| Il Ninfea come Bemtevi, ben visibile lo scafo con le estremità a “barchetta di carta” (g.c. Mauro Millefiorini) |
Piroscafo
da carico di 607 tsl e 298 tsn, lungo 52,5 metri, largo 9,1 e
pescante 4,75. Di proprietà dell'armatore Orazio Rosini di Genova,
iscritto con matricola 2181 al Compartimento Marittimo di Genova,
nominativo di chiamata IREB.
Breve e parziale cronologia.
Luglio 1917
Ordinata dalla Royal Navy alla Smith's Dock Company Ltd. di South Bank, Middlesborough.
14 dicembre 1917
Varata dalla Smith's Dock Company Ltd. di South Bank, Middlesborough, come cannoniera/pattugliatore/sloop Kilgobnet (numero di cantiere 723), per la Royal Navy.
Febbraio 1918
Completata come cannoniera/pattugliatore/sloop HMS Kilgobnet (pennant number F 3803). Caratteristiche originarie: lunghezza 52,49 metri, larghezza 9,14, pescaggio 4,78, dislocamento 890-893 tonnellate, stazza lorda 628 (o 607) tsl e netta 283 (o 298) tsn. Propulsa da una macchina a vapore della Smith's Dock Company da 3 cilindri e 94 NHP, alimentata da una sola caldaia e con una singola elica, velocità 13 nodi.
Si tratta di una cannoniera/sloop/nave da pattugliamento della classe ‘Kil', navi scorta ausiliarie per la lotta antisommergibili la cui costruzione è stata decisa dalla Royal Navy a metà del 1917 (nell'ambito dell'"Emergency War Programme"), con l'intento di disporre di navi scorta dotate di maggior velocità, autonomia e tenuta del mare rispetto ai pescherecci antisommergibili. A partire dal luglio 1917 l'Ammiragliato britannico ha ordinato a sei cantieri navali del Regno Unito, specializzati nella costruzione di pescherecci oceanici (trawlers), un totale di 85 unità della nuova classe, inizialmente classificate "pescherecci antisom veloci" (fast trawlers) e poi, dal 18 gennaio 1918, "cannoniere da pattugliamento" (patrol gunboats). Nel novembre 1917 l'Ammiragliato ha approvato il finanziamento per la costruzione di 85 navi di questo tipo, disponendo che esse abbiano la priorità rispetto alla costruzione dei pescherecci antisom delle classi Strath, Castle e Mersey, un eguale numero dei quali viene per questo cancellato in modo da "fare spazio" nei cantieri designati (ad esempio, la costruzione di 16 ‘Castle' ordinati ai cantieri Smith's Dock viene cancellata e rimpiazzata da un ordine per la costruzione di altrettante ‘Kil'). Nel marzo 1918 una revisione nelle priorità porterà alla cancellazione degli ordini relativi a 30 cannoniere classe ‘Kil', mentre altre 54 verranno completate, sedici delle quali a guerra già finita. Tutte le navi della classe portano nomi di villaggi della Scozia e dell'Irlanda che iniziano con "Kil"; proprio il cantiere Smith's Dock è quello che ne costruisce il maggior numero, trenta. La Kilgobnet è tra le prime ad entrare in servizio.
Caratteristica delle cannoniere tipo ‘Kil' è l'aspetto da "barchette di carta", con doppia sovrastruttura della plancia, verso prua e verso poppa, un unico fumaiolo centrale e soprattutto una poppa che ha forma analoga alla prua, piuttosto spigolosa: scopo di questa bizzarra configurazione è di ingannare i sommergibilisti tedeschi, che dovrebbero faticare a distinguere la prua dalla poppa ed a determinare la rotta della nave da grande distanza. In aggiunta a ciò, molte vengono verniciate con colorazione mimetica "dazzle"; sono dotate di idrofono, di un cannone da 102 mm e di sei o più bombe di profondità. La costruzione di ciascuna nave richiede circa sei mesi.
