Sommergibile posamine
della classe Bragadin (dislocamento di 965 tonnellate in superficie e 1068 in
immersione).
Durante il periodo
interbellico svolse normale attività addestrativa e brevi crociere in acque
italiane. Unità di mediocri caratteristiche, non svolse una singola missione di
posa di mine in tutto il conflitto, venendo invece adibito – grazie agli ampi
spazi di cui disponeva per il trasporto delle mine, che potevano essere
utilizzati anche come “stive” per sistemarvi rifornimenti – a compiti di
trasporto, effettuando quindici missioni di questo tipo durante la guerra
1940-1943, portando benzina, munizioni ed altri materiali in Nordafrica ed in
seguito anche a Lampedusa. Nello stesso periodo svolse anche 23 missioni offensive/esplorative
e sette di trasferimento, percorrendo complessivamente 20.960 miglia in
superficie e 2172 in immersione. Dopo l’armistizio fu impiegato ancora in una
missione di rifornimento, verso Lero, per poi essere sottoposto a lavori di
grande manutenzione a Taranto e poi inviato ad Aden, dove venne impiegato
nell’addestramento antisommergibili delle unità aeronavali britanniche,
svolgendo 56 missioni di questo tipo fino alla fine della guerra.
Complessivamente compì 180 missioni di tutti i tipi durante il conflitto
1940-1945, percorrendo in tutto 38.219,52 miglia nautiche.
Il suo motto era “Col
popolo per la patria”.
Breve e parziale cronologia.
4 luglio 1927
Impostazione nei
cantieri Franco Tosi di Taranto.
30 marzo 1930
Varo nei cantieri
Franco Tosi di Taranto, con la benedizione del vescovo di Taranto.
Presenzia al varo,
tra gli altri, Oreste Bovini, podestà di Pausula, città natale del patriota
eponimo del sommergibile (che pochi mesi dopo sarà ribattezzata Corridonia
proprio in suo onore).
Successivamente una
delegazione dell’equipaggio del sommergibile, compreso il suo comandante, capitano
di corvetta Ignazio Castogiovanni, si recherà in visita a Corridonia.
Il Corridoni pronto al varo (Istituto Luce)
2.jpg) |
| Appena
varato (Istituto Luce) |
.jpg) |
| Il Corridoni durante l’allestimento (da “I
sommergibili italiani tra le due guerre” di Alessandro Turrini, UDAP 1990, via www.betasom.it) |
17 novembre 1931
Entrata in servizio.
Assegnato alla IV Squadriglia Sommergibili, di base a Taranto, che forma
insieme a Fratelli Bandiera, Luciano Manara, Ciro Menotti e Santorre
Santarosa.
13 giugno 1932
Riceve ad Ancona la
bandiera di combattimento, la cui madrina è la signora Maria Luchetti. La
bandiera è benedetta dal vescovo di Ancona, e riposta in un cofano portabandiera
disegnato dallo scultore anconetano Filandro Castellani.
.jpg) |
| La
cerimonia di consegna della bandiera di combattimento al Corridoni (Istituto Luce) |
1933
Posto alle dipendenze
della Scuola Comando.
1934
Assegnato alla VIII Squadriglia Sommergibili di Taranto, insieme al
gemello Marcantonio Bragadin ed
ai sommergibili Settembrini, Settimo, Salpa e Serpente.
1935
A causa delle
mediocri qualità marine (poca stabilità e forte beccheggio con mare mosso),
poco dopo il completamento il Corridoni subisce
lavori di modifica che vedono il rialzo dell’estrema prua (dando così un
“nasone”, poi eliminato nel 1943) e l’applicazione di controcarene laterali
(bottazzi); anche l’estrema poppa viene accorciata e modificata, per via della
mediocrità delle attrezzature per la posa di mine. Dopo le modifiche, la
lunghezza cala da 71,5 a 68 metri, la larghezza aumenta da 6,15 a 7,10 metri ed
il pescaggio decresce da 4,98 a 4,30 metri.
.JPG) |
| Il Corridoni a metà anni Trenta (Coll. Aldo
Fraccaroli, da “Mussolini’s Navy” di Maurizio Brescia) |
1935-1940
Presta servizio sul Corridoni, durante la guerra civile
spagnola, il sottotenente del Genio Navale Danilo Stiepovich, futura Medaglia
d’Oro al Valor Militare.
1936
Inviato a Tripoli per
un breve periodo.
1938
Corridoni e Bragadin formano la
XLV Squadriglia Sommergibili (inquadrata nel IV Grupsom di Taranto), che
comprende tutti i battelli posamine della Regia Marina: i ben più vecchi X 2 e X 3 ed i più moderni Pietro
Micca, Foca, Atropo e Zoea.
4 giugno 1940
Assume il comando del
Corridoni il capitano di corvetta
Manlio Minucci, di 36 anni, da Radda in Chianti.
10 giugno 1940
All’entrata in guerra
dell’Italia, il Corridoni (capitano
di corvetta Manlio Minucci) è in lavori a Taranto. Fa parte della XLIX
Squadriglia Sommergibili del IV Grupsom, con base a Taranto, insieme ai più
moderni sommergibili posamine Atropo
e Zoea.
16 giugno 1940
Salpa da Taranto alle
7.16, al comando del capitano di corvetta Minucci, per prove di fine lavori,
rientrando in porto alle 14.25 dopo aver percorso 29,5 miglia.
17 giugno 1940
Altra uscita in mare
per prove di fine lavori, al comando del capitano di corvetta Minucci, dalle
5.41 alle 14.18. Scortato dal dragamine RD
13, percorre 36 miglia.
.jpg) |
| Il Corridoni (quarta unità della fila,
riconoscibile dalla sigla “CR” sulla torretta) all’ormeggio insieme a Micca, Bragadin ed altri sommergibili (Coll. Guido Alfano, via Giorgio
Parodi e www.naviearmatori.net) |
19 giugno 1940
Altra uscita in mare
da Taranto per prove di fine lavori, dalle 13.20 alle 18.05 (percorse sei
miglia), sempre al comando del capitano di corvetta Minucci.
23 giugno 1940
Ulteriore uscita in
mare da Taranto per prove di fine lavori, dalle 8.20 alle 11.35, al comando del
capitano di corvetta Minucci, nel corso della quale vengono percorse 8,5
miglia.
26 giugno 1940
All’1.40 il Corridoni (capitano di corvetta Manlio
Minucci) salpa da Taranto diretto a Napoli, dove dovrà imbarcare del materiale
da portare urgentemente in Libia in una missione di trasporto.
28 giugno 1940
Arriva a Napoli alle
18, dopo aver percorso 480 miglia.
30 giugno 1940
Riparte da Napoli
alle 17.20, diretto a Tobruk con a bordo quindici tonnellate di munizioni e
materiali della Regia Aeronautica destinati alla base aerea di Tobruk, nonché
casse con pubblicazioni, documenti e materiale idrografico per quella base
navale (altra fonte parla di 27 tonnellate complessive di carico, materiali per
la Marina e per l’Aeronautica).
3 luglio 1940
Dopo essere passato
per il punto convenzionale C (32°13'40'N, 23°51'E) ed aver percorso 772 (o 852)
miglia, arriva a Tobruk alle 21, in ritardo di quattro ore sulla tabella di
marcia, dopo una traversata tranquilla.
Ritardo
provvidenziale: i servizi segreti britannici sono infatti riusciti a sapere del
previsto arrivo del Corridoni a
Tobruk alle 17 del 3 luglio, ed hanno inviato sul posto un idrovolante
antisommergibili Short Sunderland (l’aereo "R" del 228th
Squadron della Royal Air Force) con l’espresso incarico di affondarlo: quando
però il Sunderland giunge a Tobruk, non trova il Corridoni, non essendo ancora arrivato.
Durante la sosta del Corridoni a Tobruk il porto libico è
oggetto di tre attacchi aerei, il 5, il 13 ed il 15 luglio.
16 luglio 1940
Lascia Tobruk alle
6.45 diretto a Lero, trasportando materiali tra cui altre casse di documenti,
pubblicazioni e materiale idrografico per tale base.
19 luglio 1940
Arriva a Lero alle
15.30, dopo aver percorso 426 miglia.
.jpg) |
| Il Corridoni all’inizio della guerra (g.c.
STORIA militare) |
24 luglio 1940
Riparte da Lero alle
16.20, con l’ordine di pattugliare tra Creta e la Sapienza per poi rientrare a
Taranto.
8 agosto 1940
Arriva a Taranto alle
15.15, dopo una missione priva di eventi di rilievo. Ha percorso 1235 miglia.
9 agosto-24 settembre 1940
Ai lavori a Taranto.
25 settembre 1940
Alle 8.25 il Corridoni (capitano di corvetta Manlio
Minucci) salpa da Taranto per prove di fine lavori, facendovi ritorno alle
17.20 dopo aver percorso 33,5 miglia.
29 settembre 1940
Altra uscita da
Taranto per prove idrofoniche, dalle 9.07 alle 12.40. Percorse 5,2 migla.
3 ottobre 1940
Ulteriore uscita da
Taranto per prove di fine lavori, dalle 7.40 alle 13.46; percorse 40 miglia.
9-10 ottobre 1940
Si trova a Taranto
durante due attacchi aerei britannici, partecipando alla reazione contraerea
con le proprie mitragliere.
.jpg) |
| Il Corridoni in uscita dalle ostruzioni
esterne di Taranto nell’ottobre 1940, in partenza per una missione di trasporto
verso il Dodecaneso (g.c. STORIA militare) |
13 ottobre 1940
Alle 16.20 il Corridoni (capitano di corvetta Manlio
Minucci) parte da Taranto per una missione di trasporto a Rodi e Lero, con a
bordo viveri e materiali dell’Esercito e dell’Aeronautica.
