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| Il varo della VAS 303 (g.c. Giorgio Parodi, via www.naviearmatori.net) |
Cacciasommergibili (detta anche classe "VAS 300", o "Ansaldo 90 t", versione ingrandita e con scafo metallico, ma stessa configurazione generale, del precedente tipo Baglietto da 68 t). Lungo 34,10 metri e largo cinque, con un pescaggio di
2,10 m, dislocava 75 tonnellate standard e 90-94,5 a pieno carico e
raggiungeva una velocità di 18 nodi ed un'autonomia di 900 miglia a
14 nodi (l'apparato propulsivo era costituito da tre motori diesel
FIAT a 12 cilindri da 1050-1100 HP complessivi, su tre assi).
L'armamento constava di due mitragliere Breda 1940 da 20/65 mm, due
mitragliatrici binate da 8/80 mm, due tubi lanciasiluri da 450 mm
oppure una mitragliera pesante Breda 1939 da 37/54 mm, e trenta bombe
di profondità; l'equipaggio era composto da 26 uomini.
Breve e parziale cronologia.
6 ottobre 1942
Varata dai cantieri Ansaldo-Cerusa di Genova Voltri.
23 novembre 1942
Entrata in servizio.
26 gennaio 1943
La VAS 303 attacca un contatto subacqueo rilevato all'idrofono durante una missione di ricerca antisommergibili, ritenendo di averlo danneggiato. Tuttavia, non risultano esservi stati sommergibili nemici in zona al momento dell'attacco.
15 febbraio 1943
La VAS 303 salpa da Genova per dare la caccia al sommergibile britannico Saracen, che alle 8.45 ha silurato e danneggiato la nave cisterna tedesca (ex francese) Marguerite Finaly a sudovest di Genova, tra Capo Noli e Capo Vado, in posizione 44°08' N e 08°28' E, durante la navigazione da Marsiglia a Genova. La VAS 303 non riesce a trovare il sommergibile.
9 settembre 1943
La notte successiva alla proclamazione dell'armistizio tra l'Italia e gli Alleati, la VAS 303 rientra a Civitavecchia dopo una crociera di vigilanza antisommergibili effettuata al largo del porto e va ad ormeggiarsi vicino alla VAS 302, che non è uscita per avarie (secondo il volume USMM "La Marina dall'8 settembre 1943 alla fine del conflitto", la VAS 303 sarebbe stata richiamata in porto in seguito all'annuncio dell'armistizio). Verso l'alba, in seguito alle notizie sull'armistizio e sugli sviluppi della situazione a terra (le forze tedesche hanno lanciato l'operazione "Achse" per l'occupazione dell'Italia e la neutralizzazione delle sue forze armate), i due cacciasommergibili si preparano a partire, ma alle quattro del mattino carri armati tedeschi, entrati in città senza incontrare resistenza (Civitavecchia non è località di primaria importanza militare e non vi si trovano un comando operativo dell'Esercito né un presidio; il responsabile del Comando Marina, contrammiraglio Carlo De Bei, è andato in licenza proprio il pomeriggio dell'8 settembre), irrompono sulle banchine ed occupano il porto con un'azione di sorpresa, impedendo l'uscita alle unità che vi si trovano, colte impreparate. Sabotate dagli equipaggi, VAS 303 e VAS 302 vengono catturate dai tedeschi, insieme alle motozattere MZ 724, MZ 777 e MZ 795 (queste ultime due, in navigazione da Napoli a Viareggio ed ignare dell'armistizio, sono state fermate al largo ed attirate in porto con l'inganno da una motosilurante tedesca), al cacciasommergibili ausiliario AS 86 Monte Maggiore ed alla motonave Carbonello A., oltre ad alcuni piccoli motovelieri e pescherecci. (C'è invero una contraddizione nella storia ufficiale dell'Ufficio Storico della Marina Militare, in quanto "La Marina dall'8 settembre 1943 alla fine del conflitto" afferma che "il personale non ebbe il tempo di attuare alcun provvedimento atto ad impedire che [le unità in porto] cadessero intatte nelle mani del nemico", ma "Navi militari perdute" pure dell'USMM asserisce invece che le due VAS furono "in parte sabotate").