Le cannoniere ‘Kil' completate, parte delle quali attrezzate come dragamine, vengono tutte assegnate alla "Auxiliary Patrol". Parte di quelle ultimate dopo la fine delle ostilità vengono completate già senza armamento e vengono immediatamente poste in riserva e messe in vendita dall'Ammiragliato (sulla Sale List) perché ormai superflue, essendo venuta meno la minaccia subacquea tedesca.
Primo comandante della Kilgobnet, fin da prima dell'entrata in servizio (assume il comando il 28 gennaio 1918), è il tenente di vascello Charles William Beddoe.
4 marzo 1918
La Kilgobnet prende a bordo da un piropeschereccio che l'ha recuperato in mare il radiotelegrafista del piroscafo frigorifero Romeo, Arthur Sneddon. Questi è uno dei soli tre sopravvissuti tra i 37 membri dell'equipaggio della nave, affondata il giorno precedente dal sommergibile tedesco U 102 durante un viaggio da Scapa Flow a Liverpool via Stornoway, a noleggio dell'ammiragliato ed al comando del capitano James Neale, di ritorno dopo aver trasportato a Scapa carne ed altre provviste destinate agli equipaggi della Grand Fleet, di stanza nella base scozzese. Colpito da un siluro che l'ha spezzato in due, alle 2.40 del 3 marzo, il Romeo è affondato in meno di due minuti in posizione 52°22' N e 04°52' O, una decina di miglia a sud del faro del Mull of Galloway ed undici miglia a nordovest di Peel (Isola di Man), senza avere il tempo di calare le scialuppe. Oltre a Sneddon, gli unici altri sopravvissuti sono i due cannonieri addetti all'unico cannone di cui il Romeo era munito a scopo difensivo, che sono riusciti a raggiungere una lancia semiallagata rimettendola in sesto ed alzandone anche la vela (hanno issato a bordo anche un marinaio, che però è morto poco dopo), per poi essere recuperati dal piroscafo Ardgarvel, che li ha sbarcati a Greenock.
La Kilgobnet sbarca il naufrago a Holyhead alle undici del mattino.
16 aprile 1918
Al comando del tenente di vascello Beddoe, la Kilgobnet trae in salvo l'equipaggio del piroscafo britannico Nirpura, silurato ed affondato dal sommergibile tedesco U 155 (capitano di corvetta Erich Eckelmann) in posizione 38°57' N e 11°55' O, 110 miglia ad ovest/nordovest di Cabo de Roca (Portogallo), durante un viaggio da Bombay a Londra con un carico di piselli e lenticchie. In riconoscimento per il salvataggio dell'equipaggio Beddoe riceverà un attestato manoscritto miniato.
14 febbraio 1920
Dopo essere stata privata dell'armamento e radiata dai quadri della Royal Navy, la Kilgobnet viene venduta insieme a dieci gemelle all'armatore B. Burleston di Newcastle-upon-Tyne (per altra fonte agli armatori Robinson, Brown & Co. o Robinson, Brown & Joplin) e trasformata in piroscafo da carico. Ribattezzata Maxton e registrata a Newcastle-upon-Tyne, viene affidata in gestione, come le altre gemelle trasformate, alla Joplin & Hull di Newcastle, che a sua volta ha acquistato direttamente altre tre navi ex ‘Kil'.
In totale, ben 48 delle 54 cannoniere della classe ‘Kil' vengono trasformate in navi mercantili e vendute ad armatori privati in data 14 febbraio 1920. Molte di queste subiscono modifiche alla prua (che viene "raddrizzata") ed un allungamento dello scafo, che ne aumentano la stazza lorda di circa 200 tsl.
Stazza lorda 628 tsl, netta 266 tsn; nominativo di chiamata KGOM.
1922
Venduto all'armatore Johann M. K. Blumenthal di Amburgo e ribattezzato Matthias. Bandiera tedesca, stazza lorda 632 tsl e netta 276 tsn, porto di registrazione Amburgo, nominativo di chiamata RCNH.
