venerdì 3 aprile 2015

Gorgo

Il Gorgo alle prove in mare (g.c. Aldo Cavallini, via www.naviearmatori.net)


Sommergibile di media crociera della classe Tritone (dislocamento di 866 tonnellate in superficie e 1058 in immersione). Svolse complessivamente tre missioni offensivo-esplorative e 13 di trasferimento, percorrendo in tutto 5629 miglia in superficie e 611 in immersione.

Breve e parziale cronologia.

12 maggio 1941
Impostazione nei Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Monfalcone (numero di costruzione 1280).
31 gennaio 1942
Varo nei Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Monfalcone.
31 luglio 1942
Uscita da Monfalcone per esercitazione.
18 agosto 1942
Uscita da Monfalcone per esercitazione.
31 agosto 1942
Trasferimento da Monfalcone a Pola.
1° settembre 1942
Uscita da Pola per esercitazione.
3 settembre 1942
Uscita da Pola per esercitazione.
4 settembre 1942
Uscita da Pola per esercitazione.
14 settembre 1942
Uscita da Pola per esercitazione.
15 settembre 1942
Uscita da Pola per esercitazione.
16 settembre 1942
Trasferimento da Pola a Monfalcone.
4 novembre 1942
Uscita da Monfalcone per esercitazione.
9 novembre 1942
Uscita da Monfalcone per esercitazione.
11 novembre 1942
Entrata in servizio. Suo primo, ed unico, comandante è il capitano di corvetta Innocenzo Ragusa.
Il Gorgo risulterà l'unico battello della classe Tritone a non richiedere la sostituzione delle eliche a passo costante (che su tutti i gemelli mettono in luce gravi inconvenienti) con eliche a passo variabile.
Dopo il completamento viene subito sottoposto ad un periodo di intenso addestramento, protrattosi fino a fine gennaio 1943.
12 novembre 1942
Uscita da Monfalcone per prove in mare.
16 novembre 1942
Trasferimento da Monfalcone a Venezia.
18 novembre 1942
Uscita da Venezia per esercitazione con i siluri elettrici.
23 novembre 1942
Trasferimento da Venezia a Pola.
27 novembre 1942
Uscita da Pola per esercitazione.
29 novembre 1942
Uscita da Pola per esercitazione.
7 dicembre 1942
Trasferimento da Pola a Monfalcone.
10 dicembre 1942
Trasferimento da Monfalcone a Pola.
11 dicembre 1942
Uscita da Pola per esercitazione.
12 dicembre 1942
Uscita da Pola per esercitazione.
14 dicembre 1942
Uscita da Pola per esercitazione.
15 dicembre 1942
Uscita da Pola per esercitazione.
16 dicembre 1942
Trasferimento da Pola a Taranto.
22 dicembre 1942
Uscita da Taranto per esercitazione.
24 dicembre 1942
Uscita da Taranto per esercitazione.
27 dicembre 1942
Trasferimento da Taranto a Napoli.
3 gennaio 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
5 gennaio 1943
Trasferimento da Napoli a Castellammare di Stabia, con esercitazione strada facendo.
6 gennaio 1943
Uscita da Castellammare di Stabia per esercitazione.
7 gennaio 1943
Trasferimento da Castellammare di Stabia a Napoli, con esercitazione strada facendo.
9 gennaio 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
10 gennaio 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
12 gennaio 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
14 gennaio 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
15 gennaio 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
17 gennaio 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
18 gennaio 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
19 gennaio 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
21 gennaio 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
23 gennaio 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
30 gennaio 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
2-3 febbraio 1943
Trasferimento da Napoli a Cagliari.
6 febbraio 1943
Lascia Cagliari alle 13.35, al comando del capitano di corvetta Innocenzo Ragusa, per la sua prima missione operativa, un pattugliamento al largo di Capo Carbon, in una zona delimitata dai meridiani 05°40' E e 06°00' E, dal meridiano 37°20' N e dalla costa africana.
7 febbraio 1943
Alle 17.25 avvista quattro dragamine ed una motosilurante da sei miglia di distanza, in posizione 36°54' N e 05°26' E; s'immerge in profondità.
8 febbraio 1943
Alle 2.06 avvista al periscopio una grossa sagoma a 6000 metri di distanza, presto identificata come una nave mercantile di 15.000 tsl che naviga in convoglio, in posizione 36°53' N e 05°25' E. Il Gorgo emerge e si avvicina con i motori elettrici per intercettarla.
Alle 2.22, lancia una salva di quattro siluri dai tubi prodieri, da mille metri di distanza. Tutte e quattro le armi hanno corsa irregolare e per di più lasciano dietro di sé una scia fosforescente molto visibile; quello lanciato dal tubo numero 1 devia dalla rotta di 9 gradi a dritta e manca il bersaglio passandogli a prua, dopo di che la nave sembra accelerare. Il siluro lanciato dal tubo 4 devia di 9 gradi a sinistra e manca la nave passandole a poppa, il siluro lanciato dal tubo 3 devia di 3 gradi a dritta e manca di poco passando a poppa del bastimento, ed il siluro lanciato dal tubo 2 passa anch'esso a poppavia della nave dopo aver avuto corsa irregolare.
Alle 2.25 il Gorgo accosta a sinistra per tentare di lanciare di nuovo dai tubi poppieri, ma viene scoperto da una nave scorta che apre il fuoco contro di esso con notevole precisione con le mitragliere da 20 mm, inquadrandolo nei pressi della torretta. Alle 2.28, pertanto, il sommergibile effettua immersione rapida, scendendo a 90 metri di profondità; viene poi sottoposto a pesante caccia con bombe di profondità, che riesce comunque ad eludere senza danni scendendo in profondità (per altra fonte, sarebbero state contate tre esplosioni di bombe di profondità).
Alle 4.24, terminata la caccia, emerge e lancia il segnale di scoperta.
Alle 9.35 ricarica i tubi prodieri con i due siluri di riserva.
13 febbraio 1943
Alle 00.51 avvista da 4000 metri di distanza, in posizione 37°01' N e 05°35' E, un convoglio composto da due mercantili ed una corvetta. Il Gorgo si avvicina fino a 3000 metri, ma la corvetta accosta verso di esso, inducendolo a scendere in profondità alle 1.05; l'unità nemica lancia poi quattro bombe di profondità con notevole precisione, e le esplosioni danneggiano il sommergibile, provocando delle infiltrazioni d'acqua. Altre quattro bombe di profondità lanciate all'1.35 causano ulteriori danni, obbligando il Gorgo ad interrompere la missione.
14 febbraio 1943
Rientra a Cagliari alle 13.10.
20-21 febbraio 1943
Trasferimento da Cagliari a Napoli.
6 marzo 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
8 marzo 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
10 marzo 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
13 marzo 1943
Uscita da Napoli per esercitazione.
15-16 marzo 1943
Trasferimento da Napoli alla Maddalena.
18 marzo 1943
Salpa dalla Maddalena all'1.05, al comando del tenente di vascello Innocenzo Ragusa, per la sua seconda missione operativa, un pattugliamento di un settore delimitato dai meridiani 04°50' E e 05°20' E e dai paralleli 37°10' N e 37°30' N.
26 marzo 1943
Alle 14 avvista in posizione 37°20' N e 05°08' E un convoglio composto da tre mercantili e tre unità di pattuglia, con rotta verso ovest. Il Gorgo tenta di avvicinarsi per attaccare, ma finisce col rinunciare alle 14.45.
Alle 20 viene informato da Supermarina dell'avvistamento, a mezzanotte del 25 marzo, di un convoglio di trenta navi, con rotta 090°, 14 miglia a nord di Capo Ténès. Assume rotta 180° per intercettarlo, ma non avvista niente.
4 aprile 1943
Conclude la missione rientrando alla Maddalena alle 9.39.
5-6 aprile 1943
Trasferimento dalla Maddalena a Napoli, poi uscita da Napoli per esercitazione.
13 aprile 1943
Trasferimento da Napoli a Pozzuoli.
1-2 maggio 1943
Trasferimento da Pozzuoli a Cagliari.

