Breve e parziale cronologia.
20 luglio 1932
Il Calvi (a destra) insieme al Finzi (al centro) ed al Tazzoli (a sinistra) durante l’allestimento nel cantiere del Muggiano (g.c. www.xmasgrupsom.com) |
Il sommergibile fotografato verosimilmente durante la rivista navale “H” tenutasi nel golfo di Napoli, al cospetto di Adolf Hitler, il 5 maggio 1938 (g.c. www.grupsom.com) |
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La tomba di Angelo Farina nel
cimitero di Talence. Sovente Angelo Farina è elencato, per sbaglio, tra i
caduti nell’affondamento del Calvi.
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Lancia infruttuosamente due siluri contro una nave armata al largo di Freetown, poi tenta di inseguire la nave, ma la perde di vista nei forti piovaschi.
Il Calvi durante la missione di soccorso ai naufraghi dell’Atlantis (g.c. STORIA militare via www.betasom.it) |
Il Calvi di ritorno da una missione nel 1942, con alcuni danni allo scafo leggero provocati dal mare (g.c. STORIA militare) |
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| Il ritorno del Calvi dalla fruttuosa missione al largo dei Caraibi: al periscopio sventolano le cinque bandierine che simboleggiano le altrettante navi affondate. Sulla sinistra il comandante Olivieri (da “Operazione Westindien” di Francesco Mattesini, su www.academia.edu) |
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| Il comandante Olivieri tra i colleghi Fecia di Cossato (del Tazzoli) e Salvatori (dell’Archimede) al ritorno dalla missione (da “Operazione Westindien” di Francesco Mattesini, su www.academia.edu) |
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| Il comandante Longobardo, a sinistra, parla con il tenente di vascello Gustav Poel ed il capitano di corvetta Hans-Rudolf Rösing, ufficiali di collegamento tedeschi a Betasom, al ritorno da una missione atlantica (da www.grupsom.com) |
Periti sul Calvi il 15 luglio 1942:
Condivise la loro sorte anche il tenente di vascello Frederick William North della Royal Navy, scomparso con il sommergibile lottando sino all’ultimo con il capitano G.N. Aristide Russo, deciso ad impedirgli di catturare il battello.
Un album di fotografie realizzate dal sergente cannoniere Edolo Roversi, morto sul Calvi (per g.c. del nipote Roberto Fabbri). Dopo aver frequentato le scuole CREM a Pola nel 1937-1938, fu imbarcato dapprima sul sommergibile Alpino Bagnolini e poi sul Calvi, ove trovò la morte. Scrive Roberto Fabbri: “Secondo i racconti di mia madre, la radio italiana aveva dato numero e nomi dei sopravvissuti del Calvi. Ma il numero comunicato è di una unità maggiore rispetto alla lista dei nomi. Per anni mia nonna si è illusa che questa imprecisione si riferisse proprio al nome di Edolo e che fosse ancora vivo da qualche parte ma in procinto di tornare. Mia mamma diceva che la nonna si è arresa quando negli anni 50 lo Stato cominciava ad elargire le pensioni di guerra ai superstiti”.
L’affondamento del sommergibile riferito dal “The News and Courier” del 28 settembre 1942 (tratta da http://news.google.com/newspapers?nid=2506&dat=19420928&id=vM9QAAAAIBAJ&sjid=YwsNAAAAIBAJ&pg=6238,4635698)
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La notizia sul “Reading Eagle” del 28 settembre 1942 (tratta da http://news.google.com/newspapers?nid=ZuSUVyMx-TgC&dat=19420928&printsec=frontpage&hl=it)
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La sintetica nota sul “The Advertiser” del 28 settembre 1942 (g.c. National Library of Australia/Trove)
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La notizia sul “Daily Mail”
del 28 settembre 1942 (g.c. Alberto Villa)… |
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| …sullo “Scottish Daily Express” dello stesso giorno, con la storia del “siluro umano” (g.c. Alberto Villa)… |
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| …e sul “Times” sempre del 28 settembre 1942 (g.c. Alberto Villa) |
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| La mappa su cui Vittorio Villa tracciò (a penna) i suoi spostamenti durante la prigionia (g.c. Alberto Villa) |
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| Un’altra immagine di Vittorio Villa (a destra) durante la prigionia in Kentucky nel 1945 (g.c. Alberto Villa) |
Col sommergibile crivellato di colpi e già menomato nella sua efficienza, visti uccisi e feriti i propri dipendenti destinati alle armi, ordinava l'abbandono della nave e ne preparava l'autoaffondamento quando, mortalmente colpito al posto di comando, immolava la propria esistenza alla Patria, dopo aver compiuto il proprio dovere oltre ogni umana possibilità.