13 settembre 1943
Armata da personale della 6. Räumbootflottille (6a Flottiglia Motodragamine) tedesca, la VAS 303 lascia Civitavecchia alle 15.10, affiancata dal motodragamine tedesco R 15. Una volta fuori dal porto, la VAS 303 viene presa a rimorchio da una motozattera tedesca tipo MFP; insieme ad altre motozattere, dirigono per Porto Santo Stefano, dove giungono alle 21.15.
14 settembre 1943
Alle 21.10 il convoglio, cui si sono unite alcune chiatte fluviali ex francesi (péniches) e mezzi italiani catturati, parte per Piombino.
15 settembre 1943
Scortato dall'R 15, il convoglio entra a Piombino.
18
ottobre 1943
Entra in servizio nella Kriegsmarine come motodragamine, con la nuova denominazione di RA 256.
Assegnata alla 11.Räumboot-Flottille, che comprende diciotto ex VAS italiane (oltre alla VAS 303/RA 256, RA 251, ex VAS 306; RA 252, ex VAS 305; RA 253, ex VAS 307; RA 254, ex VAS 301; RA 255, ex VAS 304; RA 257, ex VAS 302; RA 258, ex VAS 309; RA 259, ex VAS 311; RA 260, ex VAS 312; RA 261, ex VAS 236; RA 262, ex VAS 239; RA 263, ex VAS 308; RA 264, ex VAS 310; RA 265, ex VAS 240; RA 266, ex VAS 241; RA 267, ex VAS 242; RA 268, ex VAS 243) e dieci motodragamine tedeschi (R 162, R 189, R 198, R 199, R 200, R 212, RD 109, RD 111, RD 112, RD 147).
L'imbarco delle attrezzature per il dragaggio meccanico comporta la riduzione della dotazione di bombe di profondità da trenta a sei o dieci, a seconda delle fonti. L'armamento risulta così composto: una mitragliera pesante Mod. 1940 da 37/54 mm, tre mitragliere singole Mod. 1940 da 20/65 mm, due tubi lanciasiluri da 450 mm.
1° gennaio 1944
Trasferita, insieme alle altre unità della 11. Räumboot-Flottille, alla 22. U-Jagd-Flottille, avente base a Genova al comando del capitano di corvetta Friedrich Wunderlich. Oltre ai dragamine della 11.Räumboot-Flottille, fanno parte della flottiglia gli ex pescherecci armati francesi Martin Le Grasse (UJ 2206), Cap Nord (UJ 2207), Alfred (UJ 2208), Minerva (UJ 2209), Marcella (UJ 2210), Le Hardi (UJ 2211), Pescagel (UJ 2212), Henreux (UJ 2213), Clairvoyant (UJ 2214) e Volontaire (UJ 2215); gli ex panfili francesi L'Incomprise (UJ 2216), Cetonia (UJ 2217) e Todorna (UJ 2218); l'ex panfilo belga Insuma (UJ 2219); l'ex nave scorta ausiliaria italiana Lago Zuai (UJ 2220); le ex corvette italiane Vespa (UJ 2221), Tuffetto (UJ 2222), Marangone (UJ 2223), Strolaga (UJ 2224), Ardea (UJ 2225), Artemide (UJ 2226), Persefone (UJ 2227), Euterpe (UJ 2228) e Renna (UJ 2230); e gli ex avvisi francesi Rageot de la Touche (UJ 2229) e La Batailleuse (UJ 2231). La flottiglia ha compiti di scorta e sicurezza costiera nelle acque del Mar Ligure e dell'Alto Tirreno.
25 marzo 1944
Insieme alla motovedetta VP 7025, la RA 256 scorta il mercantile Iglesias da Genova a Savona.
26 marzo 1944
La RA 256 scorta la torpediniera TA 27 (ex italiana Auriga, catturata in costruzione e completata dalla Marina tedesca) durante le prove in mare al largo di Genova.
27 marzo 1944
La RA 256 viene speronata e danneggiata dal trasporto militare tedesco KT 16 al largo di Livorno. Si trasferisce poi da Genova a Livorno, scortata dal KT 20.
30 marzo 1944
Irreparabilmente danneggiata a Livorno da un bombardamento aereo da parte della 12th U. S. Army Air Force (altre fonti la danno come affondata; il diario della Divisione operazioni dello Stato Maggiore della Kriegsmarine riporta l'RA 256 come affondata il 30 marzo, ma il giorno seguente si corregge riportando "Il motodragamine RA 256 che è stato riportato affondato nell'attacco aereo del 30 marzo a Livorno è stato mantenuto a galla"). Nella stessa incursione vengono affondati il motodragamine R 161 e le piccole motonavi per navigazione costiera Bamberg ed Eisenach.