Un'altra immagine del Gorgo (da www.grupsom.com)

L'affondamento

Alle 22 del 14 maggio 1943 il Gorgo, al comando del capitano di corvetta Innocenzo Ragusa, lasciò Cagliari per la sua terza missione operativa, un agguato offensivo a 40 miglia da Capo Carbon. In base agli ordini ricevuti, avrebbe dovuto navigare verso sud fino a raggiungere il parallelo 38°30' N, poi verso est fino a raggiungere il meridiano 05°20' E, dopo di che avrebbe dovuto pattugliare un settore ad est delle Baleari, delimitato dai meridiani 05°00' E e 05°40' E e dai paralleli 38°40' N e 39°20' N; il sommergibile Nichelio avrebbe pattugliato un settore adiacente.
Il 29 maggio sia il Gorgo che il Nichelio ricevettero ordine di interrompere la missione alle 14 del 30 maggio e rientrare alla Maddalena passando per il punto convenzionale "B" (Capo Scorno, nell'Asinara), ma alle 20.45 del 30 il Gorgo ricevette ordine di tornare nella zona assegnata e riprendere l'agguato. Alle 20.25 del giorno seguente gli fu nuovamente ordinato di rientrare alla base, ordine che venne reiterato alle 18.50 del 2 giugno, con la precisazione di passare per il punto convenzionale "Y" (41°00' N e 07°00' E) ed accusare ricevuta non appena avesse raggiunto il meridiano 40°30' N, ma non ci fu nessuna risposta dal sommergibile. Del Gorgo non si ebbero, anzi, mai più notizie: si ritiene oggi che si stato affondato tra il 15 ed il 31 maggio 1943, in circostanze discusse. Scomparvero con esso il comandante Ragusa, altri 4 ufficiali e 43 tra sottufficiali, sottocapi e marinai.