Oceano Atlantico, 14 luglio 1942"
"Giovane ufficiale imbarcato a domanda sin dall'inizio delle ostilità su sommergibile oceanico, si distingueva per slancio, capacità e sereno coraggio durante numerose e lunghe missioni di guerra spesso coronate da successo. Compiva sempre a bordo della stessa unità, prima in qualità di Ufficiale di Rotta e quindi come Ufficiale in seconda, circa ottomila ore di moto, con un totale di naviglio avversario affondato di 62.680 tonnellate. Nel corso di attacco a convoglio fortemente scortato, l'unità veniva avvistata e sottoposta a dura caccia da parte di forze preponderanti. Costretta ad emergere per i gravi danni subiti, impegnava impari ed aspro combattimento in superficie contro l'unità attaccante reagendo con il fuoco di tutte le sue armi e con i siluri.
Caduto il Comandante e falcidiata la maggior parte degli uomini in coperta, mentre l'unità più volte colpita era in preda ad incendio, con mirabile spirito aggressivo seguitava a dirigere il tiro del pezzo di poppa incitando l'equipaggio alla resistenza estrema, fino a che mortalmente colpito dal ravvicinato e nutrito fuoco avversario, scompariva in mare dopo aver dato tutto se stesso per la grandezza della Patria.
Oceano Atlantico, 16 giugno 1940 - 14 luglio 1942"
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| Il tenente di vascello Gennaro Maffettone (da www.movm.it) |
"Direttore di macchina su sommergibile oceanico in lunga missione di guerra, fronteggiava con perizia i danni ingenti subiti dal battello in seguito a violentissimo attacco subito da unità avversarie.
"Imbarcato su sommergibile oceanico, assolveva i propri incarichi con sereno coraggio ed alto senso del dovere, durante violentissimo attacco subito dal battello, nel corso di lunga missione di guerra, da parte di unità avversarie e nel successivo impari combattimento in superficie.
Rimaneva al proprio impianto sotto nutrito e ravvicinato fuoco avversario; mortalmente colpito sacrificava la propria vita nell'adempimento della consegna ricevuta e del proprio dovere.
Oceano Atlantico 14 luglio 1942"
La motivazione della Medaglia di Bronzo al Valore Militare conferita alla memoria del capo elettricista di terza classe Pietro Robazza, nato a Rivarolo Ligure (Genova) il 6 maggio 1913:
"Imbarcato su sommergibile oceanico, assolveva i propri incarichi con sereno coraggio ed alto senso del dovere, durante violentissimo attacco subito dal battello, nel corso di lunga missione di guerra, da parte di unità avversarie e nel successivo impari combattimento in superficie.
Rimaneva al proprio impianto sotto nutrito e ravvicinato fuoco avversario, mortalmente colpito sacrificava la propria vita nell'adempimento della consegna ricevuta e del proprio dovere.
Oceano Atlantico, 14 luglio 1942"
Scompariva in mare con l'unità nell'adempimento del proprio dovere."