Il servizio segreto
della Royal Navy è al corrente della missione, grazie all’intercettazione e
decifrazione di messaggi italiani da parte dell’organizzazione “ULTRA”. In data
15 ottobre il comando della Mediterranean Fleet viene dapprima informato che un
sommergibile carico di rifornimenti dovrà raggiungere Rodi, attraccando nelle
zone convenzionali "Antonio" e "Luigi", e poi che il
sommergibile in questione è il Corridoni,
che entrerà in Egeo nel pomeriggio del 16 ottobre raggiungendo Rodi il mattino
del 18.
15 ottobre 1940
Dalle 9.30 alle 14.02
il Corridoni è sottoposto a caccia,
in posizione 37° 50'N e 19° 50'E, da parte di un cacciatorpediniere che tenta
di localizzarlo con il sonar, lanciando bombe di profondità alle 9.48 ed alle
10.35. Non subisce alcun danno.
19 ottobre 1940
Arriva a Rodi alle
9.25, dopo aver percorso 820,5 miglia (per altra fonte 706).
20 ottobre 1940
Lascia Rodi alle
23.25, diretto a Lero.
21 ottobre 1940
Arriva a Lero alle
11.45, dopo aver percorso 820,5 miglia.
27 ottobre 1940
Lascia Lero alle
17.55 per un pattugliamento in Egeo, sempre al comando del capitano di corvetta
Minucci.
6 novembre 1940
Rientra a Lero alle
7.50 dopo aver percorso 1072 miglia, senza aver rilevato niente da segnalare.
13 novembre 1940
Lascia Lero alle
16.35 per rientrare in Italia. Anche di questo viaggio i britannici sono al
corrente per mezzo di “ULTRA”, che il 12 novembre ha appreso da messaggi
intercettati che "la data di
partenza del Corridoni da Rodi è stata rinviata e sarà comunicata a Roma",
e due giorni dopo che al Corridoni è
stata assegnata la rotta denominata convenzionalmente “Ebro” e che il
sommergibile dovrà partire la sera del 13, a meno di non ricevere
successivamente ordini diversi.
18 novembre 1940
Arriva a Taranto alle
15.45, dopo aver percorso 681,5 miglia. Segue un periodo di lavori in bacino.
28 dicembre 1940
Salpa da Taranto alle
8.10 per esercitazioni, al comando del capitano di corvetta Manlio Minucci.
Rientra alla base alle 16.15, dopo aver percorso 33 miglia.
31 dicembre 1940
Altra uscita per
esercitazione da Taranto, dalle 7.20 alle 16.15. Percorse 43,5 miglia.
6 gennaio 1941
Al comando del
capitano di corvetta Manlio Minucci, salpa da Taranto alle 7.30 per un
pattugliamento a sud del Canale d’Otranto, nel punto 38°40' N e 20°00' E, a
protezione del traffico con l’Albania. Durante la missione non avvista unità
nemiche né rileva niente di strano, eccetto delle esplosioni in lontananza.
17 gennaio 1941
Rientra a Taranto
alle 17.30, dopo aver percorso 1251 miglia.
4 febbraio 1941
Il capitano di
corvetta Minucci cede il comando del Corridoni
al tenente di vascello Lodovico Grion, di 31 anni, da Trieste.
6 febbraio 1941
Al comando del
tenente di vascello Lodovico Grion, il Corridoni
salpa da Taranto alle 10.25 per esercitazione, rientrando alla base alle 14.45
dopo aver percorso due miglia e mezzo.
7 febbraio 1941
Altra uscita per
esercitazione da Taranto, dalle 8.05 alle 13.10, al comando del tenente di
vascello Lodovico Grion, con la scorta del dragamine RD 13. Percorse 25 miglia.
Alle 20.15 prende
nuovamente il mare, stavolta al comando del capitano di corvetta Manlio
Minucci, per un pattugliamento idrofonico nel Golfo di Taranto.
8 febbraio 1941
Rientra a Taranto
alle 10.40, dopo aver percorso 99 miglia senza avvenimenti di rilievo.
12 febbraio 1941
Uscita in mare per
esercitazione, al comando del tenente di vascello Lodovico Grion, dalle 8.15
alle 15.45. Percorse 59 miglia. Alle 21.14 salpa nuovamente da Taranto per un
pattugliamento idrofonico, sempre al comando di Grion.
13 febbraio 1941
Ritorna a Taranto
alle 10.15, dopo aver percorso 88,5 miglia.
21 febbraio 1941
Salpa da Taranto alle
8.35 al comando del tenente di vascello Grion, per un’esercitazione per
cinematografia. Rientra alla base alle 14.40, dopo aver percorso diciotto
miglia.
22 febbraio 1941
Esce nuovamente da
Taranto dalle 9.20 alle 16.25, al comando del T.V. Grion, per un’esercitazione
per cinematografia, percorrendo 9,5 miglia.
24 febbraio 1941
Altra uscita per
esercitazione per cinematografia, dalle 13.15 alle 16.25, al comando del T.V.
Grion e con la scorta del dragamine RD 30.
Percorre 21,3 miglia.
26 febbraio 1941
Nuova uscita per
esercitazione per cinematografia, dalle 21.35 alle 23.55, al comando del
tenente di vascello Grion; percorre quattro miglia.
Una serie di immagini del Corridoni scattate nell’inverno del 1941 (Archivio Centrale dello Stato) 7 marzo 1941
Salpa da Taranto alle
20.15 per un pattugliamento idrofonico, al comando del tenente di vascello
Grion.
8 marzo 1941
Rientra a Taranto
alle 10.40, dopo aver percorso 99 miglia.
18 marzo 1941
Uscita da Taranto per
esercitazione dalle 6.35 alle 16.59, al comando del tenente di vascello Grion e
con la scorta del rimorchiatore Palmaria.
Percorse 63,5 miglia.
19 marzo 1941
Altra uscita in mare
per esercitazione, dalle 6.48 alle 16.46, al comando del tenente di vascello
Grion e con la scorta della torpediniera San
Martino.
23 aprile 1941
Il tenente di
vascello Grion è avvicendato al comando del Corridoni
dal parigrado Ugo Gentili, di 39 anni, da L’Aquila.
15 giugno 1941
Al comando del
tenente di vascello Ugo Gentili, il Corridoni
salpa da Taranto alle dieci per un’esercitazione, rientrando alle 11.50 dopo
aver percorso tre miglia.
16 giugno 1941
Altra uscita per
esercitazione, al comando del tenente di vascello Ugo Gentili, dalle 8.18 alle
16.35, insieme al vecchio sommergibile H
2 e con la scorta della nave scorta ausiliaria F 46 Limbara. Percorse 41 miglia.
17 giugno 1941
Altra uscita per
esercitazione da Taranto, da mezzogiorno alle 17.12, al comando del tenente di
vascello Ugo Gentili. Partecipano all’esercitazione anche i sommergibili H 2 e H 8 e la torpediniera Aretusa;
percorse 35,5 miglia.
21 giugno 1941
Uscita da Taranto per
esercitazione dalle 7.50 alle 17.25, al comando del tenente di vascello Ugo
Gentili. Percorse 53,5 miglia.
22 giugno 1941
Altra da Taranto per
esercitazione, dalle otto alle 17.15, al comando del tenente di vascello
Gentili. Percorse 41 miglia.
25 giugno 1941
Uscita da Taranto per
esercitazione, dalle undici alle 17.40, sempre al comando del T.V. Gentili ed
insieme alla torpediniera Cassiopea.
Percorse 34 miglia.
29 giugno 1941
Salpa da Taranto alle
9.35, al comando del tenente di vascello Ugo Gentili, per una missione di
trasporto a Derna.
1° luglio 1941
Richiamato prima di
raggiungere la destinazione, alle tre di notte incontra il sommergibile Atropo al largo di Capo Santa Maria di
Leuca, scambiando i segnali di riconoscimento; giunge a Taranto alle 13.10,
dopo aver percorso 390 miglia.
2 luglio 1941
Salpa nuovamente da
Taranto alle 14.45, al comando del tenente di vascello Ugo Gentili, per
trasportare a Derna 53 tonnellate di munizioni.
6 luglio 1941
Arriva a Derna alle
20.20 (o 20.50), dopo una traversata tranquilla.
7 luglio 1941
Lascia Derna alle due
di notte.
10 luglio 1941
Giunge a Taranto alle
12.20, dopo aver percorso 1166,5 miglia di cui 1077 in superficie e 89,5 in
immersione.
19 luglio 1941
Salpa da Taranto alle
8.35 al comando del tenente di vascello Ugo Gentili, per trasportare a Derna 58
tonnellate di munizioni.
22 luglio 1941
Arriva a Derna alle
21.13.
23 luglio 1941
Lascia Derna alle tre
di notte per rientrare a Taranto.
26 luglio 1941
Giunge a Taranto alle
12.55, dopo aver percorso 1181 miglia (1110 in superficie e 62 in immersione).
8 agosto 1941
Salpa da Taranto alle
11.10, al comando del tenente di vascello Ugo Gentili, per trasportare 13,735 tonnellate
di gasolio (in 859 lattine) e 48 tonnellate di munizioni a Bardia.