Il 21 maggio 1943 Maricosom, il comando delle forze subacquee italiane, comunicò che il convoglio statunitense «GUS-7A» stava per partire da Orano.
Alle 16.44 dello stesso 21 maggio un idroricognitore francese Latecoere (spesso viene erroneamente citato un ricognitore britannico) avvistò al largo di Orano un sommergibile che procedeva in superficie a mezza forza, su rotta 160°: non lo attaccò, ma lo costrinse ad immergersi rapidamente in profondità. L'aereo informò dell'avvistamento il cacciatorpediniere statunitense Nields (capitano di corvetta Albert R. Heckey), in pattugliamento nelle acque al largo di Orano (in attesa della partenza del convoglio «GUS-7A»), che in quel momento – le 16.50 – si trovava 14 miglia più a sudest.
Guidato dall'aereo, il Nields si diresse alla massima velocità verso la posizione segnalata, e vi giunse alle 17.05. Cinque minuti dopo, il velivolo francese gettò una bomba di profondità sul punto in cui si doveva trovare il sommergibile, poi, insieme ad un altro aereo, gettò dei fumogeni. Il sommergibile, avendo probabilmente rilevato il rumore delle sue eliche all'idrofono, ridusse la velocità ed assunse rotta 180°, quasi perpendicolare al rilevamento della nave americana, ma alle 17.16 quest’ultima ottenne il contatto attivo con il battello subacqueo, distante 1200 metri. Dopo essersi avvicinato ad elevata velocità, alle 17.18 il Nields lanciò una prima scarica di nove bombe di profondità, che non colpì l’unità immersa, che frattanto tentava di allontanarsi a tutta forza verso sud; dopo aver accostato a sua volta verso sud, il cacciatorpediniere ritrovò il contatto alle 17.23 ed un minuto dopo lanciò una seconda sequenza di nove cariche di profondità, ma il sommergibile scese a 110 metri, eludendo anche questa scarica, dopo di che – forse nel tentativo di confondere le idee al comandante avversario – compì un'ampia accostata verso nord. Il Nields accostò ancora a sud, ma non trovò più il contatto idrofonico con il sommergibile, così si mise a cercarlo verso nord e riuscì a ritrovare il contatto attivo.
Alle 17.31, mentre il sommergibile accostava nuovamente a dritta per cercare di evadere l'attacco (fino ad allora non aveva variato la propria rotta sino alla perdita del contatto attivo, a circa 120 metri dalla sua posizione), il Nields effettuò un nuovo passaggio, lanciando 9 bombe di profondità regolare per scoppiare a quote via via minori, da 122 metri (la prima) a 61 metri (l’ultima); al contempo i due lanciabombe (K-guns) prodieri lanciarono altre quattro bombe di profondità a dritta ed a sinistra.

Terminato l’attacco, l'unità statunitense accostò a sinistra e cercò il sommergibile con l'idrofono su direttrice nord-sud, ma non ottenne alcun contatto, perciò virò verso est. Alle 17.39 il Nields ritrovò il contatto attivo, ora molto meno nitido, a 1600 metri di distanza; il battello sembrò virare a nord a mezza velocità, ma alle 17.41 il cacciatorpediniere lanciò con i tre lanciabombe di sinistra un’altra serie di bombe di profondità, a quote decrescenti da 137 metri a 76 metri. Il sommergibile forse virò a tutta forza a sinistra, ma questa volta la scarica di bombe apparve essere centrata sul bersaglio: qualche secondo dopo la detonazione delle bombe di profondità a sinistra, le vedette del Nields avvistarono delle chiazze di nafta, e l’unità statunitense accostò verso nordovest, svolgendo ricerca idrofonica. Nessun contatto.
Il Nields segnalò al proprio comando di aver affondato un sommergibile e continuò a setacciare la zona sino alle sette del mattino successivo. Per quel tempo, carburante e pezzi di fasciame del ponte erano sparsi in raggio di tre miglia. Terminata la ricerca, il Nields tornò verso il convoglio «GUS-7A» per riassumere la propria posizione di scorta. Il presunto affondamento aveva avuto luogo nel punto 36°01' N e 00°34' O.
Tale azione è generalmente considerata quella che portò all’affondamento del Gorgo: se così fu, il battello di Ragusa fu il primo sommergibile italiano affondato da navi statunitensi in Mediterraneo (solo un altro, l'Argento, avrebbe subito analoga sorte prima dell'armistizio).
Un'altra possibilità presa in considerazione è che il sommergibile sia rimasto vittima di un attacco aereo.