Oceano Atlantico, 14 luglio 1942
L’affondamento del Calvi nel ricordo di Philip E. Marshall, giovane membro dell’equipaggio del Londonderry (estratto da ‘WW2 People's War’, archivio online di memorie di guerra raccolto dalla BBC, all’indirizzo bbc.co.uk/ww2peopleswar'):
I have here to supplement my memories with facts gleaned from reference books, because junior ratings often knew surprisingly little of what was happening. "Theirs not to reason why," as the poet said. Occasionally the Captain would broadcast an official announcement. The rest of the news came in snippets from signalmen, or those on duty near the bridge. I remember that we were summoned to Action Stations on a pitch-black night. The books tell me, that our group leader, H.M.S. Lulworth [in realtà il caposcorta era il Londonderry stesso, mentre è vero che fu il Lulworth ad individuare ed affondare il Calvi], located and sank the Pietro Calvi. This was July 14th, 1942. My station was now with the depth charges on the quarter-deck. We were proceeding very slowly, and I believe we were looking for survivors, when there was sudden acceleration, and a sharp turn to starboard. A surge of water swept the low lying quarter-deck , causing two of us in its path to cling to the depth-charge rails to avoid being swept overboard to join the enemy. On the mess-deck there were two stories; one said the Lulworth, using a searchlight to illuminate survivors, had shone its light further and spotted a second submarine; the other, less credible, claimed that one of the survivors had been in the Italian Olympic swimming team, and when he set off towards Lulworth, at a fast crawl, he was mistaken for an approaching torpedo. Whichever story is true, or neither, the ships abandoned men in the water, and prepared to fend off another attacker. We picked up no-one at the time, but some had been rescued, and next day they were transferred to the Londonderry to ease the pressure elsewhere.
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Complimenti,non conoscevo la storia del Pietro Calvi,mio padre (William Pratesi)era imbarcato ed era un sopravvissuto, mi sono commosso,grazie!
RispondiEliminaSono il nipote dell'ammiraglio Romolo Polacchini.
RispondiEliminaComplimenti per questa bellissima ricostruzione!
La ringrazio.
EliminaComplimenti per la storia del Calvi. Mio padre Domenico Di Fazio era sopravissuto all'ultima battaglia del Calvi e tante volte raccontava della guerra.
RispondiEliminaStoria .. storia che conosco piuttosto bene, purtroppo. Sono il pronipote di Pittei Renzo, imbarcato sul Pietro Calvi e uno dei sopravvissuti al mitragliamento in mare mentre il Calvi stava affondando. Storia raccontata più volte da mia prozia, sorella di Pittei, la quale mi ha consegnato l’attestato e la Croce di Guerra rilasciati dal Ministero della Difesa ... in ricordo di un uomo dedito alla sua Patria.
RispondiEliminaBuona giornata!
RispondiEliminaTutti i membri dell'equipaggio morti che non erano stati ancora premiati ricevettero una medaglia di bronzo nel 1948. Tutti tranne Mario Rossanda. La motivazione non è stata trovata. Hai qualche informazione su questo marinaio?
Grazie
Purtroppo no... è piuttosto strano.
EliminaHo controllato tutti i nomi dalla lista su Nastro Azzurro. Con alcune differenze nei nomi, c'è di tutto e manca il capo di secondo capo ... Molto probabilmente un errore. Dal momento che tutti sono stati premiati, anche a lui dovrebbe essere assegnata una motivazione simile.
EliminaQualche settimana fa ho letto il racconto di un sommergibilista salvato dall'intervento di San Giuseppe. Lì per lì la questione non non mi era interessata più di tanto. Ieri ne ho parlato ad un amico seminarista che sarebbe interessato ad approfondire la storia, a memoria mi pareva si trattasse di un sopravvissuto del Calvi, ma non riesco a ritrovare il pezzo. Sapete aiutarmi?
RispondiEliminaMi è capitato di incontrare qualche racconto del genere, però questo specifico episodio non lo conosco..
EliminaSono la nipote del Sergente Edolo Roversi. Fu dato per disperso, non arrivò mai la comunicazione del decesso, ringraziandola per l'articolo che mi ha commosso, le chiedo se per caso ha qualche informazione in più su mio zio.
RispondiEliminaBuonasera,
Eliminapurtroppo non ho informazioni specifiche su di lui...
E' possibile conoscere il nome dei membri dell'equipaggio selezionati per la missione di soccorso dei naufraghi dell'Atlantis?
RispondiEliminaBuongiorno, purtroppo non li conosco...
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