L’impiego del Corridoni nel trasporto di rifornimenti
verso questo porticciolo è stato deciso da Supermarina in seguito alle
pressioni del Comando dell’Afrika Korps (il generale Rommel attribuisce grande
importanza ai rifornimenti trasportati dai sommergibili nei porticcioli vicini
alla linea del fronte, pur essendo tali quantitativi irrisori rispetto a quanto
giunge con i convogli di ben più grandi navi mercantili nei ben più lontani
porti di Tripoli e Bengasi) e dell’ammiraglio Eberhard Weichold, ufficiale di
collegamento della Kriegsmarine in Italia. Il 6 luglio l’ammiraglio Weichold ha
scritto ai colleghi italiani una lettera (“Vengono
sottoposte allo Stato Maggiore della R. Marina italiana le seguenti
considerazioni della Seekriegsleitung, con preghiera di esame e di risposta. La
situazione generale dei trasporti marittimi, specialmente nella zona del
Mediterraneo centrale, inclusa la capacità di scarico dei porti di Tripoli e di
Bengasi, non è soddisfacente, tenuto conto delle necessità di rifornimento per
la guerra nell’Africa Settentrionale. (…) il trasporto di munizioni ed, in parte, anche di materiali di ricambio
per armi ed automezzi con i sommergibili ATROPO e ZOEA è stato salutato con
molta soddisfazione dall’Afrika Korps e dal Quartiermastro Generale
dell’esercito tedesco. Nonostante i quantitativi relativamente piccoli finora
trasportati dai sommergibili nel porto di Derna, questi quantitativi
rappresentarono già un grandissimo alleggerimento dei rifornimenti per il
fronte, dato che la strada per il fronte è molto più corta di quella per
esempio dai porti di Bengasi e Tripoli. Tenendo conto di ciò, lo Stato Maggiore
della R. Marina ha disposto già l’impiego di altri due sommergibili (CORRIDONI
e MICCA) per il rifornimento diretto per Derna. Questa misura viene salutata
con particolari sentimenti di gratitudine della Seekriegsleitung e, di ciò è
convinto lo Stato Maggiore di collegamento, specialmente dall’Afrika Korps. La
Seekriegsleitung è convinta che anche lo Stato Maggiore della R. Marina sia del
parere che la possibilità del rifornimento con sommergibili in un porto vicino
al fronte, possibilità iniziata con tanto successo, potrà essere ampliata.
L’assoluta necessità del rafforzamento proprio di questo rifornimento diretto
per il fronte risulta dalle sunnominate necessità di trasporto, nonché dalla
situazione del fronte e dal suo ulteriore sviluppo…”) con cui proponeva,
tra l’altro, l’intensificazione del traffico di sommergibili da trasporto con
l’impiego di ulteriori unità in questo compito, ed inoltre caldeggia anche
l’impiego di Porto Bardia per lo sbarco dei rifornimenti, essendo tale
sorgitore ancora più vicino di Derna alla prima linea.
Porto Bardia è un
porticciolo male attrezzato e peggio difeso, ed il suo utilizzo è ricco di
problemi ed incognite; nondimeno, Supermarina acconsente ad utilizzarlo come
approdo per alcune missioni di trasporto effettuate con sommergibili.
12 agosto 1941
Alle tre di notte il Corridoni avvista in posizione 32°00' N
e 25°40' E un sommergibile che a bordo viene identificato come lo Zoea. Per questo motivo, e perché
Maricosom ha diramato l’ordine di non attaccare sommergibili avvistati a
levante del meridiano 22° Est, non viene eseguita alcuna manovra d’attacco. Si
scoprirà in seguito che il sommergibile non era in realtà lo Zoea, bensì con ogni probabilità
un’unità nemica.
Alle 19.38 il Corridoni arriva a Bardia, dove riceve
la visita a bordo del generale Erwin Rommel.
Alle 22.15, mentre si
trova alla fonda a Bardia intento a scaricare rifornimenti, il Corridoni viene attaccato da un aereo
durante un’incursione da parte di tre Fairey Albacore dell’826th
Squadron della Fleet Air Arm (uno dei quali è armato di siluro, mentre gli
altri due portano due bombe da 227 kg). L’aereo, colto di sorpresa l’equipaggio
del sommergibile, sgancia quattro bombe (evidentemente si trattava di entrambi
gli Albacore armati con bombe e non di uno solo come creduto a bordo), che
cadono in mare una ventina di metri sulla dritta del Corridoni, che viene scosso violentemente dalle esplosioni, pur
senza subire danni, ad eccezione dell’inutilizzazione della girobussola. Gli
Albacore avvistano una chiazza di nafta e ritengono erroneamente di aver
danneggiato il sommergibile.
Quattro ore più tardi
arriva una seconda “ondata” costituita da due Albacore armati di siluri, che
non provocano danni.
Alle 23.40 il
sommergibile lascia Bardia per rientrare in Italia. (Quattro giorni più tardi,
aerosiluranti Fairey Swordfish dell’826th Squadron condurranno una
nuova incursione su Bardia nel tentativo di colpire il Corridoni, non sapendo che nel frattempo se n’è andato. Secondo una
fonte, alle 22.15 il Corridoni,
mentre finiva di sbarcare il carico a Bardia, sarebbe stato bersagliato da sei
cannonate sparate dalla direzione del mare aperto, probabilmente da un
sommergibile, senza subire danni).
15 agosto 1941
Alle 14.33 viene
avvistato un sommergibile nemico a cinquemila metri di distanza, in posizione
35°00' N e 21°10' E: si tratta del britannico Torbay (capitano di corvetta Anthony Cecil Capel Miers), che ha a
sua volta avvistato il Corridoni a
proravia, da cinque miglia di distanza. Entrambi i sommergibili s’immergono per
attaccare, ma così facendo perdono il contatto.
17 agosto 1941
Arriva a Taranto alle
12.48, dopo aver percorso 1516 miglia (1431 in superficie e 85 in immersione).
Lo svolgimento di
questa missione (e di quelle quasi contemporanee dell’Atropo e dello Zoea)
è così descritto da Supermarina nel promemoria n. 141 del 27 agosto: «Le unità hanno assolto il loro compito con
notevole perizia riuscendo a superare brillantemente le difficoltà ed i rischi
inerenti all’operazione. La navigazione condotta in superficie fino ad un
giorno prima dell’arrivo è proseguita in immersione durante le ore diurne del
giorno dell’arrivo allo scopo di evitare l’avvistamenteo da parte del nemico.
L’entrata a Bardia è stata effettuata in genere dopo il tramonto, a causa del
pericolo presentato da attacchi aerei alla località, attacchi sempre frequenti
e in forze. L’entrata in porto in tali condizioni presenta qualche difficoltà
nautica per la mancanza di segnalazioni luminose e per la configurazione della
costa che non offre caratteristiche speciali per il riconoscimento. In porto le
operazioni di sbarco, effettuate durante le ore notturne a mezzo di zattere e
galleggianti di gomma, fornite dall’esercito germanico, sono durate in media 4
ore ed effettuate dal personale di bordo con la cooperazione di soldati
tedeschi. È da notare che durante le operazioni di scarico in caso di
bombardamento aereo l’unità non può prendere immersione avendo i portelloni
aperti per lo sbarco del materiale ed è contornata dalle numerose bettoline
(fino a 6 alla volta) cariche di materiale eccezionalmente infiammabile e senza
alcun mezzo anticendio efficace. Inoltre una eventuale manovra di uscita dal
porto è lunga e laboriosa data la ristrettezza dello specchio d’acqua. Tutte le
difficoltà sono state superate brillantemente dai comandanti e dagli equipaggi
dei sommergibli i quali hanno rilevato con intimo orgoglio la soddisfazione
esternata loro dal Comando tedesco di Bardia per il trasporto di materiale
essenziale al corpo di spedizione per la condotta delle operazioni belliche».
28 agosto 1941
Assume il comando del
Corridoni il capitano di corvetta
Giovanni Cunsolo, di 30 anni, da Palermo, in sostituzione del tenente di
vascello Gentili.
4 settembre 1941
Al comando del
capitano di corvetta Giovanni Cunsolo, il Corridoni
esce da Taranto alle 6.15 per esercitazione, facendovi ritorno alle 12.58, dopo
aver percorso 32 miglia.
10 settembre 1941
Altra uscita da
Taranto per esercitazione, dalle 11.02 alle 18, al comando del capitano di
corvetta Giovanni Cunsolo. Percorse 39 miglia.
12 settembre 1941
Al comando del
capitano di corvetta Giovanni Cunsolo, il Corridoni
salpa da Taranto alle 10.25 per trasportare a Bardia 55,344 tonnellate di
rifornimenti. Già dal 9 settembre, per effetto delle decrittazioni di “ULTRA”,
i britannici sono al corrente del suo viaggio.
13 settembre 1941
Alle 21.50 viene
avvistato un cacciatorpediniere ad ottocento metri di distanza, con rotta 340°
e velocità 22 nodi, che attacca il Corridoni:
il sommergibile s’immerge a 70 metri di profondità ed avverte uno scossone
“metallico”, per poi scendere a 130 metri. Riemerge alle 22.12, trovando che il
cacciatorpediniere si è dileguato; siccome il sommergibile non risponde bene ai
comandi, il comandante Cunsolo decide di interrompere la missione e tornare
indietro, reputando le avarie troppo gravi per proseguire.
14 settembre 1941
Alle 17 viene
avvistata una mina alla deriva, del tipo P 200 di fabbricazione italiana, in
posizione 38°18' N e 18°20' E. L’ordigno viene affondato a colpi di
mitragliera.
15 settembre 1941
Arriva a Taranto alle
14.50, dopo aver percorso 667 miglia. Segue un lungo periodo di lavori.
22 ottobre 1941
Durante i lavori, il
comandante Cunsolo passa le consegne al tenente di vascello Alberto Longhi, 28
anni, da Napoli.
2 dicembre 1941
Il tenente di
vascello Longhi lascia il comando del Corridoni,
sempre ai lavori, per restituirlo al comandante Cunsolo.