1928
Acquistato dalla Compagnie Générale Aéropostale, con sede a Le Havre, e ribattezzato Bemtevi. La stazza lorda è di 623 tsl, quella netta di 258 tsn; porto di registrazione Le Havre (per altra fonte Dakar), nominativo di chiamata radio FNAM (poi OTEC).
Impiegato nell'Atlantico meridionale come nave appoggio per gli aerei della compagnia impegnati nel servizio di linea con il Sudamerica.
1934
Passa all'Air France, con sede a Parigi (ma rimane registrato a Le Havre).
1938
Acquistato dall'armatore Orazio Rosini di Genova e ribattezzato Ninfea.
1940
Ne viene trattata la vendita all'armatore belga J. P. Folchi, ma la transazione salta (forse a causa dello scoppio della guerra).
10 luglio 1940
Requisito dalla Regia Marina ed iscritto nel ruolo del naviglio ausiliario dello Stato. Sarà impiegato principalmente nel servizio di cabotaggio lungo la costa libica, trasportando materiali dai porti più grandi e meglio attrezzati, dove arrivano i convogli dall'Italia, ai porticcioli più vicini alla linea del fronte nordafricano, dove per bassi fondali o mancanza di installazioni adeguate non possono approdare le navi di grande tonnellaggio.
9 settembre 1940
Il Ninfea e le piccole navi cisterna Irma e Teodolinda salpano da Trapani alle 17.30, diretti a Tripoli. Varie unità locali si alternano nella loro scorta lungo il tragitto.
13 settembre 1940
Il convoglietto giunge a Tripoli alle 18.30.
24 settembre 1940
Durante la notte il Ninfea salpa da Tripoli diretto a Tobruk ed Ain-el-Gazala, rimorchiando la Teodolinda ed in convoglio con il piroscafo Avionia ed il rimorchiatore Antonio. Di nuovo, varie unità si alternano nella loro scorta.
28 settembre 1940
Il convoglietto puggia ad Ain-el-Gazala alle 9.30, poi prosegue per Bengasi.
30 settembre 1940
Le navicelle giungono a Bengasi alle 14, poi proseguono per Tobruk.
2 ottobre 1940
Alle sei il Ninfea giunge ad Ain-el-Gazala, mentre le altre navi arrivano a Tobruk due ore dopo.
Alle 9.45, il Ninfea riparte da Ain-el-Gazala diretto a Tobruk, con scorta di unità varie. Giunto a Tobruk alle 15.15, riparte successivamente per Ain-el-Gazala.
4 ottobre 1940
Arriva di nuovo ad Ain-el-Gazala alle 8.15.
14 ottobre 1940
Il Ninfea, il piroscafo Priaruggia e quattro motopescherecci salpano da Tobruk per Bengasi alle 17.
16 ottobre 1940
Il convoglio giunge a Bengasi alle 14.
27 ottobre 1940
Ninfea e Priaruggia lasciano Bengasi alle 14 per tornare a Tobruk, scortati dalla torpediniera Sagittario.
29 ottobre 1940
Il Ninfea entra ad Ain-el-Gazala alle 9, mentre Priaruggia e Sagittario proseguono per Tobruk.
30 ottobre 1940
Alle 19 il Ninfea lascia Tobruk per Bengasi.
1o novembre 1940
Scortato da unità varie, giunge a Bengasi alle 18.
5 novembre 1940
Alle 23 il Ninfea salpa da Ain-el-Gazala diretto a Tobruk.
6 novembre 1940
Scortato da unità varie, arriva a Tobruk alle 13.
9 novembre 1940
Lascia Tobruk alle 17.45, diretto a Bengasi.
11 novembre 1940
Arriva a Bengasi alle 18.30.
20 dicembre 1940
Il Ninfea lascia Bengasi alle 18 insieme ai piroscafi Mira, Promotore, Pallade ed Ezilda Croce, diretti a Tripoli con la scorta della torpediniera Generale Carlo Montanari (convoglio "Mira").