21 giugno 1944
Radiata dai quadri della Kriegsmarine.
1947
Demolita.
Entra in servizio nella Kriegsmarine come motodragamine, con la nuova denominazione di RA 256.
Assegnata alla 11.Räumboot-Flottille, che comprende diciotto ex VAS italiane (oltre alla VAS 303/RA 256, RA 251, ex VAS 306; RA 252, ex VAS 305; RA 253, ex VAS 307; RA 254, ex VAS 301; RA 255, ex VAS 304; RA 257, ex VAS 302; RA 258, ex VAS 309; RA 259, ex VAS 311; RA 260, ex VAS 312; RA 261, ex VAS 236; RA 262, ex VAS 239; RA 263, ex VAS 308; RA 264, ex VAS 310; RA 265, ex VAS 240; RA 266, ex VAS 241; RA 267, ex VAS 242; RA 268, ex VAS 243) e dieci motodragamine tedeschi (R 162, R 189, R 198, R 199, R 200, R 212, RD 109, RD 111, RD 112, RD 147).
L'imbarco delle attrezzature per il dragaggio meccanico comporta la riduzione della dotazione di bombe di profondità da trenta a sei o dieci, a seconda delle fonti. L'armamento risulta così composto: una mitragliera pesante Mod. 1940 da 37/54 mm, tre mitragliere singole Mod. 1940 da 20/65 mm, due tubi lanciasiluri da 450 mm.
1° gennaio 1944
Trasferita, insieme alle altre unità della 11. Räumboot-Flottille, alla 22. U-Jagd-Flottille, avente base a Genova al comando del capitano di corvetta Friedrich Wunderlich. Oltre ai dragamine della 11.Räumboot-Flottille, fanno parte della flottiglia gli ex pescherecci armati francesi Martin Le Grasse (UJ 2206), Cap Nord (UJ 2207), Alfred (UJ 2208), Minerva (UJ 2209), Marcella (UJ 2210), Le Hardi (UJ 2211), Pescagel (UJ 2212), Henreux (UJ 2213), Clairvoyant (UJ 2214) e Volontaire (UJ 2215); gli ex panfili francesi L'Incomprise (UJ 2216), Cetonia (UJ 2217) e Todorna (UJ 2218); l'ex panfilo belga Insuma (UJ 2219); l'ex nave scorta ausiliaria italiana Lago Zuai (UJ 2220); le ex corvette italiane Vespa (UJ 2221), Tuffetto (UJ 2222), Marangone (UJ 2223), Strolaga (UJ 2224), Ardea (UJ 2225), Artemide (UJ 2226), Persefone (UJ 2227), Euterpe (UJ 2228) e Renna (UJ 2230); e gli ex avvisi francesi Rageot de la Touche (UJ 2229) e La Batailleuse (UJ 2231). La flottiglia ha compiti di scorta e sicurezza costiera nelle acque del Mar Ligure e dell'Alto Tirreno.
25 marzo 1944
Insieme alla motovedetta VP 7025, la RA 256 scorta il mercantile Iglesias da Genova a Savona.
26 marzo 1944
La RA 256 scorta la torpediniera TA 27 (ex italiana Auriga, catturata in costruzione e completata dalla Marina tedesca) durante le prove in mare al largo di Genova.
27 marzo 1944
La RA 256 viene speronata e danneggiata dal trasporto militare tedesco KT 16 al largo di Livorno. Si trasferisce poi da Genova a Livorno, scortata dal KT 20.
30 marzo 1944
Irreparabilmente danneggiata a Livorno da un bombardamento aereo da parte della 12th U. S. Army Air Force (altre fonti la danno come affondata; il diario della Divisione operazioni dello Stato Maggiore della Kriegsmarine riporta l'RA 256 come affondata il 30 marzo, ma il giorno seguente si corregge riportando "Il motodragamine RA 256 che è stato riportato affondato nell'attacco aereo del 30 marzo a Livorno è stato mantenuto a galla"). Nella stessa incursione vengono affondati il motodragamine R 161 e le piccole motonavi per navigazione costiera Bamberg ed Eisenach.
21 giugno 1944
Radiata dai quadri della Kriegsmarine.
1947
Demolita.
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