21 gennaio 1942
Terminati i lavori,
il Corridoni salpa da Taranto alle
9.25 per prove in mare, al comando del capitano di corvetta Cunsolo. Rientra in
porto alle 18.06, dopo aver percorso 31 miglia.
24 gennaio 1942
Altra uscita da Taranto
per collaudi, dalle 9.10 alle 17.09, al comando del C.C. Cunsolo. Percorse 63
miglia.
25 gennaio 1942
Ulteriore uscita da Taranto
per collaudi, dalle 9.06 alle 11.42, al comando del C.C. Cunsolo. Percorse 4,5
miglia.
.jpg)
Due
immagini dell’equipaggio del Corridoni
(Coll. Augusto Bartoli, via www.grupsom.com)
29 gennaio 1942
Lascia Taranto alle
15.16 per trasferirsi a Brindisi, sempre al comando del capitano di corvetta
Cunsolo.
Alle 17.30, a 4,2
miglia per 264° da Torre Ovo (vicino a Santa Maria di Leuca), il Corridoni lanciaa accidentalmente un
siluro a seguito di un errore durante un’esercitazione. Più tardi viene
avvistato un siluro, di cui viene data notizia per radio, ritenendo che a
lanciarlo sia stata un’unità nemica; successivamente si giunge però alla
conclusione che si tratti proprio del siluro lanciato dal Corridoni.
30 gennaio 1942
Arriva a Brindisi
alle 9.25, dopo aver percorso 156,2 miglia.
1° febbraio 1942
Il comandante Cunsolo
cede il comando al tenente di vascello Alberto Longhi.
3 febbraio 1942
Dopo soli due giorni,
il tenente di vascello Longhi cede a sua volta il comando al capitano di
corvetta Loris Albanese, 34 anni, da Giuncarico.
3 marzo 1942
Al comando del
capitano di corvetta Loris Albanese, il Corridoni
salpa da Brindisi alle 8.15 per esercitazione, facendo ritorno alle 16.17, dopo
aver percorso 46 miglia.
8 aprile 1942
Il capitano di
corvetta Albanese lascia il comando del Corridoni,
che viene nuovamente assunto dal parigrado Cunsolo.
10 aprile 1942
Nuovamente al comando
del capitano di corvetta Cunsolo, il Corridoni
compie un’uscita da Brindisi dalle 8.43 alle 9.50, per condurre una prova volta
a verificare l’esistenza di perdite.
11 aprile 1942
Ancora al comando del
C.C. Cunsolo, il Corridoni compie
un’uscita in mare da Brindisi per prove dalle 13.30 alle 17, insieme al gemello
Bragadino e con la scorta della
torpediniera Orsa e del dragamine RD 32. Percorse 18,5 miglia.
20 aprile 1942
Uscita da Brindisi
per prove della girobussola, dalle otto alle 11.50, al comando del C.C.
Cunsolo. Percorse quattro miglia.
24 aprile 1942
Uscita da Brindisi per
collaudi, dalle 7.55 alle 11.57, al comando del C.C. Cunsolo. Percorse 18
miglia.
28 aprile 1942
Uscita da Brindisi per
collaudi, dalle otto alle 9.15, al comando del C.C. Cunsolo. Percorse sette
miglia.
14 maggio 1942
Uscita da Brindisi
per esercitazione, dalle otto alle 11.14, al comando del C.C. Cunsolo. Percorse
9,5 miglia.
26 maggio 1942
Uscita da Brindisi
per esercitazione, dalle 13.45 alle 17.07, al comando del tenente di vascello
Armando Rosso (32 anni, da Savona), che in questa data ne assume il comando al
posto del capitano di corvetta Cunsolo. Percorse 18,5 miglia.
30 maggio 1942
Uscita da Brindisi
per esercitazione, dalle 7.51 alle 11.47, al comando del tenente di vascello
Armando Rosso. Percorse 18,5 miglia.
4 giugno 1942
Uscita da Brindisi per
esercitazione, dalle 13.15 alle 17.50, al comando del tenente di vascello
Armando Rosso. Percorse 28 miglia.
12 giugno 1942
Uscita da Brindisi
per esercitazione, dalle 8.03 alle 11.43, al comando del tenente di vascello
Armando Rosso. Percorse 26,5 miglia.
17 giugno 1942
Uscita da Brindisi
per esercitazione, dalle 8.08 alle 12.02, al comando del tenente di vascello
Armando Rosso. Percorse 18 miglia.
21 giugno 1942
Salpa da Brindisi
alle 20.20, al comando del tenente di vascello Armando Rosso, per trasferirsi a
Taranto.
22 giugno 1942
Arriva a Taranto alle
15.5, dopo aver percorso 158 miglia.
25 giugno 1942
Uscita da Brindisi
per esercitazione, dalle 15.10 alle 17.10, al comando del tenente di vascello
Armando Rosso. Percorse 9,5 miglia.
Giugno 1942
A seguito di
insistenti richieste da parte dei Comandi tedeschi, il Grupsom Taranto riceve
il 21 giugno ordine di adibire alcune delle proprie unità al trasporto di
benzina avio per la Luftwaffe. Le autorità tedesche premono per l’impiego dei
sommergibili in missioni di trasporto per far giungere rifornimenti in
prossimità delle prime linee, durante l’avanzata delle forze di Rommel che ha
appena riconquistato Tobruk ed avanza verso il confine egiziano, benché il
normale traffico di navi mercantili si stia svolgendo senza problemi, con
perdite limitatissime, e nonostante un sommergibile non possa trasportare
nemmeno un decimo di ciò che può caricare una piccola nave mercantile. Altri
enti e comandi tedeschi fanno analoga richiesta, ma l’ordine rimane tassativamente
limitato alla sola benzina per aerei.
Il Corridoni è tra i sommergibili scelti
per questo servizio, insieme al gemello Bragadin, ai battelli posamine Micca, Atropo e Zoea ed ai grossi ed anziani Enrico Toti, Antonio Sciesa, Narvalo e Santorre Santarosa.
26 giugno 1942
Salpa da Taranto alle
11.20 (12.30 per altra fonte), al comando del tenente di vascello Armando
Rosso, per trasportare a Derna una tonnellata e mezza di viveri e 54 tonnellate
di benzina in latte (per altra fonte, 56 tonnellate di munizioni). I
britannici, tramite le intercettazioni di “ULTRA”, sanno che il Corridoni, insieme ad Atropo, Bragadino e Zoea, è
impiegato per trasportare rifornimenti a Derna, e deve passare per il punto
33°20’ N e 22°40’ E.
28 giugno 1942
Alle 11.30 viene
avvistata una mina alla deriva in posizione 35°45' N e 20°11' E.
29 giugno 1942
Tra le 10.45 e le
11.05, una novantina di miglia a nordest di Derna, ventiquattro bombe esplodono
a distanza di almeno mille metri dal Corridoni.
A bordo non è stato rilevato alcun rumore di motori di navi, ragion per cui si
ritiene che le bombe siano state lanciate da aerei.
Anche lo Zoea, in navigazione una cinquantina di
miglia più ad ovest, avverte delle esplosioni in lontananza.
30 giugno 1942
Arriva a Derna alle
20.55 (20.30 per altra fonte).
3 luglio 1942
Sbarcato il carico, lascia
Derna alle 20.10 diretto a Messina.
5 luglio 1942
Alle 5.30 viene
ricevuto a bordo l’ordine di rimanere a levante del meridiano 22° Est fino a
mezzogiorno, ma in quel momento il Corridoni
si trova in posizione 03°26' N e 20°34' E, a 73 miglia di distanza, e dunque
nell’impossibilità di giungere in tempo nella zona indicata.
7 luglio 1942
Arriva a Messina alle
13.10 dopo aver percorso 569,5 miglia.
Alle 15.35 riparte
alla volta di Trapani, scortato dalla torpediniera Giuseppe Dezza fino a tre miglia a sud di Stromboli.
8 luglio 1942
Alle 12.35 vengono
avvistati due piroscafi italiani, aventi rotta nord, scortati da un idrovolante
CANT Z. 501; sembrano essere sotto attacco aereo, ed è visibile un’alta colonna
di fumo.
Il Corridoni arriva a Trapani alle 17.13,
dopo aver percorso 217,7 miglia.
13 luglio 1942
Uscita da Trapani per
esercitazione, dalle 15.35 alle 17.12, al comando del tenente di vascello
Armando Rosso. Percorse 13,22 miglia.
14 luglio 1942
Salpa da Trapani alle
13.15 (16.40 per altra fonte), al comando del tenente di vascello Armando
Rosso, per trasportare a Tripoli 50 tonnellate di benzina avio in latte per la
Regia Aeronautica. Lo scorta il dragamine RD
16, poi sostituito dalla torpediniera Centauro
fino alle 21.10, dato il peggioramento delle condizioni meteomarine.
16 luglio 1942
Dopo essere passato
per il punto convenzionale "V" (33°12' N e 12°56' E), alle 5.30 il Corridoni incontra un peschereccio
requisito, mandatogli incontro da Tripoli, che lo pilota attraverso i campi
minati. Arriva così a Tripoli alle 10.52 (10.30 per altra fonte), dopo aver
percorso 449,7 miglia.
17 luglio 1942
Sbarcato il
carburante, lascia Tripoli alle otto di sera (20.30 per altra fonte) per
tornare a Trapani.
18 luglio 1942
Alle 15.36 viene
avvistata una mina alla deriva, di fabbricazione italiana, a dodici miglia per
166° da Linosa.
19 luglio 1942
Arriva a Trapani a
mezzogiorno (10.30 per altra fonte), dopo aver percorso 844,2 miglia.