23 dicembre 1940
Alle 2.55, in posizione 32°42' N e 14°55' E (al largo di Misurata), il convoglio "Mira" viene avvistato dal sommergibile britannico Regent (capitano di corvetta Hugh Christopher Browne), che ne apprezza la composizione come quattro navi mercantili, una grande e tre piccole, scortate da una torpediniera o cacciatorpediniere; il sommergibile le attacca con il lancio di due siluri da 1830 metri, ma senza successo. L'attacco non viene notato dalle navi italiane.
24 dicembre 1940
Il convoglio giunge a Tripoli alle dieci.
13 gennaio 1941
Il Ninfea, i piroscafi Mira ed Irma Calzi e la motonave Pro Patria lasciano Tripoli alle 17 diretti a Palermo, con la scorta della torpediniera Aldebaran.
16 gennaio 1941
Il convoglio giunge a Palermo alle 15.
10 aprile 1941
Il Ninfea ed i piroscafi Serdica e Marocchino salpano da Trapani per Tripoli alle 7.30, scortati dalla torpediniera Giuseppe Sirtori.
13 aprile 1941
Il convoglio giunge a Tripoli alle 2.30.
25 aprile 1941
Il Ninfea ed il motoveliero Alma salpano da Bengasi per Tripoli alle 19. Varie unità locali si alternano nella loro scorta.
29 aprile 1941
Ninfea ed Alma giungono a Tripoli alle 15.
19 maggio 1941
Il Ninfea ed il motoveliero Frieda, scortati dalla nave ausiliaria Polifemo, salpano da Tripoli per Bengasi alle 9.30.
25 maggio 1941
Il convoglietto giunge a Bengasi alle 11.30.
15 giugno 1941
Alle 19.30 il Ninfea ed il piroscafo Pertusola salpano da Bengasi diretti a Tripoli, con la scorta della torpediniera Circe.
18 giugno 1941
Il convoglio arriva a Tripoli alle 10. (La cronologia dei convogli nel volume USMM "La difesa del traffico con l'Africa Settentrionale dal 10 giugno 1940 al 30 settembre 1941", da cui sono tratte queste notizie, afferma anche che il Ninfea sarebbe partito da Bengasi per Tripoli alle 14.30 del 17, insieme al motoveliero Unione ed al piroscafo Cadamosto, giungendo a Tripoli alle 14 del 19 con la scorta della torpediniera Perseo: questo viaggio appare però incompatibile con quello appena descritto).
27 giugno 1941
Alle 16 il Ninfea riparte da Tripoli diretto nuovamente a Bengasi, di nuovo in convoglio con il Pertusola (con una bettolina a rimorchio) e con la scorta della Circe.
30 giugno 1941
Le navi raggiungono Bengasi alle 9.
11 giugno 1941
Il Ninfea è ormeggiato nel porto di Bengasi quando, alle 21.40 (per altra fonte, 20.15), il sommergibile britannico Taku (capitano di fregata Edward Christian Frederic Nicolay) silura (lanciando un singolo siluro da 2100 metri di distanza, da un punto situato ad un miglio per 270o dal faro del frangiflutti) il piroscafo tedesco Tilly L. M. Russ, anch'esso in porto. Il Tilly L. M. Russ, carico di materiale altamente esplosivo (962 tonnellate di benzina, 487 di munizioni, 179 di bombe e 89 di altri materiali), esplode con conseguenze catastrofiche: il Ninfea ed i motovelieri Rosina e Luigi vengono incendiati, i motovelieri Nadia (V 209), Giorgina (AS 132) e Carolina (V 163) vengono affondati, e la piccola cisterna per acqua Elisa (F 44) viene danneggiata, mentre subisce lievi danni un pontone tedesco.
L'affondamento
Alle
otto di sera del 5 luglio 1941 il Ninfea
salpò da Bengasi alla volta di Tripoli, scortato dalla cannoniera
Dante
De Lutti
(tenente di vascello Rosario Pellegrini), ma dopo aver percorso poche
miglia, al tramonto, le due piccole navi si misero alla fonda a circa
quattro miglia dalla stazione segnali di Ras Tajunes, sulla costa
cirenaica, per passarvi la notte: l'indomani all'alba sarebbero
dovute proseguire, in coincidenza con un altro convoglio proveniente
da Tripoli.