Le fonti ufficiali italiane e statunitensi attribuiscono la perdita del Gorgo all'azione del Nields, tuttavia permangono dubbi. Le autorità statunitensi incaricate dell'analisi delle azioni antisommergibile, nel valutare l'attacco del Nields, ritennero che questi avesse attaccato un sommergibile probabilmente tedesco e, tutto considerato, assegnarono l'esito dell’azione alla categoria “E”, cioè solo “probabile leggero danneggiamento”.
Platon Alexiades, ricercatore e storico canadese, in seguito a nuove ricerche ha rilevato che l'area operativa assegnata al Gorgo era a sudest di Minorca, a ben 300 miglia dal luogo dell'azione del Nields; la sua conclusione è che il cacciatorpediniere statunitense, probabilmente, danneggiò in realtà il sommergibile tedesco U 414 (poi affondato con tutto l'equipaggio, quattro giorni dopo, dalla corvetta britannica Vetch), mentre le cause della perdita del Gorgo rimangono ignote, forse anche accidentali.

Perirono con il Gorgo:

Dino Amaiani, marinaio cannoniere, da Fabbrico
Salvatore Balzano, sergente nocchiere, da Ponza
Michelino Bellini, sottocapo motorista, da Bellinzago Novarese
Ettore Bendinelli, sottocapo radiotelegrafista, 21 anni, da Uzzano
Michele Bonacore, sottocapo nocchiere, da Palermo
Antonio Bostiancich, marinaio silurista, 21 anni, da Fiume
Felice Caccavale, sergente elettricista, da Napoli
Paolino Canciani, secondo capo motorista navale, 27 anni, da Gorizia
Riccardo Capannoli, secondo capo motorista, da Massa Marittima
Alfio Catenazzo, sottocapo elettricista, da Milano
Pasquale Costagliuolo, marinaio nocchiere 22 anni, da Forio
Ignazio Dobrilla, marinaio cannoniere, 28 anni, da Pola
Antonio Franco, capo elettricista di terza classe, da Santo Stefano di Camastra
Salvatore Galletti, capo segnalatore di seconda classe, da Castrofilippo
Giobatta Guerra, sottotenente di vascello, da Massa
Domenico Guinea, sottocapo nocchiere, da Villa San Giovanni
Emilio Iuvancich, secondo capo radiotelegrafista, 28 anni, da Trieste
Francesco Leone, sergente segnalatore, da Palermo
Pietro Leone, marinaio elettricista, da Alia
Michele Lubrano, marinaio, da Monte di Procida
Giuseppe Marra, marinaio cannoniere, da Villa San Giovanni
Domenico Mascolo, marinaio motorista, da Barletta
Sebastiano Mignosa, marinaio nocchiere, da Augusta
Tullio Milanese, sottocapo radiotelegrafista, 19 anni, da Pola
Ignazio Niciforo, sottocapo nocchiere, da Augusta
Giovanni Parisi, marinaio elettricista, da Messina
Piero Pini, marinaio cannoniere, da Livorno
Lorenzo Pirelli, tenente del Genio Navale, da Bari
Bruno Pitteri, marinaio, da Venezia
Innocenzo Ragusa, capitano di corvetta (comandante), 34 anni, da Crotone (MAVM)
Rinaldo Rinaldi, capitano del Genio Navale, da Sedegliano
Antonio Rosito, guardiamarina, da Napoli
Antonio Rossetti, capo silurista di terza classe, da Napoli
Enrico Sambo, marinaio nocchiere, da Venezia
Sincero Scarpini, secondo capo elettricista, da Roma
Ubaldo Schieppati, marinaio motorista, da Luino
Silvano Sernesi, capo motorista di terza classe, da Fiesole
Giannino Spezie, sergente silurista, da Brescia
Luciano Statua, marinaio silurista, da Venezia
Bruno Todeschini, tenente di vascello, 23 anni, da Trieste
Filippo Torrelli, sergente furiere, da Gioia del Colle
Renzo Tovaglieri, sergente fuochista, da Busto Arsizio
Spartaco Trafeli, secondo capo silurista, da Volterra
Giovanni Trevisan, sottocapo segnalatore, da Torreglia
Ivo Urbinati, sottocapo cannoniere, da Pennabilli
Luigi Zaffanella, marinaio motorista, da Viadana
Emer Zanfi, sottocapo radiotelegrafista, da Formigine
Giuseppe Zodiaci, marinaio, da Genova


Il Gorgo ed il capoclasse Tritone ormeggiati alla banchina lavori del cantiere di Monfalcone, durante l'allestimento (da “I sommergibili di Monfalcone” di Alessandro Turrini, supplemento alla Rivista Marittima n. 11 – Novembre 1998)


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