24 luglio 1942
Esce da Trapani per
esercitazione alle 15, al comando del tenente di vascello Rosso.
25 luglio 1942
Rientra a Trapani
all’1.45, dopo aver percorso 27 miglia, e ne riparte alle 14.45 per trasferirsi
a Messina.
27 luglio 1942
Arriva a Messina alle
6.09, dopo aver percorso 223,6 miglia.
5 agosto 1942
Salpa da Messina alle
18.20 (18.45 per altra fonte), al comando del tenente di vascello Armando
Rosso, per trasportare a Derna 52 tonnellate di benzina in latte per il Regio
Esercito e 70 tonnellate di munizioni.
2.jpg) |
| Ennio
Bartoli ed altri marinai a bordo del Corridoni
(Coll. Augusto Bartoli, via www.gruspom.com) |
6 agosto 1942
Alle 10.53 viene
ordinata l’immersione in seguito all’avvistamento di un idrovolante britannico
Short Sunderland.
Tornato in
superficie, alle 16.10 il Corridoni
avvista due aerei tedeschi a sei chilometri di distanza, coi quali scambia i
segnali di riconoscimento.
8 agosto 1942
Arriva a Derna alle
20.50.
11 agosto 1942
Sbarcati i
rifornimenti, lascia Derna alle 19.30 per tornare in Italia. Durante la
navigazione di rientro dovrà svolgere un pattugliamento offensivo al largo di
Malta.
14 agosto 1942
A mezzanotte deve
lasciare la zona d’agguato avendo un solo motore diesel funzionante.
Avvista il Bragadin alle 15.57, a cinquemila metri
di distanza, in posizione 37°18' N e 16°35' E.
15 agosto 1942
Arriva ad Augusta
alle 7.45, dopo aver percorso 1291 miglia.
22 agosto 1942
Al comando del
tenente di vascello Armando Rosso, il Corridoni
salpa da Augusta alle 21.05 (21.40 per altra fonte), con a bordo 47,5
tonnellate di benzina in latte da trasportare a Tripoli.
25 agosto 1942
Alle 8.32, in
posizione 33°30' N e 16°32' E, viene avvistato un periscopio a quattromila
metri di distanza; per poco diviene visibile anche una torretta. Non risulta
però che vi fossero altri sommergibili in zona.
26 agosto 1942
Allle 6.45 ed alle
7.35, a nord di Tripoli, vengono avvistati due aerei, il primo tedesco ed il
secondo italiano; con entrambi vengono scambiati i segnali di riconoscimento.
Dopo una navigazione
caratterizzata da malfunzionamenti sia della girobussola che della bussola
magnetica, il Corridoni giunge a
Tripoli alle 9.27 (8.40 per altra fonte).
30 agosto 1942
Lascia Tripoli alle
14.29, diretto a Taranto.
Alle 16.10, a nord di
Tripoli, vengono avvistate la torpediniera Generale
Antonino Cascino ed un piroscafo che questa sta scortando.
31 agosto 1942
A nord di Tripoli, il
Corridoni avvista a più riprese delle
mine vaganti: alle 8.13, alle 8.46, alle 8.54, alle 12.42 ed alle 14.45.
2 settembre 1942
Arriva a Taranto alle
16.40 (15.30 per altra fonte), dopo aver percorso 1260 miglia.
20 novembre 1942
Alle 15.15 (15.23 per
altra fonte) il Corridoni, al comando
del tenente di vascello Armando Rosso, salpa da Taranto per trasportare a
Tripoli 55 tonnellate di provviste e benzina in latte.
21 novembre 1942
Alle 20.50 viene
avvistata una mina alla deriva, in posizione 36°06' N e 18°30' E.
24 novembre 1942
Alle 2.15, in
posizione 33°02' N e 14°16' E, viene avvistato a soli 600-700 metri un
sommergibile classe Santarosa; vengono scambiati i segnali di riconoscimento,
dai quali si apprende che si tratta del Ciro
Menotti.
Alle 12.55 (9.20 per
altra fonte) il Corridoni raggiunge
Tripoli.
25 novembre 1942
Lascia Tripoli alle
14.30 (13 per altra fonte) per rientrare in Italia.
26 novembre 1942
Alle 11.09 un aereo
si avvicina al sommergibile in posizione 33°02' N e 14°16' E; non essendo
possibile identificarlo, alle 11.18 viene deciso precauzionalmente di
immergersi. Alle 11.22 vengono sentite delle esplosioni poco lontane.
29 novembre 1942
Alle 15 (16.35 per
altra fonte) il Corridoni arriva a
Tranto, dopo aver percorso 567,3 miglia.
18 dicembre 1942
Salpa da Taranto alle
13.15 (14.40 per altra fonte), al comando del tenente di vascello Armando
Rosso, per trasportare a Buerat el Hsum 22 tonnellate di munizioni (altra fonte
parla di 46 tonnellate di benzina in latte, tre tonnellate di olio lubrificante
e due tonnellate di viveri).
Successivamente la
destinazione viene cambiata con Tripoli.
19 dicembre 1942
Il Corridoni riceve ordine di cercare i
superstiti di un aereo tedesco abbattuto in posizione 36°00' N e 16°20' E.
Giunto sul posto alle 20.37, non trova nessuno a causa della scarsa visibilità.
22 dicembre 1942
Arriva a Tripoli alle
13.05 (12.45 per altra fonte).
23 dicembre 1942
Lascia Tripoli alle
14 (13 per altra fonte) diretto a Taranto.
27 dicembre 1942
Arriva a Taranto alle
17.15 (16.30 per altra fonte), dopo aver percorso 1304,4 miglia senza eventi di
rilievo.
17 gennaio 1943
Salpa da Taranto alle
undici al comando del tenente di vascello Armando Rosso, per trasportare a
Tripoli 18 tonnellate di munizioni e 41 di altri rifornimenti. Si tratta di una
delle ultimissime missioni di rifornimento verso la capitale libica, che cadrà
in mano britannica di lì a pochi giorni.
20 gennaio 1943
Alle 5.45, quando si
trova in posizione 33°48' N e 16°04' E, il Corridoni
riceve ordine di dirigersi verso il punto convenzionale n. 4.
21 gennaio 1943
Alle 12.30, essendo
l’VIII Armata britannica ormai alle porte di Tripoli, il Corridoni riceve ordine di dirigere invece per Zuara.
Alle 20.22 nuovo
cambio di programma: giunge a bordo l’ordine di rientrare alla base.
23 gennaio 1943
Proprio nel giorno in
cui Tripoli viene occupata dall’armata di Montgomery, il Corridoni arriva ad Augusta alle 4.50, dopo aver percorso 990,7
miglia, con ancora a bordo i rifornimenti che non ha potuto consegnare.
8 marzo 1943
Al comando del
tenente di vascello Rosso, il Corridoni
lascia Augusta alle 17.30, diretto a Trapani.
9 marzo 1943
Alle 2.04, al largo
di Cava d’Aliga sulla costa siciliana, il Corridoni
passa inconsapevolmente a soli 450 metri a proravia del sommergibile britannico
United (tenente di vascello John
Charles Young Roxburgh), che tuttavia non lo attacca perché è incaricato di
recuperare un gommone con due ufficiali britannici inviati il giorno precedente
ad effettuare una ricognizione di una delle spiagge scelte per gli sbarchi
dell’Operazione Husky, l’invasione angloamericana della Sicilia che avrà luogo
di lì a quattro mesi: Roxburgh ha infatti ricevuto espresso ordine di astenersi
da qualsiasi azione offensiva durante il recupero del drappello inviato in
ricognizione.
10 marzo 1943
Arriva a Trapani alle
9.31 ed imbarca rifornimenti per il presidio di Lampedusa.
12 marzo 1943
Salpa da Trapani alle
17 diretto a Lampedusa.
14 marzo 1943
All’1.02, in
posizione 35°31' N e 12°45' E, una piccola unità, forse un MAS, viene avvistata
in condizioni di scarsa visibilità. Nell’impossibilità di identificarla con
certezza, il Corridoni si allontana.
Alle 18.50 il
sommergibile raggiunge Lampedusa e vi sbarca i rifornimenti, senza essere
molestato da vari aerei che vengono frattanto avvistati.16 marzo 1943
Lascia Lampedusa alle
3.10, diretto ad Augusta.
17 marzo 1943
Alle 12.55 una salva
di bombe cade in mare nel punto 36°45' N e 16°00' E, a circa duecento metri dal
Corridoni; non è stato avvistato
nessun aereo, ma gli idrofoni captano rumore di macchine di navi. Altre bombe
cadono alle 13.38, ma più lontane, tra i mille ed i duemila metri di distanza.
18 marzo 1943
Arriva ad Augusta
alle 2.46, dopo aver percorso 780 miglia.
29 marzo 1943
Salpa da Augusta alle
18.16, al comando del tenente di vascello Rosso, per un’altra missione di
trasporto con destinazione Lampedusa; a bordo ha 55 tonnellate di rifornimenti
urgenti.
Alle 23.25, in
posizione 37°08' N e 15°52' E, viene avvistato un sommergibile nemico, avente
rotta 110° e velocità dieci nodi; quando la distanza è calata a soli
cinquecento metri, essendo l’angolazione del Corridoni troppo acuta per lanciare i siluri con una ragionevole
probabilità di successo, il comandante Rosso decide di allontanarsi ed
immergersi per sicurezza a 40 metri di profondità.
Il sommergibile
avversario era quasi certamente il britannico Unison (tenente di vascello Anthony Robert Daniell), in navigazione
di rientro a Malta al termine di un pattugliamento.
1° aprile 1943
Arriva a Lampedusa
alle 21.13.