Scelta forse poco prudente, quella di fa partire le navi in serata solo per farle sostare per la notte in un ancoraggio non riparato a poca distanza dal porto di partenza: giacché in quelle acque si trovava anche il sommergibile britannico Triumph (capitano di fregata Wilfrid John Wentworth Woods), partito da Alessandria d'Egitto il precedente 26 giugno per una missione di guerra – la sedicesima – nel Golfo della Sirte. Nei giorni precedenti il Triumph aveva già mietuto una prima vittima, il sommergibile italiano Salpa, e condotto un'infruttuosa puntata verso l'Egeo per intercettare un convoglio della Francia di Vichy con rinforzi per la Siria. Al termine di quest'ultima, non avendo trovato il convoglio, era tornato nel Golfo della Sirte il 2 luglio.
Alle 21.22 del 5 luglio, il Triumph avvistò il Ninfea, di cui sovrastimò la stazza in 1500 tsl, e la De Lutti, che identificò come un peschereccio armato antisommergibili (un apprezzamento abbastanza corretto, visto che la De Lutti era nata come piropeschereccio ed aveva armamento simile ai piropescherecci d'altura armati dalla Royal Navy come unità antisommergibili), all'ancora davanti a Ras Tajunes. Portatosi silenziosamente, in superficie, a meno di cento metri dalla De Lutti, alle 21.44 il Triumph aprì il fuoco contro di essa a bruciapelo (fonti italiane affermano che l'apertura del fuoco avvenne "da meno di mille metri"), con il cannone di coperta ed una mitragliera Lewis; sei colpi, tutti andati a segno, furono sufficienti a ridurla ad un relitto in fiamme, dopo di che, sparato un ultimo colpo sotto la linea di galleggiamento, il sommergibile spostò il tiro sul Ninfea, distante 730 metri. (Ciò è quanto emerge dal giornale di bordo del Triumph, mentre il citato "La difesa del traffico" dell'USMM afferma che dopo aver messo i primi colpi a segno sulla De Lutti, il sommergibile spostò il tiro del suo cannone sul Ninfea, mentre continuò a sparare sulla De Lutti, che intanto aveva risposto al fuoco, con le sole mitragliere).
Dopo aver sparato quindici colpi, diversi dei quali andati a segno, il Triumph esaurì la scorta di munizionamento senza vampa per il tiro notturno e dovette passare alle munizioni normali; poté sparare soltanto un colpo di questo tipo, tuttavia, prima che una batteria costiera aprisse il fuoco contro di esso. Un colpo sparato da questa (secondo "La difesa del traffico", invece, dalla De Lutti, il cui cannone prodiero fu subito messo fuori uso ma che continuò a rispondere al fuoco con quello poppiero) colpì il Triumph, perforando la cassa di zavorra numero 1 all'altezza della linea di galleggiamento, danneggiando i tubi lanciasiluri prodieri e spruzzando il personale in plancia ed i serventi del cannone; a questo punto il sommergibile decise di ritirarsi.
Scelta forse poco prudente, quella di fa partire le navi in serata solo per farle sostare per la notte in un ancoraggio non riparato a poca distanza dal porto di partenza: giacché in quelle acque si trovava anche il sommergibile britannico Triumph (capitano di fregata Wilfrid John Wentworth Woods), partito da Alessandria d'Egitto il precedente 26 giugno per una missione di guerra – la sedicesima – nel Golfo della Sirte. Nei giorni precedenti il Triumph aveva già mietuto una prima vittima, il sommergibile italiano Salpa, e condotto un'infruttuosa puntata verso l'Egeo per intercettare un convoglio della Francia di Vichy con rinforzi per la Siria. Al termine di quest'ultima, non avendo trovato il convoglio, era tornato nel Golfo della Sirte il 2 luglio.
