lunedì 4 settembre 2017

V 224 SVAM I

Lo SVAM I ad Anzio in tempo di pace (g.c. Pietro Berti, via www.naviearmatori.net)

Motoveliero da carico (goletta) di 388 tsl, lungo 39,4 metri e largo 8,53, con pescaggio di 3,99 m. Appartenente all’armatore viareggino Luigi Tomei, iscritto con matricola 597 al Compartimento Marittimo di Viareggio. Impiegato in guerra come vedetta foranea con sigla V 224.

Breve e parziale cronologia.

16 agosto 1917
Varato nei cantieri Pusey & Jones Co. di Wilmington (Delaware, Stati Uniti) come Pusey Jones No. 4 (numero di cantiere 364).
Novembre 1917
Completato come Pusey Jones No. 4 per la Thor O. Hannevigs Dampskibsselsk (armatori Thor O. Hannevig & Co.) di Horten (Norvegia). Porto di registrazione Borre (Horten), bandiera norvegese, nominativo di chiamata WLVT; stazza lorda e netta sono rispettivamente 418 tsl e 287 tsn.
Partecipa alla prima guerra mondiale al comando del capitano J. M. Cappelen.
1920 (o 1923)
Acquistato dalla Società Anonima Velieri a Motore (S.V.A.M.) di Viareggio, e ribattezzato SVAM I.
È uno dei primissimi motovelieri ad entrare in servizio sotto bandiera italiana: la Società Anonima Velieri A Motore sarà “pioniera” nella diffusione in Italia dei motovelieri, importando per prima a Viareggio – città dalla secolare tradizione velica – questa innovazione. Nel giro di pochi anni, tutti gli armatori viareggini, per restare al passo coi tempi, saranno costretti a motorizzare i propri velieri, trasformandoli in motovelieri.
1925
Trasferito all’armatore L. G. Tomei & Co. di Viareggio.
11 maggio 1941
Requisito a Portici dalla Regia Marina ed iscritto nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato con sigla V 224, per essere impiegato nel servizio di vigilanza foranea.
11 giugno 1941
Lo SVAM I salpa da Trapani per Tripoli alle tre di notte, in convoglio con i motovelieri Delfino, Aurora, Cora, Stefano Padre, S. Rocco e Fratelli Bertolli. Il convoglietto è privo di scorta.
13 giugno 1941
In giornata il convoglio sosta a Pantelleria, poi lo SVAM I e gli altri motovelieri si dividono e proseguono per Tripoli, ciascuno per conto proprio.
17-19 giugno 1941
SVAM I e gli altri motovelieri arrivano a Tripoli; alcuni di essi proseguono da soli verso altri porti della costa libica.
21 giugno 1941
Lo SVAM I ed i motovelieri Sparviero, Cora ed Aurora lasciano Tripoli per Bengasi alle 11. Durante la navigazione, varie unità si alternano nella loro scorta.
25 giugno 1941
Il convoglietto raggiunge Bengasi alle 22.
1° luglio 1941
Lo SVAM I ed il motoveliero Cora partono da Bengasi per Tripoli alle 14, scortati dalla cannoniera Alula.
7 luglio 1941
SVAM I e Cora arrivano a Tripoli alle 16.
10 agosto 1941
Lo SVAM I ed il motoveliero Giuseppina partono da Tripoli per Bengasi alle 10.
13 agosto 1941
Dopo un viaggio durante il quale sono stati scortati da varie unità, SVAM I e Giuseppina arrivano a Bengasi nel pomeriggio.
24 agosto 1941
Lo SVAM I salpa da Tripoli alle 5 diretto a Bengasi, insieme al motoveliero Giuseppina e con la scorta della cannoniera Riccardo Grazioli Lante.
Dopo qualche ora il convoglietto viene attaccato da tre bombardieri Bristol Blenheim della Royal Air Force al largo di Marsa El Auegia, nel Golfo della Sirte. Alle 9.30 la Grazioli Lante viene colpita da bombe ed affonda, con sette vittime tra l’equipaggio. SVAM I e Giuseppina recuperano i 32 superstiti della cannoniera, poi proseguono.
25 agosto 1941
SVAM I e Giuseppina arrivano a Bengasi alle 17.

L’affondamento

Alle 3.25 (fonti italiane parlano però delle 2.30 come ora dell’attacco) del 10 settembre 1941 lo SVAM I, alla fonda al largo di Marsa el Auegia (nel Golfo della Sirte) nel corso di un viaggio da Tripoli a Bengasi, venne avvistato dal sommergibile britannico Thunderbolt (capitano di corvetta Cecil Bernard Crouch). Avvicinatosi al motoveliero, alle 3.48 il sommergibile aprì il fuoco col suo cannone; sparò in tutto undici colpi contro lo SVAM I, stimando quattro centri accertati più altri due probabili, fino ad incendiare la piccola nave. Dopo il terzo colpo, la batteria italiana di Forte Biroli aprì il fuoco a sua volta contro il Thunderbolt, che reagì con quattro salve dirette contro la batteria mentre si ritirava dall’area.
Lo SVAM I bruciò fino al mattino seguente, quando colò infine a picco.
Tra il suo equipaggio ci furono un morto ed un ferito.


L’affondamento dello SVAM I nel giornale di bordo del Thunderbolt (da Uboat.net):

“0325 hours - Sighted a three masted schooner at anchor. Decided to attack with the gun.
0348 hours - Opened fire. In all eleven rounds were fired for four hits and two possible hits. The schooner was on fire. After the third round, Thunderbolt was taken under fire by a shore battery. Thunderbolt fired four rounds at this shore battery while withdrawing from the area (the battery was Fort Biroli).”
 
Il Pusey Jones No. 4 in costruzione (da www.digital.hagley.org


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