Il Corridoni alla fonda a Lampedusa all’inizio
dell’aprile 1943; è mimetizzato con vecchie reti da pesca per ostacolarne l’avvistamento
da parte di eventuali aerei nemici (g.c. STORIA militare) 4 aprile 1943
Lascia Lampedusa alle
00.30 per fare ritorno ad Augusta.
7 aprile 1943
Arriva ad Augusta
alle 2.38, dopo aver percorso 701 miglia.
8 aprile 1943
Lascia Augusta alle
19.46, sempre al comando del T.V. Rosso, per trasferirsi a Napoli.
10 aprile 1943
Arriva a Napoli alle
12.10, dopo aver percorso 295 miglia.
25 maggio-14 luglio 1943
In lavori a Napoli,
sotto il comando – esclusivamente per questo periodo – del sottotenente di
vascello Plinio Pagni, di 28 anni, da Livorno. Durante questi lavori vengono
apportate alcune modifiche allo scafo, la più vistosa delle quali è
l’eliminazione del “nasone” a prua.
Al termine dei lavori
assume il comando il tenente di vascello Giandaniele Asquini, di 28 anni, da
Udine: sarà l’ultimo comandante del Corridoni
in tempo di guerra, nonché quello che ne terrà il comando più a lungo, fino al
14 settembre 1945.
14 luglio 1943
Al comando del
tenente di vascello Giandaniele Asquini, il Corridoni
esce da Napoli per esercitazione alle nove del mattino, facendovi ritorno
quattro ore più tardi, dopo aver percorso 25,5 miglia.
16 luglio 1943
Altra uscita da
Napoli per esercitazione, dalle 8.30 alle 16.15, al comando del tenente di
vascello Giandaniele Asquini. Percorse 30,8 miglia.
17 luglio 1943
Lascia Napoli alle
18.45, al comando del tenente di vascello Giandaniele Asquini, per trasferirsi
a Pozzuoli, dove giunge alle 20.30 dopo aver percorso dodici miglia.
22 luglio 1943
Uscita da Pozzuoli
per esercitazione, dalle 9.15 alle 11.20, al comando del tenente di vascello
Giandaniele Asquini. Percorse 13,2 miglia.
23 luglio 1943
Altra uscita da
Pozzuoli per esercitazione, dalle 4.45 alle 14, sempre al comando del tenente
di vascello Giandaniele Asquini. Percorse 20,3 miglia.
24 luglio 1943
Lascia Pozzuoli alle
3.45, al comando del tenente di vascello Giandaniele Asquini, per trasferirsi a
La Maddalena.
25 luglio 1943
Arriva La Maddalena alle 8.45, dopo aver percorso
223,8 miglia.
28 luglio 1943
Lascia La Maddalena
alle 9.57, al comando del tenente di vascello Giandaniele Asquini, per trasferirsi
a Cala Villamarina, dove giunge alle 10,55, dopo aver percorso 4,2 miglia.
31 luglio 1943
Lascia Cala
Villamarina alle 9.57 diretto a Porto Palma, dove arriva alle 10.55, dopo aver
percorso tre miglia.
1° agosto 1943
Uscita da Porto Palma
per esercitazione, dalle otto alle 12.45, al comando del tenente di vascello
Giandaniele Asquini. Percorse 25 miglia.
5 agosto 1943
Lascia Porto Palma
alle 11.05 per trasferirsi a Mezzo Schifo, dove arriva alle 11.50, dopo aver
percorso cinque miglia.
6 agosto 1943
Lascia Mezzo Schifo
alle 18.20 per fare ritorno a Porto Palma, dove giunge alle 19.08.
7 agosto 1943
Riparte da Porto
Palma alle 8.30 per tornare a Mezzo Schifo, dove arriva un’ora dopo, avendo
percorso sei miglia.
8 agosto 1943
Di nuovo lascia Mezzo
Schifo, alle 8.25, per tornare a Porto Palma, giungendovi alle 9.12.
13 agosto 1943
Uscita da Porto Palma
per esercitazione, dalle 8.50 alle 11.35, al comando del tenente di vascello
Asquini. Percorse 17 miglia.
20 agosto 1943
Uscita da Porto Palma
per esercitazione, dalle 9 alle 11.35, al comando del tenente di vascello
Asquini. Percorse 13 miglia.
29 agosto 1943
Salpa da Porto Palma
alle 8.15 per trasferirsi a La Maddalena, dove arriva alle nove, dopo aver
percorso quattro miglia.
7 settembre 1943
Lascia La Maddalena
alle 8.15 per tornare a Porto Palma, dove arriva alle nove. Qui lo sorprenderà,
la sera dell’8 settembre, la proclamazione dell’armistizio di Cassibile.
9 settembre 1943
In seguito
all’annuncio dell’armistizio tra l’Italia e gli Alleati il Corridoni, sempre al comando del tenente di vascello Giandaniele
Asquini, lascia Porto Palma alle 13.35, diretto verso sud (per altra fonte,
verso La Spezia).
10 settembre 1943
All’1.05 il Corridoni viene avvistato in posizione
42°45' N e 09°54' E (venti miglia ad est di Bastia) dal sommergibile olandese Dolfijn (capitano di corvetta Henri Max
Louis Frédéric Emile van Oostrom Soede). Il battello olandese avvista l’unità
italiana verso proravia, con rotta nord, e nota che ha le luci di navigazione
spente e non sembra adempiere alle disposizioni emanate via radio dal Comando
in Capo del Mediterraneo in seguito all’armistizio. Avvicinandosi al Corridoni, gli uomini del Dolfijn rilevano comunque che non sembra
intraprendere manovre ostili, e che la sagoma non è quella di un U-Boot
tedesco; cercano senza successo di chiamarlo, finché van Oostrom Soede decide
di speronarlo a poppa estrema, in modo da mettere fuori uso i timoni di
profondità poppieri, impedendogli di immergersi e permettendo così di inviare a
bordo un drappello d’ispezione. Così viene fatto, tenendo pronti al fuoco
cannone e siluri, ed un gruppo di olandesi sale a bordo del Corridoni; il comandante Asquini viene
invitato a bordo dell’unità olandese per
conferire con l’ex nemico. Qui spiega di non aver ricevuto la notizia
dell’armistizio a causa del malfunzionamento della radio, e di essere fuggito
da La Maddalena il mattino precedente perché i tedeschi stavano occupando
quella base. Appreso che il sommergibile italiano è a corto di olio
lubrificante (per altra fonte, di carburante) e non è pertanto in grado di
raggiungere Bona, oltre ad essere impossibilitato ad immergersi perché la
frettolosa partenza ha impedito di completare alcuni lavori di raddobbo in
corso proprio a La Maddalena, l’olandese lo lascia proseguire per Portoferraio
(per una fonte Asquini avrebbe suggerito di andare a Portoferrario e van
Oostrom Soede lo avrebbe autorizzato a farlo dopo aver interpellato via radio
il comando dell’8th Submarine Flottilla per chiedere ordini, giunti
dopo alcune ore e passati quindi al Corridoni;
per altra fonte sarebbe stato proprio il comandante del Dolfijn a dire ad Asquini di dirigere per Portoferraio per
rifornirsi e poi per Bona), dove giunge alle 11.40, dopo aver percorso 204
miglia.
A Portoferraio
convergono infatti tutte le siluranti ed i sommergibili provenienti dai porti
dell’Alto Tirreno: oltre al Corridoni,
le torpediniere Impavido ed Indomito (la prima delle quali ha a
bordo gli ammiragli Aimone di Savoia-Aosta ed Amedeo Nomis di Pollone,
rispettivamente ispettore generale dei MAS e comandante superiore delle
siluranti) da Lerici, Ardente ed Animoso da Genova, Ariete, Antonio Mosto ed Ardimentoso da La Spezia, Fortunale, Calliope e Nicola Fabrizi da
Pozzuoli, Aliseo, Ardito e Giacinto Carini da Bastia e le corvette Ape (già presente a Portoferraio all’annuncio dell’armistizio), Folaga (da La Spezia), Cormorano (da Bastia), Danaide e Minerva (da La Maddalena), nonché i sommergibili Axum (da Gaeta), H 1, H 2 e H 4 (tutti da Ajaccio), la motosilurante
MS 55 (da Gaeta), i MAS 544 (da La Spezia) e 551 (da Lerici), due cannoniere (da La
Spezia e da Genova), il rimorchiatore militare Porto Palo (da La Spezia), l’incrociatore ausiliario Filippo Grimani ed una decina di vedette
antisommergibili provenienti da La Spezia. L’ammiraglio Nomis di Pollone, per
ordine di Supermarina, assume il comando di questa eterogenea flottiglia,
denominata Divisione siluranti.
Da Portoferraio la flottiglia
proseguirà poi verso sud, con l’eccezione di Ardito (impossibilitata a proseguire per i danni subiti in un
attacco tedesco a Bastia), Impavido
(immobilizzata da un’avaria), Grimani,
i due MAS (anch’essi immobilizzati da avarie), il Porto Palo ed alcune VAS.
11 settembre 1943
Alle 9.40 il Corridoni lascia Portoferraio per
raggiungere Palermo, sotto controllo statunitense.