Alle 21.22 del 5 luglio, il Triumph avvistò il Ninfea, di cui sovrastimò la stazza in 1500 tsl, e la De Lutti, che identificò come un peschereccio armato antisommergibili (un apprezzamento abbastanza corretto, visto che la De Lutti era nata come piropeschereccio ed aveva armamento simile ai piropescherecci d'altura armati dalla Royal Navy come unità antisommergibili), all'ancora davanti a Ras Tajunes. Portatosi silenziosamente, in superficie, a meno di cento metri dalla De Lutti, alle 21.44 il Triumph aprì il fuoco contro di essa a bruciapelo (fonti italiane affermano che l'apertura del fuoco avvenne "da meno di mille metri"), con il cannone di coperta ed una mitragliera Lewis; sei colpi, tutti andati a segno, furono sufficienti a ridurla ad un relitto in fiamme, dopo di che, sparato un ultimo colpo sotto la linea di galleggiamento, il sommergibile spostò il tiro sul Ninfea, distante 730 metri. (Ciò è quanto emerge dal giornale di bordo del Triumph, mentre il citato "La difesa del traffico" dell'USMM afferma che dopo aver messo i primi colpi a segno sulla De Lutti, il sommergibile spostò il tiro del suo cannone sul Ninfea, mentre continuò a sparare sulla De Lutti, che intanto aveva risposto al fuoco, con le sole mitragliere).
Dopo aver sparato quindici colpi, diversi dei quali andati a segno, il Triumph esaurì la scorta di munizionamento senza vampa per il tiro notturno e dovette passare alle munizioni normali; poté sparare soltanto un colpo di questo tipo, tuttavia, prima che una batteria costiera aprisse il fuoco contro di esso. Un colpo sparato da questa (secondo "La difesa del traffico", invece, dalla De Lutti, il cui cannone prodiero fu subito messo fuori uso ma che continuò a rispondere al fuoco con quello poppiero) colpì il Triumph, perforando la cassa di zavorra numero 1 all'altezza della linea di galleggiamento, danneggiando i tubi lanciasiluri prodieri e spruzzando il personale in plancia ed i serventi del cannone; a questo punto il sommergibile decise di ritirarsi.
Mortalmente danneggiato ed incendiato, durante la notte il Ninfea affondò parzialmente in quindici metri d'acqua, senza vittime tra l'equipaggio. Anche la De Lutti, parimenti in fiamme, affondò il mattino del 6 luglio, due miglia a sud di Ras Tajunes; tra il suo equipaggio si lamentarono un morto, il suo comandante, e quattro feriti.
Il Triumph dovette abbandonare la missione e rientrare a Malta a causa dei danni ai tubi lanciasiluri causati dal colpo a bordo, trascorrendo poi circa un mese ai lavori.
(Curiosamente, "La difesa del traffico" sposta in avanti di ventiquattr'ore la cronologia degli eventi, indicando l'attacco del Triumph come avvenuto la sera del 6 luglio e gli affondamenti avvenuti durante la notte e la mattina del 7, mentre "Navi mercantili perdute", pure dell'USMM, indica correttamente la data del 5 luglio).
L'affondamento del Ninfea e della De Lutti nel giornale di bordo del Triumph (da Uboat.net):
"2222C/5 - A 1500 tons merchant ship and a A/S trawler that were at anchor were sighted. At 2244 hours Triumph was only 100 yards from the trawler when fire was opened with the deck gun and a Lewis gun. After 6 rounds of flash less 4", all of which hit, the trawler was on fire, steam was escaping from the boiler and the ready use ammunition for it's gun had exploded. A round was fired into the trawlers waterline. Fire was now shifted to the merchant.
Fire on the merchant was opened at 800 yards. After 15 rounds, with several hits, the stock of flash less ammunition was gone and regular shells had to be used. After the first one was fired Triumph was fired upon by a shore battery. A round from the shore battery fell close enough to wet the bridge and gun crew. Actually it was a hit forward but this was not realised at that time. Triumph withdrew from the scene. Later it was found out that no.1 ballast tank had been holed on the waterline".
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