata al Pireo, assegnata alla 9. Torpedobootsflottille. Gravemente danneggiata da mina in Egeo il 9 agosto 1944, ulteriormente danneggiata da aerei presso Volo il 13 ottobre 1944 ed autoaffondata il giorno stesso. Il fuochista Nino Ricciardi, sottrattosi alla cattura dopo l'8 settembre, divenne partigiano e cadde in combattimento l'8 aprile 1945; MOVM alla memoria.
Caduti:
Nino Ricciardi, marinaio fuochista, caduto come partigiano l'8.4.1945
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La Spada sotto bandiera tedesca, come TA 38 (da Wikimedia Commons) |
Spingarda
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata il 14 marzo 1943 nei cantieri Breda di Porto Marghera e varata il 22 maggio 1943. Catturata dai tedeschi l'11 settembre 1943 mentre era in allestimento e completata da essi, entrando in servizio nella Kriegsmarine il 6 maggio 1944 come UJ 208. Affondata il 1º novembre 1944 al largo di Pago dai cacciatorpediniere britannici Avon Vale e Wheatland, insieme alla gemella UJ 202 (ex Melpomene) ed alla torpediniera TA 20 (ex Audace).
Stella Polare
Torpediniera classe Ariete (dislocamento 1127 tonnellate). Impostata nei Cantieri del Quarnaro di Fiume il 1º aprile 1942, varata l'11 luglio 1943. All'armistizio era a Fiume in allestimento molto avanzato, con l'equipaggio a bordo; si tentò di approntarla alla partenza ma senza successo, pertanto venne sabotata. Catturata dai tedeschi il 14 settembre 1943, venne da essi completata, entrando in servizio nella Kriegsmarine come TA 36 il 13 gennaio 1944; affondata per mina al largo di Fiume il 18 marzo 1944.
Caduti:
Albino Favro, sergente radiotelegrafista, caduto come partigiano il 24.6.1944
Costantino Spagnuoli, sottocapo cannoniere, deceduto in territorio metropolitano il 19.9.1945
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La Stella Polare sotto bandiera tedesca (da www.diving-shark.hr) |
Tuffetto
Corvetta classe Gabbiano (dislocamento 740 tonnellate). Impostata il 15 marzo 1943 nei cantieri Ansaldo di Sestri Ponente e varata il 25 agosto 1943. Catturata dai tedeschi in cantiere il 9 settembre 1943, all'inizio dell'allestimento (consegna prevista per dicembre 1943), e completata da essi, entrando in servizio nella Kriegsmarine il 3 marzo 1944 come UJ 2222. Silurata e gravemente danneggiata al largo di Grosseto da motosiluranti statunitensi (PT 202, PT 213, PT 218), in uno scontro in cui fu anche affondata l'UJ 2223 (ex Marangone); rimorchiata a Genova per le riparazioni e qui affondata in bacino da bombardamento aereo il 4 settembre 1944; recuperata ma mai riparata ed autoaffondata a Genova (Molo Giano) il 24 aprile 1945. Recuperata nel settembre 1947 e demolita.
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| La Tuffetto dopo il varo (g.c. Marcello Risolo, via www.naviearmatori.net) |
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