%20a%20Malta-Sliema%20Creek-fine%20sett%2043%20(SM).jpg) |
| Il Corridoni (primo a sinistra) all’ormeggio
a Sliema Creek a Malta a fine settembre 1943 (g.c. STORIA militare) |
13 settembre 1943
Arriva a Palermo alle
7.15, dopo aver percorso 251,5 miglia. Qui le navi italiane provenienti
dall’Isola d’Elba sostano per alcuni giorni, risultando un incomodo non da poco
per i locali comandi statunitensi; il comandante della locale base della US
Navy, capitano di vascello Leonard Doughty, annuncerà ai suoi superiori
l’arrivo della flottiglia di Nomis di Pollone parafrasando sarcasticamente il
messaggio inviato in precedenza dall’ammiraglio Andrew Browne Cunningham (capo
di Stato Maggiore della Royal Navy e comandante in capo della Mediterranean
Fleet britannica) relativamente all’arrivo a Malta della flotta da battaglia
italiana in seguito all’armistizio (“Mi compiaccio di informare le loro signorie
che la flotta italiana è all’ancora sotto i cannoni della fortezza di Malta”):
“Mi compiaccio di informare le loro signorie che Palermo è sotto i cannoni di
una flotta italiana”.
L’ammiraglio
Cunningham ha già deciso di utilizzare le siluranti italiane per la scorta ai
convogli Alleati nel Mediterraneo, in modo da liberare un eguale numero di
siluranti angloamericane per altri impieghi; non avendo però ancora concordato
tale collaborazione con l’ammiraglio Raffaele De Courten (capo di Stato
Maggiore della Marina italiana) e non essendo del tutto certo della
realizzabilità di un accordo del genere con l’ex nemico, decide per il momento
di trasferire le navi di Nomis di Pollone a Malta (dove già è confluito, in
base alle disposizioni armistiziali, il grosso della flotta italiana), dove
potrà, nel peggiore dei casi, impossessarsene con la forza qualora non
risultasse possibile raggiungere un accordo per il loro utilizzo.
Incontrati i due
ammiragli italiani a bordo dell’Aliseo, il capitano di vascello Doughty e due
suoi sottoposti organizzano il rifornimento delle navi italiane con provviste e
medicinali, in modo da consentirne la prosecuzione verso Malta.
19 settembre 1943
Lascia Palermo alle
9.47 per trasferirsi a Malta, insieme ai sommergibili Axum, Nichelio, H 1, H
2 e H 4, nonché alle torpediniere
Antonio Mosto, Aliseo, Animoso, Ardimentoso, Ariete, Indomito, Fortunale e Calliope, alle corvette Minerva,
Danaide, Gabbiano, Ape e Cormorano, al cacciasommergibili
ausiliario AS 121 Regina Elena, alle
motosiluranti MS 35, MS 55 e MS 64 ed alle vedette antisommergibili VAS 201, VAS 204, VAS 224, VAS 233, VAS 237, VAS 240, VAS 241, VAS 246 e VAS 248.
20 settembre 1943
Arriva a Malta alle
18.54, dopo aver percorso 280 miglia, ormeggiandosi nell’ancoraggio di Fort Maddalena.
22 settembre 1943
I sommergibili
italiani a Malta, precedentemente sparpagliati nei vari ormeggi dell’isola,
vengono raggruppati in due gruppi, concentrati l’uno a Marsa Scirocco e l’altro
a St. Paul’s Bay.
Lasciata Fort
Maddalena alle 14.32, il Corridoni si
trasferisce a St. Paul’s Bay, ad otto miglia di distanza, dove giunge alle
15.54. (Per altra fonte il Corridoni
sarebbe invece stato assegnato al gruppo di Marsa Scirocco, insieme ad Atropo, Axum, Bandiera, Bragadin, Giada, Marea, Nichelio, Settembrini e Vortice,
alle “dipendenze” della corazzata Giulio
Cesare).
3 ottobre 1943
Lascia anche St.
Paul’s Bay, alle 12.30, e si sposta a Marsa Muscetto, dove giunge alle 15, dopo
aver percorso tredici miglia.
16 ottobre 1943
In seguito alla
dichiarazione di guerra dell’Italia alla Germania, il Corridoni (sempre al comando del tenente di vascello Asquini)
lascia Malta alle 8.45 per trasferirsi ad Haifa, insieme ai sommergibili Atropo, Zoea e Ciro Menotti; le
quattro unità dovranno essere impiegate dalla base palestinese nel rifornimento
della guarnigione dell’isola di Lero, assediata e bombardata incessantemente
dalle forze tedesche, nonché nell’evacuazione dei feriti. La loro capacità di
carico stimata è di 70 tonnellate di munizioni o 40 tonnellate di viveri.
Il rifornimento di
Lero avviene in condizioni particolarmente difficili: la supremazia aerea
tedesca è tale che le unità che trasportano i rifornimenti possono muoversi
soltanto di notte, e devono fare in modo di trovarsi al di fuori del raggio d’azione
della Luftwaffe entro l’alba. Impossibile usare navi mercantili; tutto
dev’essere trasportato da cacciatorpediniere, caicchi, imbarcazioni minori, che
però possono trasportare solo quantità limitate di rifornimenti. Diverse unità
cadono vittime degli attacchi aerei tedeschi. Neanche un ponte aereo è
ipotizzabile, essendo disponibili pochi velivoli da trasporto. Considerata la
situazione, i sommergibili sembrano dunque il mezzo più adeguato per
trasportare rifornimenti a Lero in condizioni di ragionevole sicurezza; oltre
ai battelli italiani, sono adibiti al rifornimento di Lero anche i sommergibili
britannici Severn e Rorqual. L’impiego dei sei sommergibili
per il rifornimenti di Lero è stato autorizzato durante una riunione dei
comandanti in capo delle forze Alleate nel Medio Oriente, alla presenza del
primo lord del mare e del segretario agli Affari Esteri del Regno Unito; la
richiesta al Comando della Regia Marina di mettere a disposizione dei
sommergibili per missioni di trasporto è stata avanzata dagli Alleati il 13
ottobre, giorno della dichiarazione di guerra italiana alla Germania.
A proposito
dell’impiego dei sommergibili per il rifornimento di Lero, la storia ufficiale
dell’USMM scrive: «Fu deciso allora dagli
Alleati di ricorrere ai sommergibili utilizzando due smg. inglesi ed alcuni
smg. italiani che avrebbero stabilito la loro base ad Haifa. (…) Un capitano di
fregata inglese (E. H. B. Baker), che aveva le funzioni del grado superiore e
che risiedeva a Lero nella posizione di S. N. O. (Senior Naval Officer),
prendeva gli accordi e dava le disposizioni per l’attracco delle unità in
località che venivano di volta in volta e spesso improvvisamente cambiate,
secondo le precauzioni che venivano prese in base alle condizioni di luce, ed
alla necessità di eludere i possibili informatori. Le operazioni di sbarco
dovevano naturalmente essere svolte con la massima rapidità, in pochissimoe
ore, ed era compito della nostra base navale far trovare pronta sul posto
l’organizzazione necessaria. (…) L’apporto
effettivo dei smg. ai rifornimenti non fu naturalmente di grande importanza,
data la loro naturale scarsa capacità di trasporto. Portarono munizioni,
benzina, materiali vari ed anche cannoni Bofors rizzati in coperta. Grande fu
invece l’apporto morale che le visite notturne dei smg. italiani diedero ai
difensori di Lero per la soddisfazione ed il prestigio che ad essi derivava da
questa attività militare italiana. Essa infatti si svolgeva senza particolare
controllo inglese (salvo un rappresentante degli Alleati per il servizio delle
comunicazioni), pur essendo i smg. in pieno assetto di guerra e pronti a
combattere durante la traversata, che veniva, in buona parte, eseguita con
navigazione occulta». Le operazioni di scarico devono essere eseguite di
notte, perché soltanto col buio la Luftwaffe sospende i suoi continui attacchi
aerei.
21 ottobre 1943
Arriva ad Haifa alle
10.10, dopo aver percorso 1084 miglia.
Nella base
palestinese è stato costituito il Comando Superiore Navale Italiano del Levante
(Maricosulev Haifa), con un Gruppo Sommergibili del Levante (Grupsom Levante),
al comando del capitano di fregata Carlo Liannazza; i sommergibili del Gruppo
sono alle dipendenze della 1st Submarine Flotilla della Royal
Navy. Le loro operazioni vengono coordinate con il Senior Submarine Officer
Levant Area, Haifa, che ne emana gli ordini di operazione per le singole
missioni.
A partire dal 26
ottobre, i quattro sommergibili italiani partiranno da Haifa ad intervalli
regolari, trasportando 45 tonnellate di rifornimenti ad ogni viaggio. Tutti i
viaggi si concluderanno felicemente.
26 ottobre 1943
Sempre al comando del
tenente di vascello Asquini, il Corridoni
salpa da Haifa alle 00.30 per trasportare rifornimenti a Lero.
28 ottobre 1943
Immersione rapida in
seguito all’avvistamento, alle 23.25 (nel Canale di Caso), di una piccola nave
scorta con rotta 140° e velocità dieci nodi.
30 ottobre 1943
Arriva a Portolago
(Lero) all’una di notte e ne riparte alle 6.30, dopo aver sbarcato i materiali
ed imbarcato cinque uomini della Royal Air Force diretti ad Haifa.
1° novembre 1943
Alle 7.18 vengono
avvistati tre cacciatorpediniere britannici, coi quali vengono scambiati i
segnali di riconoscimento.
2 novembre 1943
Arriva ad Haifa alle
22.20, dopo aver percorso 1229,5 miglia.
30 novembre 1943
Caduta Lero, alle
15.30 il Corridoni, sempre al comando
del T.V. Giandaniele Asquini, lascia Haifa per iniziare il viaggio di ritorno
in Italia, da effettuare in più tappe, insieme al Bragadin ed alla nave appoggio Lazzaro
Mocenigo, con la scorta dei cacciatorpediniere Grecale e Nicoloso Da Recco
(altra fonte parla del solo Grecale).
2 dicembre 1943
Arriva ad Alessandria
d’Egitto, primo scalo intermedio, alle 15.30, dopo aver percorso 357 miglia. Le
unità si mettono alla fonda.
6 dicembre 1943
Lascia Alessandria
alle nove del mattino (per altra fonte, invece, alle 16.30), insieme al Bragadin, adesso a rimorchio della Mocenigo per via di gravi avarie (per
altra fonte sarebbe stato a rimorchio fin dalla partenza da Haifa, per lo
stesso motivo), e con la scorta di Grecale
e Da Recco.
8 dicembre 1943
In seguito alla
rottura del cavo di rimorchio e ad un’avaria al timone del Bragadin, avvenuta al largo di Tobruk, la formazione viene
dirottata verso tale porto, dove arriva alle 11.40 (per altra fonte, alle
15.30).
9 dicembre 1943
Lascia Tobruk alle
11.02 per rientrare finalmente in Italia.
14 dicembre 1943
Arriva a Taranto alle
11.40, dopo aver percorso complessivamente 1161,5 miglia dalla partenza da
Alessandria.
Segue un periodo di
lavori a Taranto.
9 febbraio 1944
Completati i lavori,
il Corridoni salpa da Taranto alle
8.06 per prove in mare, svolte ancora una volta sotto il comando del tenente di
vascello Asquini. Rientra in porto alle 14.02, dopo aver percorso 27 miglia.
13 febbraio 1944
Il Corridoni rimane danneggiato mentre esce
dal bacino, il che lo costringe ad entrarvi nuovamente per le necessarie
riparazioni.
17 febbraio 1944
Uscita da Taranto per
prove in mare, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.32 alle 12.40. Percorse 34
miglia.
19 marzo 1944
Altra uscita da
Taranto per prove in mare, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.30 alle 15.15.
Percorse 23 miglia.
29 marzo 1944
Lascia Taranto alle
14.45 per trasferirsi ad Augusta, al comando del T.V. Asquini, navigando
insieme al sommergibile Giada (tenente
di vascello Mario Barazzuoli).
31 marzo 1944
Arriva ad Augusta
alle undici, dopo aver percorso 255 miglia.
1° aprile 1944
Lascia Augusta alle
5.46, diretto a Suez, al comando del T.V. Asquini. Naviga insieme al
sommergibile Giada ed al convoglio britannico
KMS 45; deve trasferirsi in Mar Rosso, dove sarà impiegato in esercitazioni
antisommergibili con unità della Royal Navy, ricevendo dai britannici la
matricola temporanea N 55.
6 aprile 1944
Arriva a Suez alle
18.45, dopo aver percorso 1137 miglia.
8 aprile 1944
Lascia Suez alle
16.20 diretto a Massaua.
13 aprile 1944
Arriva a Massaua alle
18.08, dopo aver percorso 984,5 miglia.
24 aprile 1944
Lascia Massaua alle
9.10 diretto ad Aden, dove arriva alle 14.10, dopo aver percorso 444,5 miglia.
7 maggio 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 12.23 alle 18.57.
Percorse 35 miglia.
8-9 maggio 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle otto dell’8 alle 8.55
del 9. Percorse 151 miglia.
11 maggio 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.07 alle 17.52.
Percorse 51 miglia.
13 maggio 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.08 alle 18.45.
Percorse 51 miglia.
15 maggio 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.05 alle 18.06.
Percorse 43,5 miglia.
19 maggio 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 9 alle 16.43.
Percorse 219 miglia.
25 maggio 1944
Uscita per esercitazione
da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.02 alle 18.31. Percorse 42
miglia.
14 giugno 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.58 alle 15.52.
Percorse 48 miglia.
16 giugno 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.10 alle 18.30.
Percorse 55 miglia.
18 giugno 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 9.28 alle 16.07.
Percorse 46 miglia.
19 giugno 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.59 alle 18.38.
Percorse 51 miglia.
21-22 giugno 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.12 del 21 alle
17.46 del 22. Percorse 229,5 miglia.
26 giugno 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.04 alle 15.50.
Percorse 46 miglia.
1° luglio 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.56 alle 17.48.
Percorse 48,5 miglia.
6 luglio 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.06 alle 18.15.
Percorse 54,5 miglia.
21 luglio 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.02 alle 19.05.
Percorse 44 miglia.
24 luglio 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.36 alle 18.35.
Percorse 45 miglia.
26 luglio 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.52 alle 16.05.
Percorse 43 miglia.
31 luglio 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.10 alle 17.40.
Percorse 42,5 miglia.
.jpg) |
| (da “Preparazione
e criteri d’impiego dei sommergibili italiani nella seconda guerra mondiale” di
Riccardo Nassigh, su “Rivista Italiana di Difesa” n. 1 del gennaio 1984, via www.betasom.it) |
25 settembre 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.08 alle 17.28.
Percorse 37 miglia.
2 ottobre 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.33 alle 18.04. Percorse
30 miglia.
9 ottobre 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle otto alle 18.05.
Percorse 36 miglia.
13 ottobre 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.08 alle 11.43.
Percorse 21 miglia.
17 ottobre 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.30 alle 17.54.
Percorse 37,5 miglia.
18 ottobre 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.55 alle 16.45.
Percorse 37 miglia.
19 ottobre 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.50 alle 15.10.
Percorse 35 miglia.
22 ottobre 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 9.08 alle 17.49.
Percorse 34,5 miglia.
23 ottobre 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.01 alle 17.15.
Percorse 36,5 miglia.
25 ottobre 1944
Uscita per
esercitazione da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.57 alle 18.20.
Percorse 35 miglia.
28 ottobre 1944
Uscita per esercitazione
da Aden, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.56 alle 22.45. Percorse 80
miglia.
15 novembre 1944
Sempre al comando del
tenente di vascello Asquini, il Corridoni
lascia Aden alle 9.24 per trasferirsi a Massaua. Fino alle 5.35 del 17 lo
scorta la cannoniera HMS Biglieri,
già italiana Giuseppe Biglieri
autoaffondata a Massaua alla caduta di quel porto in mano britannica, tre anni
e mezzo prima, e successivamente recuperata e rimessa in servizio dai
britannici.
17 novembre 1944
Arriva a Massaua alle
17.20, dopo aver percorso 429,5 miglia.
8 gennaio 1945
Uscita da Massaua per
prove in mare, dalle 9 alle 12.55. Percorse 24 miglia.
14 gennaio 1945
Lascia Massaua alle
8.05, al comando del T.V. Asquini, per trasferirsi ad Aden.
16 gennaio 1945
Arriva ad Aden alle
17.46, dopo aver percorso 427 miglia.
25-26 gennaio 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 15.22 del 25 alle 11.42 del
26. Percorse 148 miglia.
27-28 gennaio 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 15.08 del 27 alle 9 del 28.
Percorse 122 miglia.
30 gennaio 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.16 alle 18.13. Percorse 37
miglia.
1° febbraio 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.53 alle 19.20. Percorse 28
miglia.
5 febbraio 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.08 alle 17.04. Percorse 35
miglia.
7 febbraio 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.03 alle 17.08. Percorse
50,8 miglia.
9 febbraio 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 7.59 alle 16.05. Percorse
56,3 miglia.
10 febbraio 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.09 alle 17.15. Percorse
35,5 miglia.
15 febbraio 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.08 alle 17.40. Percorse 35
miglia.
16-17 febbraio 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 15.02 del 16 alle 17.01 del
17. Percorse 167 miglia.
20-21 febbraio 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.20 del 20 alle 00.02 del
21. Percorse 88,5 miglia.
22-23 febbraio 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 15 del 22 alle 8.18 del 23.
Percorse 118 miglia.
2-3 marzo 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 15.23 del 2 alle 8.23 del 3.
Percorse 131 miglia.
5-6 marzo 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 2.27 del 5 alle 7.39 del 6.
Percorse 152,3 miglia.
19-20 marzo 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 8.15 del 19 alle 8.47 del 20.
Percorse 125,1 miglia.
22 marzo 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 10.27 alle 18. Percorse 39,3
miglia.
9-10 aprile 1945
Uscita da Aden per
esercitazione, al comando del T.V. Asquini, dalle 15.01 del 9 alle 8.18 del 10.
Percorse 112,7 miglia.
7 maggio 1945
Con la guerra in
Europa ormai agli sgoccioli, il Corridoni,
sempre al comando del tenente di vascello Asquini, lascia Aden alle 17.45 per
iniziare il viaggio di ritorno in Italia.
14 maggio 1945
Arriva a Suez alle
18.10, dopo aver percorso 1330,2 miglia.
15 maggio 1945
Lascia Suez alle 6.25
per Port Said, dove giunge alle 18.05 dopo aver percorso 86 miglia.
16 maggio 1945
Lascia Port Said alle
15.15 diretto a Taranto.
22 maggio 1945
Arriva a Taranto alle
9.15, dopo aver percorso 1002 miglia. La guerra del Corridoni è finita, e di fatto anche la sua vita operativa; rimarrà
inattivo a Taranto fino alla radiazione.
1° febbraio 1948
Radiato dai quadri
del naviglio militare, in base alle disposizioni del trattato di pace.
Successivamente demolito.
.jpg) |
| Il Corridoni in disarmo a Taranto nell’agosto
1947 (g.c. STORIA militare) |
Il Filippo Corridoni su Uboat.net
La classe Bragadin su Betasom
Regio Sommergibile Corridoni, su Grupsom
Filmato del varo del Corridoni
I sommergibili italiani dal settembre 1943 al dicembre 1945
Submarine supplies to North Africa, May to November 1941
Il sommergibile
olandese Dolfijn
The History of the British U-class Submarine
Il Dolfijn su Uboat.net
Spoils of War: The Fate of Enemy Fleets after the Two World Wars